Foto dei figli della littizzetto

Foto dei figli della littizzetto

◄ Silvio Berlusconi

Dichiarazioni politiche, commenti, battute e barzellette, qualche espressione in libertà: Silvio Berlusconi si è fatto amare/odiare anche per le sue frasi pronunciate in pubblico. Le abbiamo raccolte: se non tutte, quasi. E le abbiamo fatte seguire da quello che gli altri hanno detto di lui. Eccole, ordinate per anno, a partire dall’ingresso in politica. 1994 – 1995 – 1996 – 1997 – 1998 – 1999 – 2000 – 2001 – 2002 – 2003 – 2004 – 2005 – 2006 – 2007 – 2008 – 2009 – 2010

(a cura di Marzia Amico, Jessica D’Ercole, Daria Egidi e Roberta Mercuri)

Dichiarazioni politiche, commenti, battute e barzellette, qualche espressione in libertà: Silvio Berlusconi si è fatto amare/odiare anche per le sue frasi pronunciate in pubblico. Le abbiamo raccolte: se non tutte, quasi. E le abbiamo fatte seguire da quello che gli altri hanno detto di lui. Eccole, ordinate per anno, a partire dall’ingresso in politica. 1994 – 1995 – 1996 – 1997 – 1998 – 1999 – 2000 – 2001 – 2002 – 2003 – 2004 – 2005 – 2006 – 2007 – 2008 – 2009 – 2010

Berlusconi ha detto:

• «Ormai è ufficiale, Segni è un coglione» (5/1/1994). 

• «Io non farò il politico come gli altri» (28/1/1994).

• «Rinuncerei allo scudetto pur di vincere le elezioni» (24/3/1994).

• «Non ho mai fatto così poco in vita mia» (sulla prima giornata a Montecitorio, 16/4/1994).

• «Che cosa avete fatto nella vita? Io posso citare case, giornali, televisioni, insomma il secondo gruppo italiano» (30/4/1994).

• «In una certa fase Mussolini fece cose buone, un fatto confermato dalla storia» (28/5/1994).

• «Non perdo tempo a smentire sciocchezze. Anzi, proporrò una tassa sulle chiacchiere» (13/8/1994).

• «Ho fatto bene più di chiunque altro in tutti i settori in cui mi sono cimentato» (Silvio Berlusconi, 13/8/1994).

• «I giudici di Mani Pulite vanno arrestati, sono un’associazione a delinquere con licenza di uccidere che mira al sovvertimento dell’ordine democratico» (a Vittorio Sgarbi, Sgarbi quotidiani, 16/9/1994).

• «Chi vorrei essere se non fossi Berlusconi? Il figlio di Berlusconi» (12/10/1994).

• «Il momento in cui sono entrato in politica ho compiuto una scelta che si è rivelata rovinosa per la mia popolarità ... Ho cambiato la mia vita per il peggio. È incredibile. Tutti mi stanno saltando addosso, i giudici, i giornali, gli altri gruppi industriali... Non avevo mai pensato che avrei fatto ciò che sto facendo adesso: ricevere capi di Stato e primi ministri di Paesi stranieri, parlare al parlamento. Queste sono cose contrarie alla mia natura! Mentre un politico ama queste cose, io non le sopporto! Soffro a fare queste cose. Soffro fisicamente. Soffro, soffro. Così la politica mi fa... soffrire» (25/11/1994).

 • «Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore» (27/11/1994).

• «Mi spiace, non voglio parlare di me in terza persona ma molto spesso mi viene comodo. Questo però non significa nessuna aumentata considerazione di me stesso, anche perché più alta di così non potrebbe essere» (6/12/1994).

• «I miei giornali, le mie TV, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite» (8/12/1994).

• «Se c’è qualcuno che mi ricorda la mitezza di Gandhi, quello è il signor Berlusconi» (24/12/1994).

• «Non credevo di essermi sottoposto a ritmi di lavoro tanto disumani: in sette mesi mi sembra di essere invecchiato di sette anni» (24/12/1994).

• «Quando ho deciso di scendere in campo, io mi sono separato mentalmente dalle mie aziende. Non conoscono il mio carattere, perché di fronte ai ricatti e alle estorsioni mafiose io non posso che resistere» (31/12/1994).

Hanno detto di Berlusconi

 • «Silvio saprà trovare una soluzione ai problemi di questo paese, mi auguro solo che non gli facciano del male. Come mamma sono più orgogliosa del bene che mi vuole che di tutto ciò che fa» (la mamma, Rosa Bossi Berlusconi, 28/1/1994).

• «Lei non può fare la vittima, le vittime siamo noi» (Achille Occhetto a Berlusconi, 24/3/1994).

• «Trionferò e vi salverò da Silvio» (Umberto Bossi, 25/3/1994).

• «Dottor Berlusconi, chieda al dottor Confalonieri di licenziarmi perché questo potrà risolvere uno dei tanti urgenti problemi da cui è afflitto il nostro Paese» (Emilio Fede, 13/4/1994).

• «Non voglio più andare a casa sua, si mangia troppo male» (Umberto Bossi, 28/5/1994).

• «È un re nudo. E sicuramente fragilissimo. Vive una situazione che nella democrazia americana, quando un po’ troppo si personalizza, finisce in un regicidio. Così è nella civilissima democrazia anglosassone. Molti presidenti sono stati ammazzati» (Marco Pannella, 7/8/1994).

• «È chiaro che io il Silvio lo amo, e voi sapete che odio e amore sono due zone confinanti» (Roberto Benigni, 28/10/1994).

• Il milione di nuovi posti di lavoro promesso da Silvio Berlusconi? «Era senz’altro una promessa elettorale, della quale bisogna chiedere conto a chi l’ha formulata in questi termini» (Irene Pivetti, 10/12/1994).

• «È ormai evidente che Berlusconi è sceso in campo solo per ottenere le mie dimissioni. Per il resto non è riuscito né a dimostrare di essere uno statista né ad avere una coalizione politica. Ha messo in campo solo un brillante trucco elettorale» (Achille Occhetto, 22/12/1994).

• «Berlusconi innanzitutto, Berlusconi soprattutto» (Gianfranco Fini, 23/12/1994).

• «Lui è un Peron della mutua, e noi gli abbiamo smontato il balcone da cui intendeva affacciarsi» (Umberto Bossi, 24/12/1994).

• «È un incrocio tra un cabarettista e un biscazziere. Un attore che recita male la parte di uomo politico» (Indro Montanelli, 27/12/1994).

• «Frequento questa casa dall’85 (Arcore), con Silvio siamo amici da anni» (Marco Pannella, 30/12/1993).

• «Una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio» (Bossi, 7/3/1994).

«Berluskaz è un impomatato fra le nuvole azzurre» (Bossi, 9/3/1994).

• «Fa il lavaggio del cervello alla gente» (Bossi, 10/3/1994).

• «È il riciclatore più efficace dei calcinacci del regime del pentapartito» (Bossi, 13/3/1994).

• «Berlusconi presidente del Consiglio? Non se ne parla nemmeno. Dalla Prima alla Seconda Repubblica si passa con uomini nuovi, il nuovo premier dev’essere un leghista: Maroni» (Bossi, 29/3/1994).

• «Berlusconi non potrà mai fare il presidente del Consiglio» (Bossi, 5/4/1994).

• «Lui pensa che il Paese sia il suo scranno o il suo regno, ma ha sbagliato pagina. L’Italia non è il regno di Berluskaiser. Un affarista piduista non può diventare presidente del Consiglio» (Bossi, 5/4/1994).

• «Ma chi si crede di essere, Nembo Kid? Tratta lo Stato come una società per azioni» (Bossi su Berlusconi 4/5/1994).

• «Attenti, quello ci vuole regalare un altro Ventennio» (Bossi, 9/5/1994).

• «Berlusconi è la bistecca e la Lega il pestacarne» (Bossi, 11/5/1994).

•«Un tubo vuoto qualunquista» (Bossi, 1/6/1994).

•«È un kaiser in doppiopetto» (Bossi, 12/6/1994).

• «Non siamo noi che litighiamo con Berlusconi, è la Storia che litiga con lui» (Bossi, 17/6/1994 ).

• «Mentre lui era nel Mulino Bianco, noi facevamo cadere il regime» (Bossi, 6/8/1994).

• Ha il parrucchino e la plastica facciale (Bossi, 8/8/1994).

• «Ma vi pare che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando lui piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non ha ancora trovato la combinazione della cassaforte. Ogni tanto io a questo Berluscosa gli afferro il polso: pum, fermo lì!, perché sta per mettere le mani sulla cassaforte. Ci prova in continuazione: la Rai, la magistratura, il condono per i suoi amici palazzinari, le pensioni… Altolà, dove vuoi andare, Berluscosa?» (Bossi, 8/81994).

• «Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa» ( Bossi, 13/8/1994).

• «Poi in aula ci vado io e a quello lo sfascio» (Così promise Di Pietro a Borelli parlando di Berlusconi. Di Pietro sostenne fino all’ultimo l’invio dell’avviso di comparizione di Silvio Berlusconi, 22/11/1994).

Silvio Berlusconi ha detto:

 • «A quest’umiliazione reagirò nelle piazze e sulle televisioni» (12/1/1995).

• «Il presidente Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista» (16/1/1995).

• «Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo» (20/1/1995).

• «Mai più un governo con Bossi» (25/1/1995).

• «Sono innamorato di Gianfranco Fini» (29/1/1995).

• «Io non mi siederò mai più ad un tavolo dove ci sia il signor Bossi. Non sosterrò mai più un governo che conti su Bossi come sostegno. È una persona totalmente inaffidabile. Mi meraviglio come anche i mezzi di comunicazione, senza nessun senso critico, diano ospitalità a tutte le sue esternazioni che non hanno né capo né coda» (2/2/1995).

• «Veltroni è un coglione» (2/2/1995).

• «La ripresa dell’Italia si chiama Silvio Berlusconi» (4/2/1995).

• «Quando li sento parlare di regole mi viene l’orticaria» (16/3/1995).

• «Sono divisi e dispersi, e non sapendo più a che santo votarsi si attaccano alla faccia larga e pastosa di un dottor Balanzone (Romano Prodi, ndr)» (28/3/1995).

• «Venderò le tv a imprenditori internazionali» (1/4/1995).

• «Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio» (4/4/1995).

• «Per Prodi si è usata la stessa tecnica di Lenin e Stalin: quella dell’utile idiota: si prende una persona, la si mette lì e ci si nasconde dietro» (15/4/1995).

• «Un terzo polo televisivo sarebbe una disgrazia» (4/5/1995).

• «Prodi? È una foglia di fico» (11/6/1995).

• «Come fa un Berlusconi che ha preso dieci milioni di voti a mettersi sul piano di uno noto solo per essere stato il dinosauro di De Mita?» (12/6/1995).

• «Io sono semplicemente un imprenditore che fa miracoli» (6/10/1995).

• «Lo ammetto, la mattina quando mi guardo allo specchio ho un’alta considerazione di me» (28/10/1995).

• «Chi salvo fra Dini, D’Alema, Prodi, Veltroni e Bertinotti? Li butto tutti dalla torre e poi chiedo il Nobel per la pace» (30/10/1995).

• «Bossi è un uomo coriaceo, come sanno tutti, ma è sempre stato un realista: senza il suo realismo il Polo delle libertà non sarebbe mai nato» (5/11/1995).

• «Se c’è una cosa pericolosa e che mi fa male è di vedermi assimilato a questi politici di professione che hanno alle spalle una carriera fatta di chiacchiere» (6/12/1995).

• «Dire che io utilizzo la mia posizione di leader politico per interessi personali è negare il disinteresse e la generosità che mi appartengono» (15/12/1995).

• «Mi sento sprecato in mezzo a tanti omettini che fanno politica» (18/12/1995).

• «Io corruttore? Sarebbe come incolpare suor Teresa di Calcutta» (27/12/1995).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Speriamo che quella di Berlusconi sia stata soltanto una parentesi nella storia italiana» (Massimo D’Alema, 29/1/1995).

• «Il vero potere Gelli diceva che lo deteneva chi ha i mezzi di informazione e Berlusconi era la tessera 1816 della P2 di cui Gelli era a capo. E prima di Gelli, se ricordo bene, era un principio espresso dal nazista Goebbels» (Umberto Bossi, 24/1/1995).

• «Il politico Berlusconi ha il grave torto di considerare l’imprenditore Berlusconi, di credere che lo Stato si possa condurre come un’impresa privata, condotta poi in maniera non del tutto esente da critiche. Perché sappiamo bene in che condizioni era la Fininvest quando Berlusconi è trasmigrato in politica» (Indro Montanelli, 24/1/1995).

• «Ha proprio perso la trebisonda, non c’è niente da fare» (Oscar Luigi Scalfaro, 20/1/1995).

• «Il punto debole di Berlusconi, forse, è che pur essendo un grande comunicatore non è riuscito a comunicare la parte migliore di sé . Poi, è davvero troppo gentile» (Jas Gawronski, 15/1/1995).

• «Nessun cittadino potrebbe capire il cinismo di chi si apprestasse ad affossare, colpire la lira, la ripresa economica, l’occupazione, sulla base di un calcolo di interesse di partito. Altro che Forza Italia! Berlusconi è contro l’Italia!» (Massimo D’Alema, 23/2/1995).

• «Berlusconi va battuto col candore» (Paolo Sylos Labini, 23/3/1995).

• «Non credo che se si votasse domani l’onorevole Berlusconi potrebbe fare il presidente del Consiglio perché non ha risolto il conflitto d’interessi» (Massimo D’Alema, 23/9/1995).

• «Date le cose che sono successe finora, voterei Berlusconi che resta il più nuovo, anche se era amico di quelli vecchi. Finora si è divertito con le televisioni e ora vuol fare qualcosa per il Paese» (Adriano Celentano, 9/12/1995).

• «Berlusconi non può fare il profeta del bipolarismo predicando regole che Dio avrebbe rivelato solo e soltanto a lui e che lo autorizzerebbero a contravvenire alle regole della Costituzione. La Costituzione è quella. Berlusconi pensa che si facciano le elezioni e che i voti siano come azioni che si mettono via. Invece la gente elegge i parlamentari e questi rispondono agli elettori e no a Berlusconi». (Rocco Buttiglione – La Stampa, 4/11/1995).

Berlusconi ha detto:

• «Sono quattro i punti cardine della mia filosofia: appartamento a Milano, villa per il weekend, casa al mare e patrimonio in contanti per i figli» (a Gramellini, 31/12/96).

• «Il vero male di questa città è il porto» (a Gramellini, 31/12/96). 

• «L’inciucio va bene, ma che sia di classe» (31/12/1996). 

• «Ormai i capelli li devo chiamare per nome» (31/12/1996).

• Parlando della Guardia Di Finanza: «Se c’è un corpo deviato dello Stato che si organizza, che pretende di avere certe somme da chi è in regola minacciando azioni su altre società di un gruppo e che poi si spartisce verticalmente tra i suoi membri il ricavato di queste sue pressioni, siamo di fronte ad una forma di associazione a delinquere» (22/12/1996).

• «Due persone, entrate in un ufficio, urlano: "Questa è una rapina." E gli impiegati, sorridenti: "Meno male, pensavamo fosse la Finanza”» (22/12/1996).

• «Non so come Borrelli potrebbe comportarsi da direttore del Tg4, ma Emilio Fede alla Procura di Milano garantirebbe un sistema molto più vicino allo stato di diritto e a quello che dovrebbe essere l’ordinamento giudiziario in uno stato liberal-democratico» (8/2/1996). 

• «La par condicio? A sentirne parlare mi viene l’orticaria» (19/02/1996). 

• «Non è la par condicio che mi fa venire l’orticaria, ma sono quelli che spadroneggiando sui mezzi di informazione in lungo e in largo, da sempre, quando arrivano le elezioni diventano le prefiche della par condicio. Come se io fossi il signore degli spot! Io avrei da guadagnare da una vera par condicio» (21/021996). 

• «Non è vero che dopo tutte le interviste mi è venuta una voce più sexy?» (23/04/1996). 

• «L’opposizione non è nel mio Dna» (1/08/1996). 

• «Più mi attaccano più sarà forte, determinata, inflessibile la mia opposizione» (29/09/1996). 

• «Non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello di paragonarlo a Mussolini... Mussolini è stato un protagonista della storia, Prodi invece è una comparsa della cronaca» (15/11/1996).

• «Il governo Prodi porta l’Italia verso un regime: il regime della sinistra egemonica, dei post - comunisti e dei clerico - comunisti. Non possiamo consentire che cio’ avvenga, vogliamo la liberta» (30/11/1996). 

• «Questo e’ ormai un Paese in cui si va smarrendo il senso della libertà. La gente ha netta la sensazione che i diritti garantiti dalla Costituzione non siano piu’ inviolabili: la riservatezza della vita privata, perfino la tutela della corrispondenza, sono ormai un patrimonio dimenticato» (dopo il ritrovamento della cimice nella sede romana di Forza Italia, 12/101996). 

• «Non capisco cosa vogliono tutti questi Soloni che dicono non dovete andare in vacanza, dovete stare qui. E a far cosa, ad abbaiare alla luna?». (ai suoi professori che lo criticavano per la lunga assenza estiva, 30/8/1996). 

• «Quel senatur e’ un leninista» (6/5/1996). 

• «Ma perchè mi attaccano? Perché non capiscono che sono l’unico che può aggiustare questo paese?» (19/041996). 

• «Dini l’ho inventato io. E si tratta della peggiore invenzione della mia vita» (24/03/1996).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Berlusconi è il garibaldo di Fini» (Umberto Bossi).

• «Ma si può mettere sotto inchiesta Berlusconi soltanto perché qualche suo funzionario ha fatto dei pasticci con la Guardia di Finanza? Ha ragione lui, che cosa ne poteva sapere lui? E allora: vogliamo dare in mano l’Italia a un amministratore che non sa nemmeno cosa succede nella sua azienda? (Umberto Eco, Convention dell’Ulivo, 03/1996).

• «A volte ho l’impressione che Berlusconi non sia tanto contro la democrazia, ma piuttosto estraneo ad essa» (Nanni Moretti, 23/04/96). 

• «Giura sui suoi figli ogni quindici giorni, Berlusconi. L’ha ridetto anche in questi giorni. Ora io mi son chiesto: ogni quindici giorni gli arriva un avviso di garanzia e continua a giurare sui suoi figli. Ora, io ho pensato, non può essere un padre così snaturato e crudele da giurare il falso sulla vita dei suoi figli, quindi ognuno di noi si pone la domanda: "Di chi sono i figli di Berlusconi?"» (Roberto Benigni, 1996). 

• «Berlusconi finirà come Napoleone. Voleva diventare il padrone assoluto del business del calcio a costo di ridurre la Coppa dei Campioni allo schifo che è [...] Parla di lobby lui? Io sono entrato in politica prima di divenire imprenditore. Lui è entrato in politica per le sue televisioni (...) Ha fatto incetta di frequenze per impedire agli altri di esistere. Vuole tutto, ma si ricordi di Sant’ Elena» (Vittorio Cecchi Gori, 30/12/1996). 

• «Apprendiamo che Berlusconi si lamenta con Dini accusandolo di aver copiato il programma di Forza Italia del 1994. Strano, mi risultava che fosse Berlusconi ad aver copiato il programma di qualcuno. Un tale che abita in Toscana, Licio Gelli. Vien da dire: chi la fa l’aspetti» (Roberto Calderoli, 28/02/1996).

• «Berlusconi è l’uomo più geniale e generoso del mondo, mi ha reso ricco» (Fedele Confalonieri, 7/3/1996). 

• «Berlusconi è in padella: Fini tiene il manico e regola l’intensità della fiamma» (Walter Veltroni, 16/03/1996). 

• «Berlusconi è un uomo ridicolo, che dice le bugie e basta. Non si va a votare per scegliere un attore ma l’ uomo giusto per guidare l’Italia. Berlusconi non e’ certo un modello rassicurante» (Romano Prodi, 10/04/1996).

• «Goebbels in confronto a Berlusconi era un bambino» (Prodi, 31/03/1996).

• «In questa campagna elettorale si sentono fare evocazioni di Stalin, Goebbels, Wischinsky (quello della Ghepeù), ma siamo nel grottesco: come aspettarsi un monologo di Shakespeare da Totò. No, Berlusconi non ha la stoffa del dittatore; ha solo quella del corruttore. Ma appunto per questo non e’ da escludere, anzi sembra probabile, che le urne del 21 aprile ce lo ridiano». (Indro Montanelli, 6/4/1996).

• «Frankenstein della destra, mostro antidemocratico» (Carlo De Benedetti, 28/03/1996). 

• «Berlusconi ha dimostrato di essere una brava persona: si è ricordato di avere famiglia e si è calato le brache: dice: D’ Alema mon amour...» (Marco Pannella, 23/11/1996). 

• Enzo Biagi: «C’è una sentenza della Corte costituzionale che afferma: a nessuno è concesso di possedere tre ”network”. Era un errore credere che tra i ”nessuno” ci fosse anche Berlusconi; invece lui è qualcuno, e lo si vede». (Enzo Biagi, 12/12/1996). 

• Beppe Grillo: «Berlusconi promette un milione di posti di lavoro e ci crede pure, ci crede sul serio, lui. Ma avete mai visto un uomo di Stato che giura sulla testa dei suoi figli? Non lo faceva neanche Bokassa, che di figli ne aveva 75». (la Repubblica, 7/01/1996).

• Beppe Grillo: «Ma lo avete visto al G7? Era il più piccolo di tutti. Un nanetto così in una società civile lo avrebbero messo a decorare il giardino» (la Repubblica, 7/01/1996).

Berlusconi ha detto:

 • «Anch’io, quando ero un giovanotto, ho fatto la vita dei campi: so che vuol dire alzarsi la mattina all’alba, stare nelle stalle, tornare a casa con la schiena spezzata...» (dichiarazione per sostenere Guido Carandini, leader dei Cobas romani, 18/12/1997).

• «I sopravvissuti del comunismo che riportano agli anni precedenti la caduta del muro di Berlino» (contro Rifondazione sullo smantellamento dell’alleanza atlantica).

• «Ah, questi magistrati!». (Berlusconi quando è uscita la prima agenzia con la notizia della richiesta di rinvio a giudizio Marco Nese, 21/12/1997).

• «Dai pm mi arrivano “inviti a scomparire”. A Milano verdetto gia’ scritto, sia cambiato il luogo del processo. La mia condanna sarebbe produttiva sotto il profilo pecuniario per i pubblici ministeri del pool di Borrelli» (al Corriere della Sera, 11/12/1997).

• «Accusare me di corruzione è come arrestare Madre Teresa di Calcutta perché una bambina del suo istituto ha rubato una mela» (al Corriere della Sera 11/12/1997).

• «A sorpresa, mi vedo infliggere una condanna senza conseguenze pratiche e quindi a puro titolo di sfregio della mia immagine»(sul processo per l’acquisto della Medusa film, 4/12/1997).

• Il Cavaliere ha raccontato l’ultima barzelletta. «Papà, papà, guarda, c’è il Berlusconi in tv«. E il genitore: «Ma lascia perdere quel capitalista, fascista e milanista«. «Papà, papà, dice che gli italiani volano«. «Ecco, te lo avevo detto di lasciar perdere«. «Papà, papà: dice che l’ha letto sull’Unità...«. «Ah, be’, cioè... in effetti gli italiani saltano molto alto» (25/11/1997).

• «Io sono il regista ma mi manca un centravanti di ricambio, se c’e’, venga allo scoperto. Fini? Sono discorsi che oggi non hanno senso» (al Corriere della Sera 23/11/1997).

• «Cossiga è il vecchio che torna» (22/11/1997).

• «Curzi? Vedo che abbiamo tra noi un eroe del Mugello. Facciamogli un bell’applauso» (21/11/1997).

• «Io sono indispensabile» (agli alleati, 18/11/1997).

• «L’ Irap e’ una rapina, in un Paese normale avrebbe provocato rivolte »(a Roberto Bagnoli, 14/11/1997).

• «Ora la sinistra è falce, martello e manette» (11/11/1997).

• «Il ministro Berlinguer vuole manipolare i cervelli e le coscienze dei giovani: indottrina gli studenti per avere ogni anno più elettori» (6/11/1997).

• «Il governo può fare tutto quello che vuole: parla di privatizzazioni e non le fa, raddoppia la Finanziaria, e la stampa? Non una piega, nemmeno un plisse’ come quello delle gonne» (6/11/1997).

• «Sarò per anni leader del Polo Ho forza e voglia» (6/11/1997).

• «Signore romane ricontattate i vostri vecchi fidanzati e dite loro di votare per Borghini» (l’appello alle signore romane, 6/11/1997).

• «L’azzurro, il mio colore preferito, e’ il colore della Lazio che nella partita di Coppa Uefa ha vinto 3 a 0. Complimenti...» (6/11/1997).

• «Le farò conoscere mia madre. Sarei felice che diventaste amiche» (a cena, alla mamma di Fini, 28/10/1997).

• «È quasi più bella di suo figlio. Signora, perché non viene a cena da me, insieme a Gianfranco, una di queste sere, quando sono a Roma? Così, magari, lei ci mette le mani sulla testa e ci dice di fare i bravi e di andare sempre d’accordo» (alla mamma di Fini, 27/10/1997).

• «Siete voi i missionari di Forza Italia» (a Minoli, 27/10/1997).

• «Mussi? E’ davvero simpatico, ha una faccia che è a metà quella di Hitler e a metà quella di un salumiere gioviale. Con una faccia così, può permettersi di dire quello che vuole, anche cose nefande, come quando mi ha dato dello spogliarellista politico» (17/10/1997).

• «Chi mi critica se ne vada » (14/9/1997).

• «E’ un regime mascherato, in guanti bianchi, è un regime felpato che non avrà i carri armati, oppure le camicie rosse, nere, o verdi, ma pretende subalternità» (4/5/1997).

• «E adesso Fini per rimediare mi paga il caffé e mi mette anche lo zucchero» (25/9/1997).

• «Qui in vacanza ho letto l’Atlantide di Bacone insieme con Letta, Dell’Utri e Confalonieri» (14/8/1997).

• «Sono stato come la fata Smemorina di Cenerentola: erano delle zucche e li ho trasformati in principi» (13/1/1997).

• Io ritengo di essere geneticamente, istintivamente un innovatore» (da la Repubblica, 24/1/1997).

• «Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza. Gli manderò Striscia la notizia»  (dal Corriere della Sera, 7/3/1997).

• «Credo che l’Italia non possa accettare di dare al mondo l’immagine di chi butta a mare qualcuno che fugge da un Paese vicino, temendo per la sua vita, cercando salvezza e scampo in un paese che ritiene amico. Il nostro dovere è quello di dare temporaneo accoglimento a chi si trova in queste condizioni» (Aprile 1997).

• «Vede, io li ho visti, i super­stiti del naufragio. Erano dispe­rati. E nessuno era lì con loro, nessuno gli ha detto niente, ca­pito? Si parla di settanta morti, venti bambini, una tragedia pa­ragonabile a Ustica, e questi qui, dal presidente della Repub­blica al presidente del Consi­glio al ministro della Difesa, re­stano a casa loro? È drammati­co» (Aprile 1997).

• «Siamo stati chiusi nell’egoismo, non possiamo permettere che succeda più nel nostro Paese. Non possiamo chiudere le porte, 58 milioni di italiani che stanno bene non possono respingere povere per­sone che vengono qui per cer­care un po’ di libertà. Doman­diamoci se la tragedia non è an­che dovuta, almeno in parte a quel coro di gettateli a mare, sono tutti delinquenti sentito nei giorni scorsi» (Aprile 1997).

• «Io ho sempre fiducia, perché ho la fiducia incorporata. (Ansa, 24/10/1997)

Hanno detto di Berlusconi:

• «La politica. Che cosa terribile. Io non volevo. Perché? Perché Silvio? Glielo chiesi subito. Ma lui mi rispose che sentiva una forte spinta dentro di sé. E allora gli dissi: se e’ proprio quello che desideri, e’ giusto così. Forse, mio marito sarebbe riuscito a convincerlo. Avrebbe avuto la forza di bloccarlo. Il mio Luigi aveva un potere straordinario su Silvio. Comunque, se non fosse andato in politica sarebbe stato meglio» (Rosella Bossi Berlusconi, 18/12/1997).

• «Solo qualche giorno fa Berlusconi ha confessato di essere l’erede del Caf, dichiarando che «certe procure, dopo aver fatto fuori tutti i rappresentanti dei partiti democratici, oggi continuano questa azione (contro di lui)» (Flores D’Arcais, dicembre 1997).

• «Soffro molto per le cattiverie che dicono sul conto di Silvio. Sto male internamente. Lui che ha dato il benessere a dieci, venti, trenta mila persone non merita un trattamento simile» (Rosella Bossi Berlusconi, 18/12/1997).

• «Berlusconi va capito: è al centro di una macchinazione politico – giudiziaria senza precedenti» (Pier Ferdinando Casini, leader del Ccd, 28/12/1997).

• «Berlusconi non si tocca: tutti si devono rendere conto che la sua intenzione e’ quella di restare in politica» (Enrico La Loggia, 28/12/1997).

• «Il Polo e’ cotto, non sanno come liberarsi di Berlusconi» (Antonio Di Pietro alla Stampa, 13/11/1997).

• «Cavaliere, faccia la destra Se vuole io sarò il suo fattore» (Feltri, 10/12/1997).

• «Volevo un “cattivo” moderno. E chi è più attuale di un barone dei media che abusi del proprio potere?» (Bruce Feirstein soggettista che si è ispirato a Berlusconi per 007).

• E di Berlusconi cosa pensa? «Purtroppo ha i suoi limiti. Inizialmente ha incantato perché aveva il merito di aver creato aziende, dato lavoro a tante persone. Però c’è una cosa che mi dà un sacco fastidio. Io a voi giornalisti vi voglio bene, ma non mi va giu’ che avete creato ‘sta storia dello sdoganamento. Ma che ha sdoganato, mica sono una botte di vino? (...) ‘Sta storia m’ha proprio rotto, per dirla papale papale. Io apprezzo Berlusconi come imprenditore, ma come politico lasciamo stare. Ora va di qua, ora di la’. Bisogna avere un obiettivo se no ti ridono in faccia» (Donna Assunta Almirante a Marco Nese, 6/12/1997).

• «Berlusconi ha già fatto tre miracoli. Non credo che ne possa fare un altro» (Sergio Ricossa, il più rigoroso degli economisti liberisti italiani).

• Evita di appoggiarti a Berlusconi e costruisci il tuo futuro da solo» (Gianfanco Miccicche).

• «Sì, ho letto quei sondaggi. Ma devo dire che ne mancava uno: quello che dà al novantanove per cento i cattolici che vogliono Silvio Berlusconi Papa» (Francesco Cossiga, 23/11/1997).

• «Prego sempre perché Berlusconi continui a guidare il Polo. Sì, spero proprio che Silvio resti» (Romano Prodi, 19/11/1997).

• «Io non ci parlo con quello!» (Giuliano Ferrara a Goffredo Buccini su Berlusconi, 10/11/1997).

• «Lo sbocco di una critica distruttiva delle istituzioni condotta nel nome della società civile si e’ rivelato essere Berlusconi. La sua vittoria nel ’94 rappresentò l’approdo coerente della distruzione del sistema politico e del sopravvenire di una classe dirigente espressione diretta della società, senza la mediazione culturale, programmatica, storica delle formazioni politiche...» (Massimo D’Alema, 4/11/1997).

• «Berlusconi, poveraccio, è sempre così impegnato! » (Capello a Alberto Costa, 21/11/1997).

• «Caro presidente Berlusconi, sia gentile e saggio, prenda la macchina e si faccia accompagnare al carcere di Pisa» (Giuliano Ferrara per salvare Sofrim da una lettera su Panorama del 1/11/1997).

• «Berlusconi non è un esperto di fisiognomica e infatti non sa operare la distinzione fondamentale: quella tra le facce delle persone perbene e le altre. E poi è dotato di scarso senso dell’umorismo» (Mussi, 17/10/1997).

• «Berlusconi mi pagò il conto al ristorante» (Francesco di Carlo ex Boss, 11/9/1997).

• «Il brutto porco che dovrà rispondere al popolo del Nord» (Bossi, 6/5/1997).

• «La scena ha saputo tenerla da grande attore: uno di quelli che, se gli avessero dato da recitare l’Otello, sarebbe stato capace, per dare più verosimiglianza al cruento finale, di sbudellarsi veramente, e non per finta, sul corpo esanime di Desdemona. (Spero di essermi spiegato, ma non ci conto)». (Indro Montanelli a Carlo Pratesi sulla sceneggiata di Brindisi, 8/4/1997).

• «Berlusconi è prigioniero dell’Ulivo. Quanto sta avvenendo è solo un teatrino» (Bossi, 2/9/1997).

• «Il mio “odio” verso Berlusconi è tale che ogni tanto ci telefoniamo e andiamo a cena, io e lui soli, a ricordare i vecchi tempi: lui sa benissimo che, malgrado le critiche che muovo alla sua politica, il giorno in cui lui avesse bisogno di me, io sarei al suo fianco come lui lo fu vent’anni fa al fianco mio: altra cosa forse per lei incomprensibile. E chiudo questa mia lettera come lei ha chiuso la sua: assicurandole che per me la disistima di una persona come lei vale piu’ di una laurea “ad honorem”» (Indro Montanelli, 18/2/1997).

• «Con la sua fredda astuzia Fini sembra il duca Valentino Borgia, che aspetta il logoramento di Berlusconi per proporsi come il vero leader della destra» (Segni a Gian Antonio Stella, 13/1/1997).

• «Berluskaiser». «Forzacoso», «Ma chi è Berlusconi? La Lega non va coi morti» (Affermazioni di Bossi, 14/8/1997).

• «Berlusconi non è una stella / che al mattino se ne va» (Lucio Battisti citato da Gian Antonio Stella, 13/1/1997).

Berlusconi ha detto:

 • «Ho riletto il mio intervento del 2 agosto ’95 alla Camera. Beh, mi sono fatto i complimenti: un intervento mirabile» (la Repubblica, 31/5/1998).

• «Cara Santità, mi lasci dire che lei assomiglia molto al mio Milan. Infatti, lei, come noi, è spesso all’estero, cioè in trasferta, a portare in giro per il mondo un’idea vincente. Che è l’idea di Dio» (Città del Vaticano, 1998).

• Silvio Berlusconi, infettato al pranzo di nozze di Antonio Martusciello e costretto a mollare precipitosamente il microfono durante una riunione di Forza Italia per correre in bagno con le mani sulla pancia: «Mi hanno avvelenato». E il giorno dopo: «Ho vinto in un giorno la guerra sferratami con armi batteriologiche. L’ intestino è a posto. Adesso vediamo le altre guerre» (Corsera, 31/12/1998).

• «La svolta? Ormai Bossi è un disperato e la Lega sotto il 4 per cento dei consensi» (La Stampa 25/10/98).

• «Quando Cossiga manifesta il proposito di cacciare Berlusconi dalla politica per prendergli il posto e’ come se gli 8 milioni di voti di FI e i 16 del Polo fossero anime morte che si acquistano o si ereditano, come si faceva con i mugiki in Russia prima dell’emancipazione dei servi della gleba» (parlando di se in terza persona, Corsera 25/11/1998).

• «Fantastica quella volta che ho parlato a Eltsin per venticinque minuti della Csce, la Conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea, e non sapevo cosa fosse. Eravamo a cena. Eltsin si lamentava che l’Europa non lo aiutava a risolvere la crisi in Cecenia attraverso la Csce. Io mi dicevo: chissà di che parla. Finisce, silenzio, finché lo svedese Carl Bildt per toglierci d’imbarazzo dice: ‘Abbiamo qui il presidente di turno, chiediamolo a lui’. E si gira verso di me. Io sussulto, poi sento i tricolori che sventolano alle mie spalle, capisco che non posso fare una figuraccia per il mio Paese. E comincio a parlare e per venticinque minuti discetto di Cecenia, Europa, guerre. Alla fine Mitterrand mi dice: ‘Bene, la questione è nelle tue mani’. Quale?, mi chiedo io. Appena finisce la cena prendo Felipe Gonzales da parte e gli chiedo: ‘Ma tu lo sai che cos’è la Csce?’. Lui comincia a ridere, non si ferma più, e finisce seduto per terra tanto che lo devo raccogliere...» (Corriere della Sera, 2/2/1998).

• «Giuda», «Pataccaro della politica», «Traditore», «Il Bossi è nudo. La maggioranza degli elettori della Lega ha capito che questo furbacchione ha approfittato dell’ umana credulità» (su Bossi, 19/9/98).

Hanno detto di Berlusconi:

 • «Il macigno che paralizza la politica italiana» (Indro Montanelli, 14/7/1998).

• «Se Berlusconi è il nuovo De Gasperi, io sono il nuovo Carlo Magno» (Francesco Cossiga in risposta a don Gianni Baget Bozzo che esalta Berlusconi, 18/4/1998).

• «Il perché del successo di Berlusconi nel 1994? La sua immagine di “Re Leone” dai denti smaglianti» (Maurizio Costanzo, alla Sorbona 17/12/1998).

• «Quando si hanno quattro televisioni, 14 mila miliardi, quando non si può distinguere tra interessi personali e interessi di partito, non si può guidare una forza politica» (Cossiga, 26/10/1998).

• «Silvio Berlusconi farebbe bene a ringraziarci ogni mattina che si sveglia. L’arcorista, unico caso al mondo di un padrone di televisioni che continua a restare in politica, rimane in piedi per una ragione precisa: così vogliono i suoi amici dell’Ulivo. Silvio Berlusconi non vince mai. Anzi perde consensi. Eppure rimane lì. Bisognerà pur chiedersene il motivo. Se lui sparisse, noi ci papperemmo al Nord i suoi voti. Hanno paura che ciò avvenga e lo tengono in sella”. (Umberto Bossi, 15/12/1998).

• «Un ragazzino. Qualunque cosa dica mi sembra un ragazzino che se la prende col nonno perché cerca d’impedirgli di fare un’indigestione con la marmellata» (Francesco Cossiga, Corsera 24/9/1998).

• «Tra me e lui c’è una differenza d’età, ma non mi ci vedo a tenere il Cavaliere sulle ginocchia col poppatoio» (Francesco Cossiga, 24/9/1998).

• «Io ho cercato solo di evitare la rissa. Anch’io sono per fare l’opposizione. Ma nei paesi anglosassoni l’opposizione e’ una cosa, la rissa un’altra. Lui cerca la rissa. Perché qualcuno l’ha convinto che un clima di rissa renderebbe più difficile ai giudici, che sarebbero subito accusati di colpire il capo dell’opposizione, di infierire su di lui. Ma questa non è politica. Io faccio politica, lui fa un’altra cosa”. Cosa? “Boh... Penso pero’ che vada incontro a un’altra sconfitta. D’altra parte, mi domando, cosa se ne farebbe d’una vittoria?» (Francesco Cossiga, 24/9/1998).

• «Se fossi Berlusconi sarei orgoglioso di quello che ho saputo fare. Ho inventato un nuovo modo di costruire case, ho aggredito il monopolio televisivo pubblico, ho inventato Forza Italia e sono diventato presidente del Consiglio in sette mesi. Ho riportato il Milan alla vittoria» (Gabriele Albertini, 5/7/1998).

• «È la più grande anomalia della politica italiana» (Prodi, 9/8/1998).

• «Berlusconi è padrone di metà del sistema televisivo italiano, ha una forte presenza nella stampa, è quello che appare di più sul video della Rai. E’ un cittadino che non riconosce la legittimità degli atti della magistratura. Dichiara di essere un perseguitato perché non vuole che si indaghi su di lui, come invece si fa per chiunque, e come e’ stato fatto anche su di me» (Prodi, 9/8/1998).

• «Un’età venerabile, ai limiti della pensione...» (Maroni, quando Berlusconi ha compiuto 62 anni, 29/9/1998).

Berlusconi ha detto:

• «I pm inseguono i colletti bianchi e non i banditi» (17/1/1999). 

• «Bossi è il vero alleato dei post comunisti. Se la sinistra governa in Italia, lo si deve soltanto a lui» (9/4/1999).

• «Non dico di essere l’unica persona seria ai vertici della politica italiana. Ma poco ci manca» (25/4/1999).

• «Un giorno – ha raccontato Berlusconi – Marx torna in terra e va al Cremlino chiedendo di poter parlare alla tv. “Devo parlare ai lavoratori di tutto il mondo – spiega – ho bisogno di un mese”. – “No”. “Una settimana?” – “No.” – “Un giorno?” – “No.” – “Un’ora?” – “Un minuto?” – “No.” – rispondono quelli del Partito – “Ti possiamo dare un secondo”. “Va bene.” – risponde Marx. Va in tv e fa: “Lavoratori di tutto il mondo, scusatemi” (8/5/1999).

• «Mi sento in credito con tutti gli italiani: credo di aver fatto un bel regalo agli italiani, in Parlamento, salvandoli da chissà cosa» (dopo l’elezione a capo dello stato di Carlo Azeglio Ciampi, sostenuto dal Polo, ndr) (16/5/1999).

• «Comprendiamo e condividiamo l’allarme suscitato tra i magistrati dalla prospettiva che le loro pensioni vengano drasticamente ridotte o addirittura dimezzate. Con lo stesso vigore con il quale abbiamo denunciato le anomalie nella condotta di alcuni pubblici ministeri, affermiamo la nostra riconoscenza per la stragrande maggioranza dei magistrati» (24/9/1999).

• «I Ds sono i mandanti delle procure giacobine. Noi non attacchiamo la magistratura, ma pochi giudici che si sono fatti braccio armato della sinistra per spianare a questa la conquista del paese» (1/12/99).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Berlusconi cerca di tornare in gioco lanciando ami a destra e a manca» (Pietro Folena, 13/4/1999). 

• «Spero soprattutto che Berlusconi, nella sua magnanimità, ci perdoni» (Alessandra Mussolini, 16/4/1999).

• «Berlusconi ha dietro di sé – miracolosamente – otto milioni di voti: io ne ho solo uno, il mio» (Francesco Cossiga, 24/4/1999).

• «Vogliamo che Silvio Berlusconi vada al Niguarda, come il barbone e l’immigrato, perché il servizio essenziale reso da quell’ospedale è di qualità» (Rosy Bindi, 1/5/1999).

• «Se competiamo con Berlusconi solo in tv perdiamo 3 a 0» (Vannino Chiti, 16/6/1999).

• «Di Berlusconi ne vorrei un miliardo» (Emilio Fede, 21/7/1999).

• «Non saliremo mai e poi mai sul carro di Berlusconi, è soltanto una carriola» (Umberto Bossi, 25/7/1999).

• «A Di Pietro vorrei far notare che qui non siamo in un campionato a sedici squadre, siamo in un poker: se perdiamo noi vince Berlusconi» (Pierluigi Bersani, 31/8/1999).

• «Ho incontrato recentemente tanti elettori del centro–destra che mi hanno fermato, combattivi e convinti delle loro ragioni. Così, non mi era mai capitato prima. E questo dà la dimensione esatta di come Berlusconi sia riuscito a rimotivare i suoi elettori» (Fabio Mussi, 3/9/1999).

• «Un po’ di tintarella sui corpi dei politici credo che non urti più la sensibilità delle masse. L’importante è che non sia troppa. Esagerata. Innaturale. Lo ha capito bene, per esempio, Silvio Berlusconi. Prima, sia in estate che in inverno, era gonfio di creme, spennellato di scuro, bruciato in maniera caraibica dalle nebbie di Arcore. Adesso sembra essersi dato una regolata» (Omar Calabrese, 7/9/1999).

• «I posti di lavoro si contano quando si sono creati, non servono gli annunci. Non mi piacciono quelli che buttano lì dei numeri: non mi piaceva allora Berlusconi, non mi piace ora D’Alema. Si creano aspettative e frustrazioni» (Sergio D’Antoni, 30/9/1999).

• «Con i capelli piatti sulla testa sarei precisa a papà. Se andassi in Sardegna a dormire da qualche altra parte papà brontolerebbe troppo: con tutte le ville che ha» (Marina Berlusconi, 11/10/1999).

• «Le posizioni più liberticide non sono quelle della maggioranza ma quelle di Mediaset e Berlusconi» (Marco Pannella, 16/11/1999).

• «Quando Fini e Berlusconi divorzieranno verrà tutto da sé» (Francesco Cossiga, 28/11/1999).

Berlusconi ha detto:

• «Essere un piduista non è un titolo di demerito. La vicenda P2 fu più che altro uno scoop giornalistico» (8/3/000).

• «Mi dispiace, capirà, posso solo dire che era un amico da vent’ anni» (al funerale di Craxi, 22/1/2000)

• «Io ho cinque figli, Umberto quattro: non ci tradiremo, non potremmo più guardarli negli occhi» (al giuramento di Verona, 20/2/2000)

• «Amo la canzone francese. La mia preferita è “Que reste–t–il...” di Trenet» (durante la sua visita a Chirac, 28/9/2000).

• «Come dice Amato, la campagna elettorale non è un concorso di bellezza, serve qualcosa in più: un uomo è ciò che ha fatto, ciò che ha saputo fare» (su Rutelli dopo aver riconosciuto che è «molto più bello» di lui, 28/9/2000).

• «I 12 minuti tagliati erano pieni di succo, di cose che interessano gli italiani» (dopo che gli hanno tagliato l’intervento nella trasmisisone di Vespa, 23/12/2000).

• «Quanti soldi ho perduto nella sua città» (a una giornalista parigina mentre solcavano il Mediterraneo su «Azzurra», la nave da campagna elettorale, 19/9/2000).

• «D’Amato si sbaglia di grosso, non sa più quello che dice. Basta aprire la Costituzione e leggere l’ articolo 117. Amato è in grande confusione. Lo si capisce perché è un presidente dimidiato. La sinistra gli ha tolto la fiducia, lo lascia lì a fare il paravento provvisorio, ma ha già scelto per il futuro un’ altra faccia» (su D’Amato, 18 settembre).

• «Il Lingotto una volta tempio del lavoro e ora trasformato nel tempio dell’ odio» (dopo che lo hanno criticato dal Lingotto definendolo «Il cavaliere del male», 16/1/2000).

• «Non amo il tridente, Bierhoff dà sempre la palla indietro ma sa fare altro» (sul Milan, 12/3/2000).

• «Ha ragione Cossiga, i “signori del malocchio” esistono, ma noi stiamo dimostrandoci più forti dell’ invidia e anche del malocchio» (dopo una febbre a 39 e dopo il polso rotto dell suo portavoce Bonaiuti, 3/4/2000).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Berlusconi è un amico» (Bossi, 28/10/2000).

• «Berlusconi è politicamente inaffidabile. E’ assolutamente inaffidabile riguardo ai suoi impegni con l’ elettorato» (Pannella, 22/1/2000).

• «Berlusconi dimostra di esser un grande smemorato: la riforma non deve essere approvata dal consiglio dei ministri perché dal 23 febbraio del 2000 è legge dello Stato, la numero 30 esattamente» (Maria Grazia Pagano, responsabile Scuola dei Ds, 3/11/2000).

• «Silvio Berlusconi, “Le chansonnier” ha rispolverato il repertorio di canzoni francesi che cantava con successo quando era animatore di crociere» (Il settimanale Le Point dopo che Berlusconi ha dichiarato durante la sua visita a Chirac che ama la canzone francese, 28/9/2000).

• «Il Berlusca dice che il sindaco di Roma [Rutelli] non ha mai lavorato un’ ora in vita sua e gli appiccica il marchio sapido, immediato e dialettale del “fanagotton” (dal latino “ne gutta quidem”: neppure una goccia, si presume di sudore)» (Giuliano Ferrara sul Fogliom 28/9/2000).

• «Togliete l’immunità a Berlusconi» (Telecinco, richiesta del giudice Garzón al Parlamento europeo, 22/6/2000).

• «Nel ’94 diceva che l’Italia del referendum non poteva essere tradita. Ora usa un linguaggio che è agli antipodi. Ma non c’ è da stupirsi: Berlusconi nasce all’ombra di Craxi, cioè in piena Prima Repubblica» (Segni, 8/2/2000).

• L’accostamento di Berlusconi a 14 personaggi famosi, come Citizen Kane, il protagonista di «Quarto potere» («Per il fanciullo che è in noi»), Napoleone Bonaparte («Per la megalomania»), Gabriele d’ Annunzio («Per la creatività musicale»), Joseph Goebbels («Per la mania del palinsesto»), Ross Perot («Per la discesa in campo»), Al Capone («Per la voglia di evasione»), Evita Duarte Peron («Per il senso del musical») (Enrico Deaglio su Diario, 4/1/2000).

• «È recidivo: dopo i disabili ora tocca ai malati di Aids. Ma forse è giusto che spieghi con chiarezza agli elettori che lui vuole solo il voto dei cittadini italiani bianchi e sani» (il presidente della commissione Affari Costituzionali Marida Bolognesi dopo che Berlusconi ha raccontato la barzella sull’Aids che parla di un malato di Aids al quale il medico consiglia di fare sabbiature «per abituarsi a stare sotto terra», 5/4/2000).

• «Ho sempre pensato che fosse una macchietta, ma ora è peggio: è un miserabile» (Veltroni dopo la barzelletta sull’Aids, 5/6/2000).

• «Silvio Berlusconi mi ha denigrato pubblicamente, è stato deriso il mio lavoro, sono offeso. E, credetemi, non posso accettare lezioni di dignità da questo signore» (Dino Zoff, Bruno Tucci 5/7/2000).

• «Neanche sotto Mussolini i suoi tirapiedi erano arrivati a distribuire la raccolta dei discorsi del Duce nelle scuole. Noi reagiremo distribuendo materiale di livello formativo ben superiore dei discorsi politici di Berlusconi, ovvero Topolino» (Filippo Penati quando Berlusconi voleva mettere “L’Italia che ho in mente come libro di testo o distribuirlo in tutte le biblioteche delle scuole, 25/11/2000).

Berlusconi ha detto:

• «Ne ho pochi perché il cervello si è ingrossato e me li ha spinti fuori» (Silvio Berlusconi a proposito dei suoi capelli) (Ugo Magri su La Stampa, 25/3/2001). 

• «Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di stato, c’è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano» (Ansa, 7/3/2001).

• «Lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga!» (telefonata in diretta a Michele Santoro nella trasmissione Il Raggio Verde su Rai Due, 17/3/2001).

• «Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio» (Ansa, 23/3/2001).

• «La satira è il vento della libertà» (23/3/2001).

• «L’occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà che ha garantito benessere largo e il rispetto dei diritti umani, di quelli religiosi, che non c’è nei paesi islamici, il rispetto dei diritti politici» (Repubblica.it, 26/9/2001).

• «Con l’euro ci sono le premesse di una nuova stabilità. Diamo il benvenuto alla nuova moneta, è un’idea straordinaria che è diventata realtà. Con l’euro è stato bandito il peccato monetario» (Ansa, 26/11/2001).

• «Gli altri leader europei sanno che io vengo da un altro mondo, vengo considerato un tycoon, sono in una situazione di forza e di prestigio indiscutibile» (Roma, conferenza stampa, 21/12/2001).

• «Sono figlio di una mamma, marito di una donna intuitiva che va dritta ai problemi, padre di una figlia che mi dirige l’azienda: vi pare che possa esser contrario all’impegno delle donne?» (sul Corriere della Sera, 22/03/01).

• «Bisogna che me ne vada presto da qui, altrimenti la sinistra mi accusa anche di essere l’autore di questi furti» (Silvio Berlusconi, mentre si trovava a Olbia e alcuni negozi venivano svaligiati) (sulla Repubblica, 20/4/2001).

• «Anche l’orecchio vuole la sua parte» (a proposito di Rosa Russo Jervolino sul Corriere della Sera 23/5/2001).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Come dice il mio amico Giampiero Alloisio, io non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me» (Giorgio Gaber, 06/04/2001). 

• «Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi» (Montanelli, 24/07/01).

• «Dopo il Berlusconi operaio, contadino, casalingo e imperatore, siamo al Berlusconi crociato?» (Gavino Angius, presidente dei senatori Ds, in merito alle affermazioni del premier sulla supremazia dell’occidente nei confronti dell’Islam, 27/09/01).

• «Berlusconi è una persona che ogni tanto sbotta e parla il linguaggio del cuore» (Rocco Buttiglione in merito all’esternazione sulla supremazia occidentale alla Repubblica del 28/09/01).

• «La filosofia della storia da Bar Sport dell’ideologo di Arcore è riuscita nel miracolo di mettere d’accordo la Lega Araba («parole razziste») e il New York Times («offende i paesi arabi e la Turchia alleata Nato»), la presidenza dell’Ue («incredibile») e perfino Joerg Haider, figlio di SS, che ha preso le distanze» (Curzio Maltese in merito al discorso di Silvio Berlusconi a Berlino sulla “superiorità occidentale” su La Repubblica, 28/09/01).

• «Escluso dal vertice europeo tra i leader di Francia, Germania e Gran Bretagna, l’on. Berlusconi ha così commentato: “Avevo già preso un altro impegno”. Se era una battuta è un genio» (Jena, sul manifesto, 19/10/2001).

• «Lo disegno senza caratterizzarlo perché con quel suo sorriso a 32 denti è perfetto per le vignette, come lo erano ai loro tempi Fanfani e Andreotti» (Giorgio Forattini a proposito di Berlusconi su Panorama 8/11/2001).

• «Una volta, a “Mai dire Gol” dissi: “Hanno condannato Priebke all’ergastolo, si vede che non aveva fatto in tempo a iscriversi a Forza Italia”. Un deputato telefonò a Berlusconi, che chiamò un responsabile della trasmissione, che chiamò la Gialappa’s, che me lo disse ridendo. Ma qualcuno non si era divertito» (Daniele Luttazzi, la Repubblica 8/1/2001).

• «L’ottavo nano non è Berlusconi. Lui non si è classificato ottavo....» (Corrado Guzzanti, La Repubblica 13/1/2001).

• «Sono del partito della sfoglia. Appartengo a una famiglia di socialisti, ma io sono sempre stata democristiana. Voterò per Berlusconi. Se dovessi scegliere con chi andare a cena tra Berlusconi e Rutelli, preferirei Berlusconi, è più simpatico. Ma a letto preferirei andare con Rutelli». (Iva Zanicchi a Piero Degli Antoni su Il Giorno, 1/3/2001).

• «Le tre “i” di Berlusconi: impresa, internet, inglese. Ho l’impressione che le ridurrà a due» (Sergio Staino, l’Unità, 28/4/2001).

• «Berlusconi è l’esempio della vittoria dell’uomo comune sull’eroe rosso» (Gianni Baget Bozzo, Panorama, 03/05/2001).

• «Misurando soltanto un metro e sessantasette, Silvio Berlusconi il problema della statura lo sente. Nelle conferenze stampa i suoi collaboratori gli sistemano un cuscino sulla sedia perché appaia alto come gli altri. E quando c’è una foto di gruppo, si alza sulla punta dei piedi subito prima del flash» (Alessandra Stanley, sul “New York Times”. Claudio Rinaldi, L’Espresso, 03/05/2001).

• «Da giovane aveva amici, amiche, una fama da conquistatore. Era sempre a posto, vestito a puntino, impettito, più curato di noialtri» (Guido Possa, a proposito del compagno di classe Berlusconi. Caterina Belloni, Leila Codecasa, Corriere della Sera, 18/5/2001).

• «Non è mai accaduto nella storia che un tiranno abbia convogliato su di sé tutti gli interessi di un Paese. L’ultima volta è successo con Giulio Cesare che però si è preso 23 coltellate» (Dario Fo su Libero, 27/11/01).

• «Lei ride sempre. Perfino quando non esiste alcun motivo per ridere, lei ride come se sapesse che il Suo successo in politica è una stravagante e immeritata casualità, uno scherzo della Storia» (Oriana Fallaci) (Aldo Cazzullo su La Stampa, 13/12/01).

• Indro Montanelli: «La scoperta che c’è un’Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L’Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L’Italia del 25 luglio, l’Italia dell’8 settembre, e anche l’Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l’avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo» (la Repubblica, 26/3/2001).

• Indro Montanelli: «È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. “Chiagne e fotte”, dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni» (25 marzo, 2001).

Berlusconi ha detto:

• «Dimostrerò nero su bianco di essere eticamente superiore agli altri protagonisti della politica europea» (11/1/2002).

• «Io sono assolutamente certo di essere l’uomo più democratico che sia mai giunto ad essere primo ministro d’Italia» (25/1/2002).

• «L’uso che Biagi – come si chiama quell’altro? –, Santoro – ma l’altro? –, Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga» (18/4/2002).

• «Sciuscià? Ne ho visto solo un pezzo, non sono riuscito a resistere di più» (21/4/2002).

• «I fondatari di Roma sono Romolo e Remolo» (al vertice della Nato a Roma, maggio 2002)

• «Io sono una persona moderata, ma il 62 % dei miei elettori è di sinistra» (21/7/2002).

• «Vado in vacanza, si fa per dire. E con me viene Giulio Tremonti. Glielo chiedo io di dare più soldi alla Farnesina. Se dice di no, ghe pensi mi». (26/7/2002).

• «Io sono sempre dalla parte degli Stati Uniti, prima ancora di sapere come la pensano» (26/9/2002).

• «Ma vaffanculo!» (accompagnando l’insulto con un gesto della mano, mentre il presidente emerito Scalfaro denuncia in Senato il «servilismo» della politica estera del suo governo nei confronti degli Usa sull’Iraq, 27/9/2002).

• «Non è vero che io racconto barzellette, anzi disistimo chi lo fa... Io invece uso delle storielle per scolpire meglio dei concetti» (27/9/2002).

• «Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina» (5/10/2002).

• «Ho provato grande invidia per Carlo V: certo che ha potuto fare tutte quelle cose, ha governato cinquant’ anni. E dire che il nostro governo si vede attribuire colpe e disattenzioni quando siamo in sella da soli quindici mesi...» (27/11/2002).

• «Mi sta venendo un complesso di superiorità tanto che dico: “Meno male che ci sono io”. Non so un altro che cosa avrebbe fatto. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di quello che abbiamo fatto noi» (3/12/2002).

• «Sono quasi un santo» (5/12/2002).

• «Quando sono entrato in carica ho trovato un Paese che non contava niente sulla scena internazionale» (30/12/2002).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Lavora moltissimo. È il suo hobby. Lo vedo la domenica. Ogni tanto viene a casa per una sera, mangia con noi e poi se ne va. Gli voglio molto bene, perché sono sua figlia e lo conosco bene. Quando dice una cosa e ne vuole dire un’ altra me ne accorgo subito» (Barbara Berlusconi, 14/1/2002). 

• «Non ho mai presentato un ragazzo a mio padre come il mio ragazzo» (Barbara Berlusconi, 14/1/2002).

• «Nessuno è sopra la legge. In un Paese normale i processi si devono svolgere, l’ imputato deve potersi difendere e poi se un capo del governo condannato per corruzione intende continuare a fare serenamente il suo lavoro... veda lui» (Massimo D’Alema, 15/1/2002).

• «Berlusconi non venga all’inaugurazione del salone del libro di Parigi» (Catherine Tasca, ministro della Cultura francese, 18/1/2002).

• «Se quel Berlusconi io fossi... Vorrei esserlo solo per mezz’ ora. Mi affaccerei in televisione a reti unificate e direi: «Italiani, ho deciso: mi dimetto. Da questo momento in poi voglio farmi solo i fatti miei. Tanto ho già una certa età e non ho certo bisogno di soldi per arrivare fino alla fine. Vuol dire che penserò unicamente a divertirmi e ad aiutare quelli che mi stanno simpatici. Sospendete ogni manifestazione nei miei confronti. Ditelo ai sindacati, alle toghe rosse che sono diventate nere, agli antiglobalizzatori, ai Rutelli, ai D’ Alema, ai Fassino, ai Borrelli e a tutti i loro amici: “Berlusconi se ne va”. Non sarà più necessario controllare se esiste un conflitto d’ interessi dal momento che da domani in poi avrò un unico interesse, quello mio, cioè quello di vivere il meglio possibile gli anni che mi restano. Ho conosciuto Manuela Arcuri e ho deciso di invitarla alle Maldive. Se fossi ancora Presidente del Consiglio non lo potrei fare, come italiano semplice, invece, posso farlo, o almeno ci posso provare. A voi faccio tanti auguri e che l’ Ulivo, o chi per esso, vi renda felici» (Luciano De Crescenzo, 23/1/2002).

• «Berlusconi ha fatto più degli altri» (Paolo Fresco, 5/2/2002).

• «Dicono che ho lavorato per Berlusconi. Ma a Berlusconi riesce difficile capire che chi ti paga non ti compra» (Daniele Luttazzi, 2/3/2002).

• «Di Berlusconi non mi potrebbe fregare di meno» (Giovanni Briasco, presidente della sezione fallimentare del tribunale di Roma, 7/3/2002).

• «Odio per Berlusconi da parte degli intellettuali della sinistra? Ma no... Semmai c’ è disprezzo, ironia, sarcasmo verso un signore che si è impossessato di tanti spazi del Parlamento per imporre i suoi interessi» (Dario Fo, 21/3/2002)

• «Berlusconi deve vergognarsi: Vittorio si è preso 200 querele per difendere Berlusconi e i suoi amici e ora viene cacciato in questo modo... se c’ è uno che capisce di arte e che dovrebbe stare in quel ministero è mio figlio» (Rina Cavallini, madre di Vittorio Sgarbi, 21/6/2002).

• «Verifica? Rimpasto? Tutte parole che appartengono al passato. Ora c’ è Berlusconi e decide lui» (Enrico La Loggia, 18/8/2002).

• «Mio caro Silvio come ti penso! Come desidero sentire la tua voce strillante, come ardo di rivedere te, la tua mammina, la tua sorellina. Com’ è dolorosa questa separazione!...». (Così scriveva Luigi Berlusconi, padre del presidente del Consiglio, nel diario tenuto tra il settembre ’43 e il luglio ’45, quando era prigioniero in un campo d’ internamento svizzero. Il documento, finora rimasto inedito, è stato trovato dal settimanale Oggi che, nel numero in edicola, ne pubblica ampi stralci. IL, 4/9/2002).

• «Berlusconi è un populista liberale, troppo filoamericano e la sua politica antisociale non è per niente condivisibile» (Alain de Benoist, 9/9/2002).

• «Berlusconi dovrebbe fare jogging non ogni tanto ma regolarmente ogni mattina. A maggior ragione dato che è una buona forchetta» (George W. Bush, 15/9/2002).

• «Berlusconi è un impareggiabile genio guastatore, non credo che potrà durare ancora quattro anni. Sta riempiendo le piazze perché cresce l’indignazione morale del Paese» (Pierluigi Castagnetti, 25/11/2002).

Berlusconi ha detto:

• «Un cambio al vertice di Forza Italia? Non so, m’interrogherò e vi risponderò» (10/2/2003).

• «Noi di Forza Italia abbiamo una moralità di livello così elevato che gli altri non possono nemmeno percepirlo» (10/3/2003).

• «Forza Viviana, avanti tutta... Fagliela vedere!» (slogan finale del comizio tenuto a Brescia, ad aprile, per lanciare la candidatura di Viviana Beccalossi a sindaco, 9/4/2003).

• «Noi vinciamo sempre, siamo votati a vincere, come ho sempre fatto io in tutta la mia vita: è una condanna» (Silvio Berlusconi, 24/5/2003).

• «Prodi è la maschera dei comunisti» (22/5/2003).

• «Quando tornavo a casa con un trenta e lode faceva festa tutto il quartiere» (maggio 2003).

• «L’impunità non è la mia ma di quei giudici che muovono accuse false e sono ancora al loro posto e sono quasi organici alla sinistra» (1/7/2003).

• «Signor Shultz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò» (inaugurando la presidenza italiana dell’Unione europea e rispondendo a una domanda del capogruppo socialdemocratico, il tedesco Martin Schultz, sul conflitto d’interessi. Poi Berlusconi dirà: «Era un’offesa all’Italia, al presidente del Consiglio, era stata organizzata dai comunisti europei, che sono ancora peggio di quelli italiani, quindi dovevo difendermi. Forse ho sbagliato la scelta della battuta, dovevo mordermi la lingua e invece sono caduto nella provocazione, chiaramente ispirata dall’Italia, dal centrosinistra, sia chiaro», 2/7/2003).

• «Lei ha una bella faccia da stronza» (alla riminese Anna Galli che lo contestava, 24/7/2003).

• «I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana. Se fai quel mestiere, devi essere affetto da turbe psichiche» (a The Spectator, 10/9/2003).

• «Un’altra ragione per investire in Italia? Oltre al bel tempo, abbiamo imprenditrici bellissime e anche bellissime segretarie» (a New York parlando con imprenditori italiani e americani, 25/9/2003).

• «Venite a morire in Italia, abbiamo tolto le tasse di successione» (a New York parlando con imprenditori italiani e americani, 25/9/2003).

• «Io non provo nessun imbarazzo, piuttosto mi chiedo se non lo prova lei, a scrivere per un giornale come l’Unità» (a una giornalista dell’Unità che gli aveva chiesto se provasse imbarazzo nel firmare un decreto su Retequattro, 21/12/2003).

• «Nei replay mostrate troppe volte il marchio» (a quelli di Sky 6/10/2003).

• «Non ho nulla d’intelligente da dire» (dopo una partita Inter-Milan vinta dai rossoneri 3 a 1, 6/10/2003).

• «Ai miei tempi potevo dirmi abbastanza alto, oggi con le nuove generazioni confesso di essere sotto la media. Ma non significa essere così nano come mi dipinge la satira» (30/10/2003).

• «Dove vanno An, la Lega, i centristi... Li ho raccolti io, e senza di me rischiano di suicidarsi» (10/7/2003).

• «Sono un galantuomo, una persona perbene, un signore dalla moralità assoluta» (13/7/2003).

• «Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino» (4/9/2003).

• «Credo ci sia un elemento di gelosia in Biagi e Montanelli, perché non riesco a trovare un’altra spiegazione. Tutti questi giornalisti, Biagi, Montanelli, erano più anziani di me e credevano di essere loro quelli importanti nel nostro rapporto. Poi il rapporto si è capovolto e io sono diventato ciò che loro stessi volevano essere. Dunque, dato che loro non mi sono politicamente affini, si è sviluppato un sentimento irrazionale tra giornalisti italiani molto famosi» (dall’intervista di Boris Johnson e Nicholas Farrel, La Voce di Rimini; citato in Berlusconi: «I giudici matti», Corriere della sera, 4/9/2003).

• «Mi accusano di essere un dittatore, ma se lo fossi davvero sarei sicuramente il dittatore più sfigato di tutti...» (dagli auguri natalizi con l’amministrazione del governo, 20/12/2003).

• «La verità è che io scoppio di salute: vi sembra possibile che un moribondo possa fare la vita che faccio io? Stanotte non ho dormito, stamattina mi sono fatto la doccia, mi ricordo mia madre che quando mi inventavo delle malattie per non andare a scuola mi diceva che se uno parla di malattie inesistenti poi gli vengono» (21/12/2003).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Non mi ha mai chiesto di attaccare nessuno» (Maurizio Belpietro, Sette, febbraio 2003).

• «Visto che in politica non puoi darci niente, facci almeno vincere le partite» (Fausto Bertinotti, 28/5/2003).

• «Ho conosciuto Berlusconi trent’anni fa, mi voleva vendere una casa a Milano 2. Pensai: “Ha una faccia da Milan”. È uno da strapaese e così è rimasto: da Putin si mette il colbacco, da Bush fa il cow-boy. Sì, è da Milan, è simpatico come Cannavaro, Ferrara, forse Vieri, sicuramente Prodi, ma non Fassino e neppure D’Alema. Ma faccia il nostro presidente, il milanista, e lasci stare ‘sta politica» (Enzo Jannacci, 28/5/2003).

• «Ho incontrato Berlusconi una volta in un ristorante. Si alzò in piedi per salutarmi e io gli dissi: “Stia comodo, la prego”. E lui: “Ci mancherebbe altro”. Lì ho capito che era un gran paraculo. D’Alema non si sarebbe alzato. A malapena avrebbe salutato» (Giancarlo Magalli, 3/7/2003).

• «Come politico? Preferisco non parlarne. È sempre stato gentile nei miei riguardi. Non ne voglio parlare male. Era un venditore nato. Ma non mi ha dato la sòla. Anzi mi ha dato un sacco di soldi» (Gianni Boncompagni, 31/7/2003).

• «Il dopo Berlusconi è lontanissimo. Più lontano della luna» (Umberto Bossi, 15/8/2003).

• «Come presidente del Milan è stato, è, eccezionale, ma come presidente del Consiglio forse è l’uomo peggiore che potesse capitarci”. (Paolo Sollier, ex calciatore del Perugia, allenatore del San Colombano, 4/12/2003).

• «Sono un milanista sfegatato, ma ormai triste. Se guardo le partite in tv ho sempre paura che inquadrino la faccia di Berlusconi» (Massimo Cacciari, 18/12/2003).

• Berlusconi è un pazzo, pericoloso per la democrazia (Oliviero Di Liberto, 4/9/2003).

• «E poi è enormemente buono. Straordinariamente buono. Non è vero sia duro con i collaboratori, non l’ ho mai sentito alzare la voce. Ha ragione Ferrara, quando lo paragona a Mozart, per il candore e la genialità. Berlusconi è candore, è purezza. Lei dice che ha fama di uomo generoso ma spregiudicato, simpatico ma se necessario spietato? Berlusconi è la negazione della spietatezza. Se fosse spietato, non sarebbe Berlusconi» (Sandro Bondi, 25/10/2003).

• «Considero Berlusconi un politico, come dire, un po’ di accatto, un signore che ha fatto la politica perché questo gli ha permesso di attraversare un momento di crisi personale. Lo dico perché me l’ha detto lui: mi ha detto che doveva entrare in politica perché lo facevano saltare per aria, e aveva avuto anche delle noie di tipo giudiziario. (Enzo Biagi, documentario Citizen Berlusconi, 2003).

• « Lo sento spesso, è un uomo di straordinaria lealtà verso gli amici. Gli altri sono ancora impregnati della cultura staliniana dell’ odio» (Franco Zeffirelli, 9/12/2003).

• Daniele Lutazzi: «Berlusconi ... è un Re mida al contrario: tutto quello che tocca diventa merda. Silvio, per favore, non toccare più nulla! Tocca Scajola» (dal monologo Adenoidi 2003).

Berlusconi ha detto:

• «Solo mia mamma mi vuole bene, altro che Gianfranco. Lei mi dice sempre: «Dai Silvio, sai che tutti ti amano» (29/10/2004).

• «Boh, si votava per il sindaco di Pizzighettone». Così Berlusconi dopo la sconfitta alle amministrative nel maggio del ’95.

• «Il mio dentista dice che ho una bocca da ventenne» (Silvio Berlusconi, 30/9/2004).

• La volta che Berlusconi spiegò a Bonolis che per gli americani la forza della televisione sta nella ripetitività: «Ripetere, ripetere, ripetere, ripetere» (29/9/2004).

• Aneddoto del premier Berlusconi sull’ex direttore del Corriere della Sera Mario Missiroli che, a pranzo con Giuseppe Saragat «mesceva continuamente della grappa. Poi il presidente si è alzato, e con un passo incerto si è allontanato. Missiroli a quel punto gli ha detto: “Presidente siamo nelle vostre mani”, e in seguito, chiusa la porta, rivolto ai commensali: “In che mani ci siamo andati a mettere”» (Corriere della sera 29/9/2004).

• «Lo prendo e ne faccio un testimonial» (l’entusiasmo di Berlusconi per l’arringa anti giornalisti di Bobo Vieri, 25/6/2004).

• «Qui ci si dimentica che l’Italia è stabilmente tra le prime otto nazioni alle Olimpiadi« (l’ultimo appello elettorale di Silvio Berlusconi, 13/6/2004).

• «L’ho sempre detto: la finzione è meglio della realtà» (17/4/2004).

• «La dialettica mia, con gli allenatori, è positiva. Sempre positiva» (23/2/2004).

• «Quando facevo l’allenatore, i miei ragazzi facevano diciassette passaggi consecutivi» (insoddisfatto per come il Milan usa gestire il vantaggio nei minuti finali, 23/2/2004).

• «Mio fratello Paolo segnava caterve di gol. Confalonieri era un discreto dilettante, Galliani ala destra».

• «Ma questo Gianni Letta non sarà mica gay?» (15/1/2004).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Berlusconi, Fini e Casini sono tre uomini belli. E se fossi gay me li porterei a letto» (Lino Banfi, 5/1/2005).

• «In vent’anni di trasmissione Berlusconi ha partecipato solo quattro o cinque volte. Non spessissimo a essere sinceri» (Costanzo, 22/12/2004).

• «Ogni volta che Berlusconi incontra Blair è un duro colpo per i laburisti, mandatecelo più spesso. Lo vedono come quello delle barzellette e del lifting» (Ken Loach).

• «Il sistema di rilevamento dell’Auditel non rispecchia i gusti del pubblico italiano: è come andare alla festa dell’Unità e fare un sondaggio su Berlusconi» (Ezio Greggio, 14/12/2004).

• «E chi appenderà la cianciana (campanella, ndr) al gatto?» (metafora usata da Ignazio La Russa quando ai vertici della Casa delle libertà qualcuno pensa di farla in barba ai «baffi» del gatto Berlusconi, 17/12/2004).

• «Il personaggio incarna gli istinti del nostro tempo. La ricchezza come benediziona ultraterrena, il potere come naturale conseguenza della ricchezza» (Nichi Vendola (Pdrc), convinto che in Silvio Berlusconi la persona sia meglio del personaggio, 13/12/2004).

• «È il simbolo di un brigantaggio di classe» (Berlusconi secondo Nichi Vendola, Pdrc, 13/12/2004).

• «Mi sono rotto, la nuova canzone che Berlusconi ha intonato, in compagnia di Apicella, alla cena natalizia organizzata dai senatori di Forza Italia» (La Stampa 13/12/2004).

• «Poi col papà gli demmo tutti i nostri risparmi perché iniziasse la sua attività di costruttore. Faceva case bellissime» (Mamma Rosa quando diede i suoi risparmi al figlio Silvio, 14/12/2004).

• «L’Odissea a Berlusconi. Perché rifletta sul ruolo di Penelope e i Proci» (Il regalo di Natale di Ignazio La Russa (An), 16/12/2004).

• «Si immedesima negli altri. Quarto uomo più ricco del mondo, se telefona dice “Scusa se ti disturbo” o chiede “Come sta tuo figlio?”» (L’umanità di Berlusconi secondo Crosetto (Forza Italia, 6/12/2004).

• «Il tapis roulant che con congruo anticipo sulle feste il presidente Berlusconi ha deciso di regalare a ciascun deputato di Forza Italia è un evento assai rivelatore. Tecnicamente si tratta di un nastro ruotante, portatile e dotato di un misuratore dei battiti del cuore. Il prezzo varia dai 700 ai 3000 euro per i modelli più sofisticati. In pratica si mette la spina, si accende l’aggeggio, si decide l’intensità, la velocità, l’inclinazione. E si corre. È questo il messaggio votivo di Berlusconi: da adesso in poi si corre. Nel caso, si corre anche in salita, dove servono muscoli. Dunque via le pantofole, basta con la pancetta, forza, scattare, sca-tta-re!» (Filippo Ceccarelli, 29/11/2004).

• «Una come me non potrebbe mai innamorarsi di una persona simile» (Linda Giuva, moglie di D’Alema, a proposito di Berlusconi, 26/11/2004).

• «Berlusconi, in questa storia del taglio dell’Irpef è come il James Dean della corsa del coniglio in Gioventù bruciata. Se i suoi avversari pensano che alla fine si tirerà indietro, si sbagliano di grosso» (un anonimo dell’entorurage del premier, 23/11/2004).

• «Lo conosco da una vita e so che se si mette in testa una cosa, non c’è santo al mondo che lo possa fermare» (Dell’Utri su Berlusconi, 20/11/2004).

• «Signor Berlusconi, i suoi capelli ricrescono?». «I miei capelli stanno benissimo» (botta e risposta tra un giornalista svizzero di TeleTicino e il premier in visita alla clinica dov’è ricoverato Bossi, 17/11/2004).

• «Non polemizzo mai con Berlusconi in politica, ma ce l’ho con lui per il Grande fratello. Alcune scene possono definirsi come atti osceni in luogo pubblico» (Il senatore Giulio Andreotti, 9/11/2004).

• «La rossa sono io... Nei capelli e nel cuore. Insomma, quando lo buttiamo giù questo Berlusconi?» (Milva, 25/10/2004).

• «Berlusconi liberale? Il premier è un uomo vissuto nella protezione. Adora il monopolio. L’idea della concorrenza lo infastidisce. E non è nemmeno riformista. A lui va bene il mondo com’è» (Nicola Rossi, Ds, 7/10/2004).

• «Se io gli voto contro non si arrabbia, ma se gli parlo male del Milan allora sì che lo senti» (Cossiga parlando di Berlusconi, 19/9/2004).

• «Io ho in mente il centro politico, Berlusconi quello commerciale» (Clemente Mastella, 11/6/2004).

• «Un anno fa Berlusconi venne da me a cena prima di partire per Washington. A tavola estrasse un sondaggio. Mi disse: “Il 60 per cento degli italiani è contro l’intervento in Iraq. Non lo farò mai e poi mai, sono mica matto. Né fesso”. Ergo? Non è né matto né fesso. È bugiardo» (Francesco Cossiga, 10/6/2004).

• «Tra le belle parole dei miei amici milanisti, l’idea che Berlusconi rinunci a prendermi per non perdere le elezioni e la certezza che i romanisti per me sono pronti a scendere in piazza, mi fa più effetto la terza» (Francesco Totti, 27/5/2004).

• «Berlusconi era il mio Dio. Adesso sono ateo» (Graffito segnalato in provincia di Bari, 12/2003).

• «Berlusconi vuole che noi costruiamo la squadra con la stessa logica con la quale si costruisce un aereo: tutti i circuiti devono essere doppi. A parte i tre portieri avremo due giocatori importanti per ogni ruolo» (Adriano Galliani, 14/5/2004).

• «Il business centra eccome. Ma il calcio s’è ammalato quando ha conosciuto la politica. È stato come contaminato, e il virus lo sta aggredendo» (Gigi Riva, cui Berlusconi ha appena offerto la candidatura alle prossime amministrative, 22/4/2004).

• «Gli anagrammi: “Silvio Berlusconi / Libero lusso, vinci!” e “Giulio Tremonti / E t’urgono limiti” sono geniali» (parere del vicepremier Gianfranco Fini, 21/4/2004).

• «Gallina che mangia sassi, sa il culo che ha» (proverbio contadino citato da Massimo D’Alema a proposito della riduzione delle tasse promessa da Berlusconi, 22/4/2004).

• «Sono vecchio e saggio, ma allo stadio farò sempre scene da pazzo. Perché sono un tifoso e non lo dimentico» (Adriano Galliani, lo stesso che secondo le malelingue prima di conoscere Berlusconi tifava per la Juve, 20/4/2004).

• «Mi piace l’aggressività di Berlusconi e la pacatezza di Fassino» (Costacurta, 13/3/2004).

• «Non credo che Berlusconi si sia ringiovanito le palpebre. L’ho fotografato prima e dopo. La storia del lifting per me è una pura invenzione. In cinquant’anni ho imparato che le immagini non mentono mai» (il fotografo Umberto Pizzi, 4/3/2004).

• «Perché non abbiamo chiamato noi Berlusconi? Perché a noi le telefonate non piacciono, facciamo tv e non radio» (Sandro Piccinini, conduttore di Controcampo, 25/2/2004).

• «Berlusconi dev’essere nato da un amplesso vagabondo di Giove» (Gianni Brera, citato da Mario Ajello sul Messaggero, 24/2/2004).

• «Sì, Berlusconi era interista» (Giovanni Ticozzi, 40 anni, giocatore dell’Edilnord, 25/2/2004).

• «Da bambino Berlusconi era una punta centrale, non velocissima, priva di guizzi. Era un attaccante inguardabile, veniva bollato come “un veneziano”, ovvero un “faso tuto mi”» (Massimo Fini ), 24/2/2004).

• «Io faccio l’allenatore da quando ero bambino. Passavo la settimana a mimare le reti di Nordhal e a pensare come avrebbe potuto fare altri gol» (Berlusconi in concert, 24/2/2004).

• «Le mie parole, sia chiaro, sono Vangelo» (Silvio Berlusconi a proposito del modulo del Milan). Galliani poco dopo: «A me non tocca aggiungere una sola virgola» (23/2/2004).

• «Berlusconi è una figura leggendaria. Penso al Signore degli anelli» (Vera Slepoj, psicologa, 28/1/2004).

• «Berlusconi è il cuore e le gambe, la testa e la pancia. Il partito vive nella sua immagine» (Don Gianni Baget Bozzo, 26/1/2004).

• «Per come tratta il cinema in televisione meriterebbe le manette» (Federico Fellini a proposito di Silvio Berlusconi durante un’intervista con Paolo Pillitteri, La Stampa 25/1/2004).

• «Berlusconi è il primo inquinatore di questo Paese. E la sinistra è più a destra della destra francese, ha tradito i nostri sogni. Ha raccontato bugie sulla libertà e oggi si sta appropriando dei new global. Berlusconi ha presa anche sulla sinistra col suo metodo soviet; la sinistra è ancora lì con le bandiere rosse e il pugno chiuso» (Oliviero Toscani, 19/1/2004).

• «Berlusconi aveva deciso di far visita alle truppe in Iraq molto prima di Bush, di Aznar e di Blair» (Guido Possa, viceministro all’Istruzione, 11/1/2004).

• «Berlusconi porta sfiga» (Luciano Violante, 15/1/2004).

• «Perché la maldicenza si accanisce proprio contro chi non ha spirito d’umorismo, e dunque non ha l’antidoto per difendersi. I lombardi, i brianzoli, i milanesi hanno altro da fare che non essere maldicenti. Anche perché la maldicenza si lega al salotto, è una forma di intrattenimento, e loro devono lavorare. Un altro che non amava il genere era Bettino Craxi. Incredibile ma vero, uno che sa stare al gioco è invece Massimo D’Alema. Con quella sua faccia triste sa ridere degli sfottò». (Il senatore Francesco Cossiga spiega perché ama essere maldicente contro Silvio Berlusconi, 9/1/2004).

• «Berlusconi, il proprietario di un etereo impero dei media e il sovrano di quella fusione fisica e metafisica creata da Garibaldi e Vittorio Emanuele II d’Italia, è soprattutto, come Crusoe [Daniel Defoe], “homo oeconomicus”, il “self-made man”» (Richard Newbury, 16/1/2004).

Berlusconi ha detto:

• «Sono in politica perché il Bene prevalga sul Male. Se la sinistra andasse al governo l’esito sarebbe questo: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo» (17/1/2005). 

• «La sinistra è contro i padri, contro la borghesia, contro la nazione, contro la bandiera. Non hanno nulla, diciamolo chiaro: né un programma, né idee, né idealità, non hanno neppure un nome potrebbero chiamarsi N.N.» (22/1/2005).

• «La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata. È stata contro Hitler, ma non contro Stalin. Certo, non sono così cieco da non saper distinguere Stalin da Fassino... Fassino poi è così magro e non ha i baffi» (3/2/2005).

• «Se ci fosse un Croce, un De Gasperi o un Salvemini me ne andrei anche, ma non li vedo, e non vedo neanche un Van Basten in panchina» (15/4/2005).

• «A marzo ci sono state le vacanze di Pasqua, non si può andare al mare e pretendere che il Pil cresca» (13/5/2005).

• «Abbiamo come ricchezza delle famiglie otto volte il nostro prodotto nazionale annuale, il più alto numero di automobili al mondo rispetto alla popolazione, il più alto numero di telefonini, siamo dei grandi playboy, quindi tutti i nostri ragazzi mandano almeno dieci messaggi al giorno alle loro tante ragazze, e siamo anche il Paese che ha il maggior numero di case di proprietà nelle singole famiglie» (27/5/2005).

• «Smettiamola di preoccuparci così tanto per l’economia: abbiamo un sommerso del 40%, ma vi sembra che la nostra economia non tenga? Ma andiamo...» (16/6/2005).

• «Per ottenere la presidenza italiana ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente finlandese» (all’inaugurazione della sede per l’Authority alimentare dell’Unione Europea a Parma) (22/6/2005).

• «Soffro a pensare a qualcuno dell’Unione che partecipa a un vertice del G8. Se penso a qualcuno dell’altra parte seduto al tavolo nei miei panni con Putin, Bush e Blair francamente mi sento male» (30/8/2005).

• «Lavoriamo 1600 ore all’anno contro le 1700 in Usa, potremmo lavorare più a lungo, anche perché grazie alla medicina, all’alimentazione e al rigore del sistema di vita che ormai tutti abbiamo imparato, dà la possibilità di lavorare a lungo e bene anche a 70 anni. E parlo anche di me...» (5/11/2005).

• «Ho ricevuto 39 minaccie di morte, di cui alcune serissime» (27/11/2005).

• «Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D’Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot» (14/12/2005). 

Hanno detto di Berlusconi:

• «Non sa nulla di politica. È solo furbo» (Giorgio Bocca, 27/1/2005). 

• «Ricordo ancora la battuta di Berlusconi a Brescia. Presentava la candidata di An, mi pare, e disse: “Mica come la Bindi, quella che è più intelligente che bella”. Se Berlusconi, che è un gran calcolatore, nella conferenza stampa di fine anno cita il suo lifting e il trapianto di capelli è perché pensa di essere in sintonia con questa società» (Rosy Bindi, 23/2/2005).

• «Voterò Berlusconi per liberarmi di Prodi» (Francesco Cossiga, 18/3/2005).

• «Io di Berlusconi non parlo. Non rientra nei miei interessi. Non fa parte del mio quotidiano» (Massimiliano Fuksas, 25/3/2005). 

• «A scuola Berlusconi era bravissimo nei temi, in latino, greco ed in espressione orale. Spesso si offriva volontario nelle interrogazioni. Ma aveva anche altre attività. Cantava spesso, in classe c’era anche Gianni Marzocchi, che andò a Sanremo con la bellissima Musetto. E con le ragazze aveva molta iniziativa. Era un giovanotto ricco di sentimenti, capace di innamorarsi spesso, che teneva molto alla sua immagine e si vestiva elegantemente» (Guido Possa, ex compagno di classe e viceministro, 4/4/2005). 

• «In realtà, non è che mio marito ed io abbiamo molto discusso dell’argomento referendum e neppure io conosco davvero il suo pensiero» (Veronica Lario a proposito del referendum sulla procreazione assistita, 8/4/2005).

• «Con il vecchio Brecht dico che quando leggo “il Cavaliere” sento tintinnare il registratore di cassa» (Alberto Arbasino, 18/4/2005). 

• «Con Berlusconi non faccio più patti» (Savino Pezzotta, 15/5/2005). 

• «Non ho mai voluto incontrare i politici. L’unico che posso dire di avere frequentato è proprio Silvio Berlusconi, come produttore. Il nostro primo incontro, in via Rovani, a Milano, è indimenticabile. Mi accolse così: "Argento, mi dica quello che vuole, quello di cui ha bisogno. Noi siamo qui per imparare da lei". Era un industriale eccezionale, mi parlava sempre di suo padre antifascista, della fuga in Svizzera. Erano i tempi in cui giravo Tenebre, con la sua allora fidanzata Veronica Lario, una autentica comunista bolognese, seria e determinata, molto silenziosa. Puoi non credermi, ma io ero sicuro che Berlusconi fosse di sinistra, non un compagno del Pci, ma un socialista convinto sì» (Dario Argento, 25/6/2005).

• «Vogliamo ricordare a qualche smemorato che Berlusconi non è una parentesi da chiudere al più presto. Se qualcuno, anche fra i nostri alleati, coltiva questi pensieri, sappia che la nostra strada è diversa dalla loro» (Sandro Bondi, 1/8/2005).

• «L’unico che potrebbe davvero produrre il mio film su Berlusconi è proprio Berlusconi: è spiritoso e ama il cinema, come il calcio, tutto ciò che attira le masse. È che ora ha altro cui pensare» (Dino Risi, 23/8/2005).

• «Berlusconi non è il miglior candidato possibile per le primarie della Cdl» (Marco Follini, 22/9/2005).

• «Nel centrodestra ci sono tre leader: Berlusconi, Casini, io. E aggiungerei Bossi. Andiamo alle prossime elezioni col proporzionale e ognuno si presenterà con le sue liste. Auspico di ottenere sufficienti consensi per chiedere alla coalizione di valutare l’ipotesi che sia io il candidato premier» (Gianfranco Fini, 26/10/2005).

• «Non credo che si debba prendere Berlusconi troppo sul serio» (Antonello Venditti, 23/11/2005).

• «Berlusconi come ospite in una mia prossima trasmissione tv? Sì, è ovvio. Chi non lo inviterebbe? Berlusconi, del resto, è una persona di valore e io sono sempre stato interessato ad ascoltarlo. Non ho mai avuto una visione di Berlusconi come personaggio ridicolo. Credo che tutto sommato mi stimi alla stessa maniera. È proprio per questo che mi tiene fuori: perché mi stima e perché pensa che io possa fare una televisione di qualità» (Michele Santoro, 24/11/2005). 

• «Con Berlusconi c’è amicizia, ma parliamo di famiglia, di tv, non certo di autostrade» (Emilio Fede, 2/12/2005).

• «Signor presidente, sono Dal Bosco Roberto e sono sinceramente pentito...» (incipit della lettera di scuse scritta dal muratore mantovano che il 31/12/2005 aggredì Silvio Berlusconi a Roma). 

Berlusconi ha detto:

• «Le bandiere nel calcio non si vendono e non si comprano. Mi è stato ricordato che però ho comprato Nesta che era la bandiera della Lazio. Non ho mai fatto un’offerta per Nesta quando ero presidente del Milan, il mio pensiero era che la Lazio lo dovesse tenere stretto. Poi quando, per motivi economici, è stata costretta a metterlo sul mercato, di fronte alla possibilità molto concreta che il giocatore andasse alla Juventus, allora, e solo in quel caso, sono intervenuto, per non permettere che un mio diretto concorrente si rafforzasse» (9/2/2006).

• « “Non mi sono mai paragonato a Cristo. E poi lui era biondo e io sono castano”» (al settimanale Newsweek, Fiorello 2006).

• «“Grati per sempre agli Stati Uniti” (Berlusconi). Replica di Prodi: ”Se se lo tengono là, saremo grati anche di più”» (Fiorello, 2006).

• «Sarebbe un sogno veder giocare insieme Ronaldinho e Kaká. Perché non è vero che si sovrapporrebbero. E ci vorrebbe una legge per non far uscire Ronaldinho dall’Italia, adesso che lui è qui» (mercoledì sera alla partita d’addio di Albertini, 16/3/2006).

• «Chi i soldi se li ritrova senza esserseli guadagnati, poi può spenderli più facilmente» (parlando di Abramovich, 14/9/2006).

• «Sono riuscito a stare in piedi dopo solo 24 ore dall’operazione al menisco. Aiutato dalle stampelle, ma in piedi. Persino i campioni del Milan, per lo stesso intervento, hanno impiegato più tempo a reggersi sulle gambe» (14/11/2006).

• «L’addio di Shevchenko? Non è stato voluto da noi né è stato causato dalla volontà del giocatore: lui ha dovuto subire i desideri della moglie. E si sa che spesso le mogli sono dei kapò a cui non si può dire di no» (14/12/2006).

• Non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta» (6/1/2006).

• «È inaccettabile il fatto che ci siano delle giunte rosse che danno appalti alle cooperative che non pagano le imposte e danno gli utili ai partiti rossi. Questo è veramente inaccettabile» (ibidem).

• «[Rivolgendosi a Fausto Bertinotti] Come diceva Ronald Reagan, chi ha letto Marx è diventato comunista, chi l’ha capito è diventato liberale» (12/1/2006).

• «[Commentando l’invito di Ciampi a rispettare la par condicio in televisione] Non vedo proprio come possa essere rivolto a me. Guardando a tutte le partecipazioni dei principali leader della sinistra nelle varie trasmissioni televisive si vede che il presidente del Consiglio ha lavorato e quando si porta la croce non si ha tempo per cantare. Io sono colui che ha partecipato meno alle trasmissioni televisive rispetto ai leader della sinistra» (19/1/2006).

• «La Dc aveva le partecipazioni statali e guarda caso uno dei protagonisti era Prodi, che è stato salvato quando doveva andare a riferire a un gup o a un gip che fosse, un suo comportamento legato al finanziamento del partito: c’è stata subito un’amnistia e la modifica della legge sull’abuso d’ufficio» (22/1/2006).

• «La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro (28/1/2006).

• «[Commentando ancora l’invito di Ciampi a rispettare la par condicio in televisione] Credo che abbia aiutato il sottoscritto a chiedere di poter avere gli stessi accessi che hanno gli altri protagonisti della politica. Io sono in credito di almeno una trentina di puntate» (31/1/2006).

• «[Sull’uso di droghe] Sono la persona più realista che si conosca e quindi non c’è nulla di più lontano da me che il desiderio di staccarmi dalla realtà» (31/1/2006).

• «Se gli addetti dell’Alitalia si comportassero come quelli dell’Air France e non facessero decine e decine di scioperi, l’Alitalia andrebbe molto meglio» (23/1/2006).

• «Andare in tv non mi piace, semplicemente lo odio» (a Sky Tg24, 25/1/2006).

• «La terza rete Rai è una macchina da guerra contro di me e anche le mie televisioni remano contro. Per quanto riguarda i telegiornali c’è solo un tg, che fa l’8%, quello di Emilio Fede, che sostiene apertamente il Governo, ma lo fa in maniera piana, senza attaccare e insolentire gli altri [...] [La televisione italiana] è stipata da tutti quelli che sono stati inseriti dai vecchi governi, è infarcita di persone che non possono cambiare il modo di fare giornalismo» (27/1/2006).

• «[Riferendosi ai magistrati] Ahimè, sono sicuro che hanno idee radicate nel passato, nella scuola di Mosca e se andassero a Cuba sono sicuro che tornerebbero solo dopo aver fatto turismo sessuale e senza avere imparato niente» (4/2/2006).

• «[Riferendosi al numero di riforme] Solo Napoleone aveva fatto di più» (10/2/2006).

• «Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo» (11/2/2006).

• «Su Napoleone ovviamente scherzavo: io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti» (12/2/2006).

• «[La magistratura] Colpisce puntuale, ad orologeria, vicino alle elezioni» (da Berlusconi: "La magistratura colpisce puntuale, a orologeria", in repubblica.it, 18/2/2006).

• «È una persona capace, esperta e proba. Difficile pensare che possa essere incorso in comportamenti incorretti» ([Riferendosi a Cesare Geronzi, citato in Berlusconi contro i magistrati. "Intervento indebito su Bpi", la Repubblica, 23/2/2006).

• «La magistratura è una malattia della nostra democrazia, dobbiamo assolutamente cambiare l’ordine giudiziario, non lascerò la politica finché un cittadino non potrà andare davanti a un giudice che sia veramente imparziale» (10/3/2006).

• «Questo dimostra perché lei è di sinistra. Lei pensa di decidere anche per gli altri mentre io sono un liberale e decido solo per me stesso» (Berlusconi lascia lo studio di Lucia Annunziata, 12/3/2006).

• «E poi dicono che la Rai è controllata da me» (Andando via dalla trasmissione di Rai Tre In 1/2 ora condotta da Lucia Annunziata, 13/3/2006).

• «La crisi sta solo nella volontà della sinistra con i suoi giornali di inventarsi un declino per andare al potere. Ma sappiate che quando andranno al potere per loro le imprese sono macchine che consentono lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, che il profitto è lo sterco del diavolo e che il risparmio non è una virtù come per noi, ma qualcosa da tassare e da penalizzare. E ve lo dico con il cuore perché sono stufo, stufo di vedere qualcuno che si sta distruggendo con le proprie mani e con i propri giornali» (dall’intervento al convegno di Confindustria, Vicenza, 18/3/2006).

• «Insistono ancora nel dire che io ho affermato che i comunisti mangiavano o mangiano i bambini. Continuano a ripeterlo. Allora, leggetevi il libro nero del comunismo:[8] troverete che sotto la Cina di Mao non li mangiavano, ma li facevano bollire per concimare i campi. È una cosa orrenda... ma purtroppo è vera» (alla manifestazione di Napoli alla Mostra d’Oltremare, 26/3/2006).

• «I condoni non sono così negativi visto che l’Unità, Unipol e il signor Prodi, in una società in cui è presente un suo familiare, ne hanno usufruito». (Prodi ha sporto querela, 28/3/2006).

• «Era tardi, mi era passato il sonno e in tv c’erano solo film preistorici. Ho fatto zapping in tv e sono finito su un canale dove si vedevano delle signorine che invitavano a telefonare. Ho voluto tastare il polso della situazione: ‘Mi consenta, signorina, ma lei il 9 e 10 aprile per chi voterà?’. Sette su nove hanno detto Berlusconi» (2/4/2006).

• «Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse» (all’assemblea degli associati di Confcommercio, 4/4/2006).

• «Saremo rimpianti, saremo ricordati come il migliore governo della Repubblica (2/5/2006).

• «È una vergogna che un giornale come il Corriere della sera ospiti i rancori di un vecchio rancoroso (Biagi, ndr) che ce l’ha con me. Io non ho mai detto che Biagi e Santoro dovevano essere mandati via, ho sempre detto che se volevano rimanere non dovevano continuare a fare un uso criminoso della televisione. Ho detto che avrebbero dovuto fare come nelle televisioni private. Nelle televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi a qualche partito ma da noi ci sono i Costanzo e i Mentana perché noi siamo liberali» (citato in Berlusconi: "Tardi per il dialogo", la Repubblica, 21/5/2006).

• «[Sono] condannato a continuare e ad andare avanti anche per un fatto di orgoglio e storia personale. La metà del Paese mi detesta, l’altra metà mi sostiene e forse in parte mi ama» (dal Meeting per l’amicizia tra i popoli, Rimini, 2006).

• «Cercai Don Giussani nel ‘93, per averlo accanto nelle decisioni di scendere in politica e ho tentato di averlo sempre accanto. Ricordo con commozione gli ultimi incontri e ho ancora i brividi ripensandoci. Lui mi disse che il destino mi aveva fatto diventare l’uomo della provvidenza» (ibidem).

• «La libertà è l’essenza dell’uomo, è l’essenza della sua mente e del suo cuore, l’essenza della sua intelligenza e dei suoi sentimenti, la libertà e ciò che sta alla base della sua capacità di amare, di creare, di fare; e l’uomo non è uomo se non è libero, perché dio l’ha voluto così e l’ha voluto libero» (ibidem).

• «La filosofia della libertà, il liberalismo pone l’uomo prima della società e prima dello stato, e lo stato è legittimato a essere tale solo se riesce a difendere e garantire la libertà della sua gente, di tutti i suoi cittadini» (ibidem).

• «La libertà ci se ne accorge quanto sia importante solo quando manca, è come l’aria, la libertà, o c’è e c’è tutta o non è libertà» (ibidem).

• «La libertà è come una corda tesa, che non si rompe all’improvviso, ma che poco a poco si allenta, si incanapisce, si sfilaccia, diventa libertà condizionata, libertà ferita, libertà minore, libertà che non c’è più» (ibidem).

• «[Riferendosi a Prodi] Ho bisogno di un killer. Ma non c’è nessuno disposto a farlo, al momento» (21/11/2006).

• «Non ci credo, è un atto di banditismo..» (a proposito della legge Gentiloni, a Campobasso, 12/10/2006).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Moratti è il Paperino del calcio. Deve combattere contro Paperon de Paperoni, cioè Silvio Berlusconi. E perde sempre. Perde ma è simpatico a tutti. Proprio come Paperino» (Emilio Giannelli, vignettista del Corriere della Sera, 2/1/2006).

• «Silvio Berlusconi smentisce la mamma che lo aveva descritto stanco e depresso: “L’unico autorizzato a parlare di me è mio papà: San Giuseppe”» (Gene Gnocchi, 30/12/2005).

• «L’unica cosa che con Berlusconi non potrà mai accadere è che venda una partita. Al limite lui le compra...» (Abatantuono, 23/1/2006).

• «Si è scherzato tanto sulle sue ingerenze, ma sono convinto che tanti allenatori invidierebbero il rapporto che ho io con Berlusconi» (Ancelotti, 23/1/2006).

• «Nonostante il freddo, il clima politico è arroventato. Berlusconi dice che Prodi ha paura, Prodi dice che Berlusconi ha paura. Silvio, Romano: pensate alla paura che abbiamo noi» (Ezio Greggio, 9/02/2006).

• «Perché ce l’hanno tutti con Berlusconi? Lui s’è fatto da solo... Pure io la prima volta mi sono fatta da sola» (Francesca Reggiani, 9/02/2006).

• «Certo che ultimamente Berlusconi è andato dappertutto, da Vespa, da Mentana, da Biscardi». «Si è infilato anche a Genius: non so se avete notato un bambino più basso degli altri con delle orecchie molto grandi» (Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, 9/02/2006).

• «Romano Prodi si lamenta della presenza in tv di Berlusconi e dice che presto il premier venderà anche tappeti. Il premier smentisce e precisa che chi telefona subito riceverà in omaggio una splendida batteria da cucina» (Gene Gnocchi, 9/02/2006).

• «Berlusconi atterra negli Stati Uniti e dice: ”Io sono come George Washington”. Subito arrestato dall’Fbi» (Fiorello, 2006).

• «Berlusconi al Parlamento americano ha ringraziato gli Stati Uniti per averci liberato dai fascisti. Quando l’ha saputo Casini l’ha detto a tutta la Cdl: ”Avete sentito, Bush ha buttato fuori Rauti e la Mussolini» (Ezio Greggio, 2006).

• «Sbloccati gli aiuti dell’Unione Europea alla Palestina. Pensate, sono stati stanziati 120 milioni di euro per pagare stipendi, pensioni, luce e gas. Appena l’hanno saputo gli italiani hanno detto: “Altro che Prodi e Berlusconi, il 9 aprile votiamo per Hamas”» (Ezio Greggio, 2006).

• «Ho iniziato a interessarmi un po’ di politica a vent’anni, appena arrivato a Roma. [...] Berlusconi è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora» (Capello, 30/3/2006).

• «Confronto tv tra Prodi e Berlusconi. Tutti quanti a dire che non succedeva niente, che era noioso... Si vede che non hanno mai visto Sanremo» (Luca Bizzarri & Paolo Kessisoglu, 2006).

• «Non ricordo la data precisa, ma confermo che durante una riunione per il Mundialito, Berlusconi mi domandò: “Scusi, Mazzola, può chiedere a Fraizzoli se è disposto a vendermi l’Inter?”. Risposi che mi sarei informato e riferii. Sulle prime Fraizzoli non disse di no. Anzi. Indicò una strada: ”Potrei cedere a Berlusconi il cinquanta per cento delle azioni”. Trascorso qualche giorno ci ripensò: ”No, niente Berlusconi”. Comunicai la risposta e la cosa finì lì. Berlusconi voleva comprare l’Inter e a volte mi interrogo: che cosa ne sarebbe stato del Milan se l’operazione gli fosse riuscita?» (Mazzola, 6/4/2006).

• «Berlusconi ha dichiarato che non accetta lo scudetto della Juve. Vuole controllare attraverso i filmati la regolarità di tutti i gol bianconeri» (Gene Gnocchi, 13/4/2006).

• «Berlusconi per prendere Ronaldinho si è dichiarato disposto a dare al Barcellona Serginho, Ambrosini e il ponte sullo stretto di Messina» (Gene Gnocchi, 19/4/2006).

• «Pensare a Gattuso a uomo su Zidane. Non per dare un consiglio a Lippi, per carità: ma per offrire una rivincita a Berlusconi» (Bearzot, 6/7/2006).

• «Si sblocca la trattativa per Ronaldinho al Milan. Berlusconi ha chiesto a Veronica se può ridargli la collana di diamanti» (Gnocchi, 3/8/2006).

• «Quando è diventato il presidente del Milan avrebbe comprato tutti i giocatori forti in circolazione solo per toglierli alla concorrenza. Adesso mi sembra appagato, l’hanno sfruttato e ha perso entusiasmo». Pensa che si sia disinnamorato? «Bisogna vedere se era innamorato davvero o se il Milan gli serviva per i suoi interessi» (Rivera parlando di Berlusconi, 21/8/2006).

• «Ho chiesto a Berlusconi a che punto era la trattativa per portare Ronaldinho al Milan. Non posso dire cosa mi ha detto, ma sono rimasto soddisfatto della risposta» (l’ex ministro Maroni, tifoso del Milan, 17/10/2006).

• «Totò avrebbe potuto impersonare Berlusconi: il Totò futurista del teatro, che in pubblico si atteggia a cialtrone e in casa si muove da principe» (Mario Monicelli, Il Corriere della Sera 25/3/2006).

• «Berlusconi è il più grave e pericoloso fenomeno politico in Europa. Rappresenta la più seria minaccia alla democrazia europea dal 1945. Il suo governo ha esercitato una maligna influenza sulla vita democratica italiana. Come si può tacere un simile argomento». (Martin Jacques, 16/3/2006).

• «Non odio Berlusconi. Si trucca e mette pure i tacchi» (Vladimir Luxuria, 23/2/2006).

• «Berlusconi è Wanna Marchi e Tremonti il mago do Nascimento» (Daniele Capezzoni, Rosa nel Pugno, 1/3/2006).

• Daniele Capezzone: «Berlusconi si paragona a Napoleone e Churchill. Mi sembra la barzelletta dei due matti: uno dice “Io sono Mosé e Iddio mi ha dato le tavole della legge” e l’altro, offeso, “Ma guarda che io non ti ho dato niente!”» (11/2/2006).

• «Silvio Berlusconi non è l’erede di don Sturzo, ma di don Lurio» (Daniele Capezzoni, Rosa nel Pugno, 18/3/2006).

Berlusconi ha detto:

• «Follini è un esempio di trasformismo» (26/2/2007).

• «Montezemolo mi copia» (10/3/2007).

• «Non esiste il modello Sarkozy. Sono io il suo modello. Lui ha copiato da me» (9/5/2007).

• «Se fosse stata una bella gnocca me ne ricorderei» (sulla Tatcher, ndr, 6/7/2007).

• «Prima delle elezioni ho potuto incontrare due sole volte in tv il mio avversario, e con soli due minuti e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e alle stronzate che diceva Prodi» (2/7/2007).

• «Ho un’ammirazione sconfinata per i ciclisti. Dopo il pugilato, dove si prendono pugni, è lo sport che richiede più sacrificio. Li proporrei per una santificazione immediata» (8/11/2007).

• «Rutelli mi ha dato della faccia di bronzo? Proprio lui, un mezzo prete che è diventato radicale, l’unica persona di cui non mi fido» (9/11/2007). 

• «Ho scoperto che cos’è il punto G delle donne. È l’ultima lettera della parola shopping» (alla Fiera dell’antiquariato di Verona 4/11/2007). 

• «Il calcio è come le donne: un po’ irrazionale» (17/10/2007).

 • «Con Fedele Confalonieri abbiamo fatto un patto: il primo che vede l’altro un po’ rincoglionito glielo dice...» (17/10/2007). 

• «Se non fossi già sposato la sposerei subito..» (A Mara Carfagna, 29/1/2007).

• «Vedo che ha risparmiato sul sarto, signorina. Guardi che conosco suo padre, domani lo chiamo, è avvertita...» (a Melissa Satta, 29/1/2007).

• «Con te andrei ovunque, anche in un’isola deserta...» (ad Aida Yespica, 29/1/2007).

• «Cara Veronica, eccoti le mie scuse. Ero recalcitrante in privato, perché sono giocoso ma anche orgoglioso. Sfidato in pubblico, la tentazione di cederti è forte. E non le resisto. Siamo insieme da una vita. Tre figli adorabili che hai preparato per l’esistenza con la cura e il rigore amoroso di quella splendida persona che sei, e che sei sempre stata per me dal giorno in cui ci siamo conosciuti e innamorati. Abbiamo fatto insieme più cose belle di quante entrambi siamo disposti a riconoscerne in un periodo di turbolenza e di affanno. Ma finirà, e finirà nella dolcezza come tutte le storie vere. Le mie giornate sono pazzesche, lo sai. Il lavoro, la politica, i problemi, gli spostamenti e gli esami pubblici che non finiscono mai, una vita sotto costante pressione. La responsabilità continua verso gli altri e verso di sé, anche verso una moglie che si ama nella comprensione e nell’incomprensione, verso tutti i figli, tutto questo apre lo spazio alla piccola irresponsabilità di un carattere giocoso e autoironico e spesso irriverente. Ma la tua dignità non c’ entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento. Ma proposte di matrimonio, no, credimi, non ne ho fatte mai a nessuno. Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera - conclude il Cavaliere - come un atto d’ amore. Uno tra tanti. Un grosso bacio, tuo Silvio» (1/2/2007).

• «Ora vi racconto cosa succede con il fisco della sinistra. Non vogliono solo sapere come hai fatto i soldi, da dove vengono. Nooo, nemmeno per sogno. Vogliono sapere anche cosa ci fai, dove metti gli utili, tutto. E prendete uno come me, che ha venticinque amanti, alle quali dovrò pure fare un pensiero, un regalo, di solito tutte macchine uguali, dello stesso colore, così non sbaglio...» (9/11/2007).

• «Berlusconi e il Papa stanno camminando lungo il fiume Tevere quando al Papa cade la Bibbia in acqua. Berlusconi si avvicina alle acque e, camminando sulla superficie senza affondare, la recupera. Il giorno dopo l’Unità titola: ”Berlusconi non sa nuotare!”» (9/11/2007).

• «Silvio e Veronica vanno a fare la spesa insieme. Lui si ferma a un negozio: ”Guarda cara, dicono che il carovita aumenta, ma questi pantaloni da bambino costano solo 5 euro”. E Veronica: ”Silvio vieni, andiamo via”. ”Ma no, guarda questo maglione: solo 6 euro...”. E Veronica insiste: ”Silvio vieni, andiamo via...”. Ma Silvio continua a girare per il negozio: ”Cara, questi pantaloni sono bellissimi, costano solo 7 euro, e pure questo cappotto, guardalo, 8 euro”. E Veronica spazientita: ”Silvio vieni, andiamo via... dalla tintoria!”» (9/11/2007).

• «Gli avevo imposto di farsi crescere i capelli perché diventasse più bello. In realtà ha esagerato: adesso è veramente brutto! Vorrà dire che lo manderò dal mio parrucchiere anche se mi hanno detto che è diventato ”testimonial” di una lozione per la crescita dei capelli». (Il dietrofront di Berlusconi su Ronaldo, 18/12/2007). 

• «Ho una voglia matta di mandare tutti a quel paese. A nessuno frega qualcosa dell’unità della coalizione. Tutti chiedono, minacciano, vogliono. Mi sono rotto e lo dirò a tutti» (27/4/2007). 

• «Così mi sono pagato il prezzo del biglietto. Ora mi godo lo spettacolo» (dopo aver raccontato tre barzellette sul palco di Vieni avanti cretino, spettacolo del Bagaglino, 2/11/2007):

• «Con questo sistema istituzionale, grottesco, ha la capacità di cambiare le cose. Nel libro c’ è un solo uomo di potere, ed è Mussolini. Tutti gli altri, poteri, non ne hanno, hanno solo guai. Se non cambiamo l’ architettura della Repubblica non avremo mai un premier in grado di decidere». Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni. Anche per questo io vado avanti e piuttosto che tornare indietro mi sfilo, mi tolgo di mezzo». Mostra dei graffi alle mani: «Per tanto entusiasmo, per tanti bagni di folla, mi sono venute persino le stigmate» (12/12/2007). 

• «In Rai sono tutti raccomandati. Lo sanno tutti, ci lavora solo chi si prostituisce e chi è di sinistra» (21/12/2007).

• «Se i cittadini non dovessero confermare un sindaco come Cammarata e un buon governo che hanno operato così bene, dovrebbero essere ricoverati per infermità mentale tutti» (5/5/2007).

• «Non esiste il modello Sarkozy. Sono io il suo modello. Lui ha copiato da me. Non a caso sono stato il primo che ha chiamato dopo aver vinto le elezioni» (9/5/2007).

• «Montezemolo mi copia. Il nuovo c’è già e sono io. Lui ha le mie stesse idee, e per di più è senza esercito» (25/05/2007). 

• «Sono favorevole a un governo istituzionale. Entro luglio: questa è l’ultima finestra temporale entro cui è possibile trovare un accordo su un governo istituzionale. Dopo cambierà tutto» (31/05/2007).

• [all’indomani della morte di Enzo Biagi] «Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima» (da L’addio a un testimone del secolo, in repubblica.it, 6/11/2007). 

• [Riferendosi a Margaret Thatcher] «Se fosse stata una bella gnocca me ne ricorderei» (citato in Silvio e la Thatcher, Independent: «Volgare», Corriere della sera, 6/07/2007).

• «Difendere l’opera di Marco Biagi significa dare compiuta attuazione alla legge, completare il sistema dei servizi che proteggono chi cerca lavoro, ridurre il prelievo fiscale e contributivo con particolare riguardo alle parti del salario che sostengono la competitività delle imprese» (citato in Legge Biagi di modernità, va difesa, newsfood.com, 22/10/2007).

• «Oggi nasce ufficialmente qui il grande partito del popolo italiano, un partito aperto che è contro i parrucconi della vecchia politica. Invito tutti ad entrare senza remore e a venire con noi, questo è quello che la gente vuole: Forza Italia si scioglierà nella nuova formazione, che si chiamerà, appunto, Partito del popolo italiano delle libertà. (dal discorso a Milano in Piazza San Babila, 18/11/2007; citato in Berlusconi lancia una nuova sfida "Nasce il Partito del popolo delle libertà", la Repubblica, 18/11/2007).

• «Quando parla il popolo, la politica deve sapere ascoltare perché spesso gli elettori sono più avanti degli eletti» (repubblica.it, 19/11/2007).

• «La Casa delle libertà era una specie di ectoplasma» (durante il collegamento telefonico con l’assemblea degli azzurri a Milano, la Repubblica, 25/11/2007).

• «Qualcuno nella giornata di oggi ha messo in giro la voce di un ripensamento sul partito delle libertà. Falso, io non torno sui miei passi. Anzi, le dirò di più: sono persino disposto a rinunciare alla presidenza di Forza Italia pur di guidare il nuovo partito» (29/11/2007).

• 1Sono preoccupato per Ronaldo, bisogna mandarlo a Lourdes» (2/12/2007). 

• «Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate» (citato in «Non torno indietro, piuttosto mi sfilo», Corriere della sera, 11/12/2007).

• «[Uno dei principi del nuovo partito sara’ la] liberazione dall’oppressione della magistratura. Non vogliamo più oppressione giudiziaria» (corriere.it, 15/12/2007). 

• «L’avete capito o no che è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l’ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto (su Calciopoli, repubblica.it, 17/12/2007).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Non si può fare a meno di amarlo. […] avrò avuto vent’ anni e lui mi voleva nelle sue tv. Mi portò a San Siro, bagni inclusi (la leggenda narra che fecero pipì insieme, ndr), poi un tour: la villa, lui che suona il piano... mi ha mostrato un Tiziano in una cornice pacchiana con l’ orgoglio di chi è venuto dal niente e se l’ è potuto permettere. [..] Quel che non posso accettare di Berlusconi, oltre l’assenza di rispetto per la cosa pubblica che tratta come privata, è la doppia morale: non puoi mandare i figli alla scuola steineriana che limita la tv e poi bombardare di tv i figli degli altri» (Jovanotti, 31/12/2007). 

• «Veltroni è Berlusconi» (Giuliano Ferrara, 30/10/2007).

• «Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente". Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli» (Veronica Lario, 31/1/2007). 

• «Sulle grandi riforme si deve trattare con tutti. Penso che Berlusconi sia un politico vero, rappresenta gli animal spirits del nostro tempo. Invece è stato considerato il demonio, abbiamo rischiato di finire dall’esorcista» (Nichi Vendola, 11/12/2007). 

• «Mille notti con Berlusconi e una con Prodi» (Aida Yespica, 5/12/2007). 

• «Alla parola "moralità", il Cavaliere chiama Bonaiuti e chiede un dizionario: dev’essere un termine australiano, comunque arcaico» (Marco Travaglio, 13/12/2007). 

• «Il presidente Berlusconi non si è mai permesso di dirmi: fai questo, non fare quello. Sono io che gli chiedo continuamente consigli. Da questo punto di vista, ho davvero abusato della sua pazienza» (Michela Vittoria Brambilla, 21/11/2007). 

• «Capiva subito se un programma avrebbe funzionato o no. In questo era un mago. Poi aveva la straordinaria capacità di anticipare quello che un artista, in riunione, gli avrebbe comunicato. Entravi nell’ufficio per annunciare: scusi, avrei deciso di lasciare il tal programma... Lui ti faceva accomodare, ti guardava negli occhi e, prima che tu avessi aperto bocca, diceva: Massimo, penso che sia arrivato il momento che lei lasci quel programma... Mi sono sempre chiesto come facesse. Forse è un preveggente» (Massimo Boldi, 29/11/2007).

• «Berlusconi è uno che promette e mantiene, nel privato. Me ne parlano molto bene» (Nancy Brilli, 5/12/2007).

• «Berlusconi nel presepe arriverebbe forse un po’ tardi, perché non può che avere il ruolo dei Re magi con i tesori: Gaspare, Melchiorre o Baldassarre o tutti e tre assieme. Io lo vedo così. Ma Gesù Bambino no» (Romano Prodi, 20/12/2007). 

• «Autocritica è parola che Berlusconi non conosce» (Gianfranco Fini, 28/11/2007).

Berlusconi ha detto:

«Vedi Ricky, io mi sono occupato tanto di televisione, mi intendo di immagine. Tu hai un po’ la testa a pera e hai le basette troppo lunghe: se le accorci ti diventa la testa più tonda» (a Riccardo Bossi, 07/01/2008). 

• «Lavorare meno per lavorare tutti» (Slogan di Berlusconi, 23/12/2008).

• «Berlusconi se la ride. Come un imperatore romano che assiste dagli spalti alla lotta tra i gladiatori Veltroni e Casini» (Francesco Pionati, 23/12/2008). 

• «Ci sono due interlocutori, un vecchio politico e un anziano cronista parlamentare. Fa il primo al secondo: "Oramai te le posso confessare. Un tempo andavo a puttane. Eravamo io, De Gasperi, Nenni, Togliatti e Di Pietro". L’altro, incredulo: "Impossibile". Ma il politico insiste: "È vero: De Gasperi, cattolico, dopo si confessava. Nenni, avaro, si faceva pagare da noi. Togliatti, beh... sai come nasce la sua proverbiale doppiezza? Ne voleva sempre due". L’altro, dubbioso: "Ma Di Pietro? All’epoca era un ragazzino". "Aspettava la mamma". Risate» (a pranzo con i colleghi, 20/12/2008).

• «Un giorno Berlusconi va con la moglie per compere. A un certo punto è rapito da una vetrina. E fa a Veronica: ”Guarda: una maglietta a 5 euro, un paletot a 15 euro, un vestito a 30 euro!”. E lei, con gli occhi rivolti al cielo: ”Silvio, basta! Lascia stare questa tintoria..”» (ai commercianti, 20/12/2008).

• «Berlusconi è in elicoterro e sorvola la manifestazione della CGIL. Berlusconi sorvola un corteo del sindacato. Sono tutti arrabbiati neri. Lui pensa: butto giù un biglietto da 10 mila euro, così almeno uno lo faccio contento. Ma il figlio, furbo: ”Papà, butta due biglietti da 5 mila, così ne fai contenti due”. Ma la figlia, ancora più scaltra: “Babbo, tirane dieci da mille, così ne fai contenti dieci”. Finché non interviene il pilota dell’elicottero: ”Dottò, se si butta giù lei, li fa contenti tutti...”» (barzelletta, 20/12/2008).

• «A Milano non si poteva costruire niente se non ti presentavi con l’assegno in bocca» (sui tempi andati, 19/12/2008).

• «Sei bellissima, mi ricordi mia madre» (a Silvia Toffanin il giorno del matrimonio di Marina, 24/12/2008).

• «Obama è bello, giovane abbronzato» (1/11/2010). 

• «La mia era una carineria, un grande complimento» (7/11/2010).

•«Ma vadano a... Se non hanno neanche il senso dell’umorismo allora è peggio per loro. Dio ci salvi dagli imbecilli» (7/11/2010).

«Questa opposizione è sempre in campagna elettorale. Se uno vuole prendere la laurea del coglione faccia pure...» (7/11/2010).

• «Potrò dare dei consigli a Obama perché sono più anziano e aspetto di farlo quando lo abbraccerò di persona» (6/11/2008).

• «Io di tutte queste cose me ne frego, tanto sono tranquillo. Negli ultimi anni per ben 18 volte stato assolto» (alla domanda se era preoccupato per i suoi processi, 11/10/2008).

• «iI presidente del consiglio se l’è voluta e ora dovrà domarle…» (a Zapatero sulle sue 9 ministre, 04/08). 

• «Contro la precarietà? Cerchi di sposare il figlio di Berlusconi, o qualcun altro del genere milionario, con quel sorriso se lo può permettere...» (a Perla Pavoncello giovane e carina precaria su Rai 2). 

• «A Veltroni ho detto: sono il tuo Messia, ti libero dall’abbraccio mortale della sinistra» (dall’intervista di Marco Galluzzo, Berlusconi: «Riforme? Io aspetto Ma Walter metta d’accordo i suoi», Corriere della sera, 09/01/ 2008). 

• «Stiamo pensando con Don Verzè a una nuova struttura che è già in costruzione a Verona per portare la durata della vita umana a 120 anni» (da Porta a Porta, 12/02/2008).

• «Ritengo che il riconoscimento del diritto alla vita dal concepimento fino alla morte naturale sia un principio che le Nazioni Unite potrebbero fare proprio, esattamente come hanno fatto con la moratoria sulla pena di morte» (14/02/2008).

• «Mi sono battuto perché Biagi restasse in tv ma prevalse in lui il desiderio di essere liquidato con un compenso molto elevato. Avevo solo chiesto che non si facesse un uso criminale della rete pubblica» (dal programma televisivo Tv7, Italia al voto, 15/02/2008). 

• «In Parlamento chi lavora sono 30 persone, tutte le altre devono essere lì presenti, leali, dalle nove della mattina alle nove di sera. Se ce ne sono troppi bravi, fanno a pugni fra loro perché su un argomento vogliono parlare in tre, quattro o cinque: quindi è molto meglio averne uno e la sua riserva e basta» (29/02/2008).

• «[Rispondendo ad una giovane donna sul precariato tra i giovani] Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo» (12/03/2008).

• «[Parlando dell’ipotetico duello TV con Walter Veltroni] Io sono in grado di stracciare qualunque avversario perché nella vita ho fatto tutto ciò che gli altri non hanno fatto. Io sono un uomo di fatti, gli altri sono uomini di parole, e i fatti vincono sulle parole» (26/03/ 2008).

• «Di Pietro si è laureato grazie ai servizi, perché non è possibile che l’abbia presa uno che parla così l’italiano. Ai tempi miei ogni volta che andavo a fare un esame lo sapeva tutto il palazzo. Quando prendevo 30 e lode mia madre invitava tutti a mangiare le frittelle e quando facevo gli ultimi esami c’era il coprifuoco televisivo perché tutti dicevano che Silvio doveva studiare. Di Pietro invece ha fatto esami dopo tre giorni, roba che io ci mettevo mesi e a Montenero di Bisaccia nessuno sapeva che si stava laureando, nemmeno i suoi genitori. Mi fa orrore non tanto perché ha problemi con i congiuntivi ma perché non rispetta gli altri» (26/03/2008).

• «Resto sempre meravigliato quando in aereo si riesce ad avere tutto sul mondo con un telefonino... Forse ha ragione chi dice che sono troppo vecchio per governare un Paese moderno. Ma ho il merito di affidarmi a persone competenti» (27/03/2008). 

• «Il pubblico accusatore dovrebbe essere sottoposto periodicamente a esami che ne attestino la sanità mentale» (dall’intervento al comizio del PdL a Savona dell’8/04/2008; citato in Berlusconi: "Perizie per i pm". Dell’Utri: "Mangano un eroe", 8/04/2008). 

• «Per quanto riguarda Mangano, che non era uno stalliere, era il fattore che avemmo ad Arcore con tutta la sua famiglia, madre, moglie e due figli che lui accompagnava all’asilo tutte le mattine insieme ai miei bambini, era una persona che con noi si è comportata benissimo. Poi ha avuto delle disavventure nella vita che lo hanno messo un po’ in mano ad una organizzazione criminale. Lui eroicamente, sono d’accordo con Dell’Utri, pur essendo così malato non inventò mai nessuna cosa contro di me e lo lasciarono andare il giorno prima della sua morte. Stava morendo in carcere, ben quindi dice Dell’Utri nel considerare eroico un comportamento di questo genere» (9/04/2008).

• «Prende l’amaro solo se è soddisfatto della sua giornata? «Esatto. Me lo consento solo se ho adempiuto a tutti i miei doveri». E quindi? «Quindi lo prendo sempre, caro direttore»» (09/04/2008).

• «Zapatero ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perché in Italia c’è una prevalenza di uomini» (15/04/2008). 

• «L’attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa. Noi siamo a favore della Chiesa, crediamo nei valori della dignità umana e nel rispetto degli ultimi. Siamo sullo stesso piano in cui opera la Chiesa. A ogni modo ribadiamo il nostro concetto di Stato laico e la necessità, confermata dalla Costituzione, di rispettare profondamente il dialogo tra Stato e Chiesa» (citato in Berlusconi da Benedetto XVI: "Tra noi collaborazione costruttiva", in repubblica.it, 06/06/2008).

• «Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola... Devi toccarti con una certa frequenza (a Patrizia D’Addario, registrazione effettuata nell’ottobre 2008 trascritta in Patrizia e Silvio: la terza parte delle registrazioni, in espresso.repubblica.it). 

• «Io ricevo da sempre insulti e aggressioni, non mi fanno né caldo né freddo. (...) Io non ne ho mai fatti né a Veltroni né ad altri perché ho un grande rispetto degli altri, a partire dai più deboli. Non ho mai rivolto un insulto ad alcuno. (...) Insulti come quelli rivolti da Veltroni fanno male non a me ma alle istituzioni. Insultare il presidente del Consiglio dandogli dell’imbroglione e del buffone fa male alla democrazia» (citato in Berlusconi: «Mai insultato Veltroni», in corriere.it, 1/10/2008). 

• «La crisi è globale e serve una risposta globale. Si parla di una nuova Bretton Woods per scrivere nuove regole e di sospendere i mercati per il tempo necessario per formulare queste nuove regole. Tra le varie ipotesi avanzate c’è anche questa, ma per ora non c’è nulla di concreto. Certamente la soluzione non può essere né nazionale né europea, ma globale. Va presa nelle istituzioni mondiali» (citato in Crisi, Berlusconi: «Resistete al panico» Tremonti: «Impegni forti o non firmo», Corriere della sera, 10/10/2008). 

• «La storia dirà che George W. Bush è stato un grandissimo presidente degli Stati Uniti. Bush è un uomo di grandi principi, grandi ideali, grande visione, ma soprattutto uno che ha il coraggio di perseguire questa visione. In lui non ho mai visto il calcolo del politico, ma la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa. Mi è stato facile condividere le decisioni di Bush fondate sull’amore della libertà, la democrazia e il rispetto per gli altri» (13/10/2008). 

• «Ho detto al Presidente [Medvedev] che Obama ha tutto per poter andare d’accordo con lui: perché è giovane, è bello e anche abbronzato e quindi penso che si possa sviluppare una buona collaborazione» (dalla conferenza stampa al termine del vertice bilaterale italo-russo, Mosca, 6/11/2008; citato in Berlusconi: «Obama bello e abbronzato». Polemiche in Italia, clamore negli Usa, Il Messaggero, 6/11/2008). 

• «[Riferendosi al termine "abbronzato" da lui utilizzato nei riguardi di Barack Obama] Gli ho fatto un grande complimento, una carineria assoluta. (...) E se non hanno il sense of humour sono imbecilli e se ne vadano a... (...) Perché? C’è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona. Io mi sono veramente rotto e dico tutto quello che penso» (citato in Berlusconi, prima gaffe su Obama, la Repubblica, 6/11/2008).

• «In tv, ogni giorno, su tutti i canali, in prima serata mi prendono per il c.... Questa abitudine sta diventando insopportabile. Deve finire» (12/11/2008).

• «[Parlando delll’incontro separato con Cisl e Uil] È stato un incontro a casa mia non per cena ma un incontro assolutamente breve che non ho fatto io, a cui sono stato io stesso invitato [viene interrotto dalle fragorose risate del pubblico e da quelle di Floris, Epifani e Castelli] ...non a casa mia ma nella Presidenza di Forza Italia» (dall’intervento telefonico a Ballarò, 18/11/2008).

• «Io non ho mai attaccato i giudici, anzi è il contrario» (27/12/2008).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Berlusconi ama fare battute galanti e spesso atteggiamenti che sembrano sopra le righe sono frutto della sua ingenuità» (Mara Carfagna, Annuario 2008).

• «Presidenzialismo? È un’idea che ha sempre avuto Berlusconi. Noi non abbiamo mai pensato al presidenzialismo» (Umberto Bossi, 22/12/2008).

• «Una maschera della commedia dell’arte, Silvio Berlusconi? Di più. Non è una maschera, è la maschera. spettacolare. Esonda, come si usa ora dire del Tevere. piovuto troppo Berlusconi nel mondo, e ora sta esondando. Basta dire: ‘Berl’, e scoppia una incontenibile risata. Io, poveretto dico: ‘Perché Dio’, e niente. Dico invece ‘Berlusconi’, ed ecco che va giù la sala. Perché Berlusconi promette. Un nome che promette di divertirci. Con lui tutto finisce in una gran risata. Ho visto che all’estero ridono di più che in Italia. Le cose che arrivano indirettamente sono più belle. Berlusconi gioca di rinterzo» (Roberto Begnini, 30/12/2008). 

• «A pensarci bene, a Berlusconi potrei fargli fare il giro di tutti quanti [I gironi danteschi]: dei lussuriosi, dei barattieri, dei simoniaci, dei bugiardoni, dei bischeroni. Sta bene dappertutto. È un protagonista» (Roberto Benigni, 30/12/2008).

• «Berlusconi prima faccia lo statista, e poi dialogheremo» (Antonio Di Pietro e Gianni Barbacetto, "Il guastafeste", Ponte alle Grazie, Milano 2008).

• «Sono intimamente convinto che la scelta politica di Berlusconi sia un realtà una scelta processuale» (Antonio Di Pietro e Gianni Barbacetto, "Il guastafeste", Ponte alle Grazie, Milano 2008).

• «Il grande errore la sinistra l’ha commesso nel 1996, quando ha deciso che la legge del 1957, che prevede l’ineliggibilità di coloro che sono titolari di concessioni pubbliche, si applica non anche al proprietario (Silvio Berlusconi), ma solo al manager (Fedele Confalonieri). È stato il più grande atto d’ipocrisia, il più grave errore politico commesso dal governo da D’Alema» (Antonio Di Pietro e Gianni Barbacetto, "Il guastafeste", Ponte alle Grazie, Milano 2008).

• »Dialogo tra Bertinotti e D’Alema: Il primo al secondo: “Massimo hai una brutta faccia, cosa ti è successo”. ”È morto Berlusconi”. ”Ma no… cosa è successo?”. ” È andata a fuoco la sede di Forza Italia”. ”Che brutta morte, carbonizzato”. ”No”, ribatte D’Alema, ”era all’ultimo piano, si è buttato”. E Bertinotti: ” È morto sfracellato, allora?”. ”No, c’erano i pompieri con i teloni elastici, è rimbalzato. Ma è andato sulle linee dell’alta tensione”. ”Mamma mia, fulminato!”. ”No, ha fatto leva anche lì ed è tornato sul telone dei pompieri...”. ”Ma allora”, si spazientisce Bertinotti, ”come è morto?” . E D’Alema: ”Abbiamo dovuto abbatterlo..."» (barzelletta su Berlusconi, Salvatore Dama, 20/12/2008).

• «Da editore conosceva tutti per nome, dall’usciere al magazziniere. Un grandissimo esperto. Ora che fa politica, lo vedo giusto nei Natali a Mediaset. Molto gentile, come Pier Silvio» (Paola Perego, 20/12/2008).

• «Non l’ho mai votato, lui lo sa e non me l’ha mai nemmeno rinfacciato. Ma mi ha sempre rispettato. Ha una forza carismatica nonostante certi atteggiamenti ridicoli, fuori luogo, e riscuote una grande simpatia. Ci deve essere una via di mezzo» (Alba Parietti, 18/12/2008).

• «Berlusconi vuole farci arrivare a 120 anni. Bene: la prima comunione a 40 anni, il primo bacio a 50, mi sento già rovinata così, ma lui ci arriverà. Piega le corna delle mucche a mani nude» (Luciana Littizzetto, la Repubblica 16/12/2008).

• «Di calcio Berlusconi ne capisce molto più di me, per il bene degli italiani speriamo che torni ad occuparsi del Milan a tempo pieno» (Gianni Rivera, 16/12/2008).

• «Berlusconi è così: molto simpatico, alla mano, e anche molto semplice» (Guido Bertolaso, 14/12/2008).

• Quando non viaggia, tra New York, Tokyo o Mosca, lavora ad Arcore, alle porte di Milano. «No, non vedo mai Berlusconi da queste parti»  (Antonio Gavazzeni, 18/12/2008).

• «Berlusconi, identificato come ”uomo di plastica”, alla fine ha riempito di plastica anche tutti gli altri. Ma oltre a lui, anche i vari Veltroni, Gentiloni, e tutti gli altri ”oni” di cui non riusciamo a liberarci hanno preferito essere personaggi, invece che ”conoscere se stessi”, come dice la massima greca. Perché a conoscere se stessi ci si annoia, a essere qualcun altro si varia, ci si diverte» (Roberto D’Agostino, 18/12/2008).

• «Ma Berlusconi è un uomo eccezionale, simpatico. Per amarlo bisogna conoscerlo, è un ottimista che ha sempre voglia di ridere e non capisce che ci sono momenti in cui non si possono raccontare barzellette. Ma ha così piacere di avere gente allegra intorno, che è più forte di lui». "Sandra, ma fa delle gaffe spaventose". «Fa parte delle sue esplosioni, quello che ha in testa lo dice, non ha malizie» (Sandra Mondaini, 11/12/2008).

• «Quello di Berlusconi è un partito barattolo, un contenitore, come quello di Veltroni» (Rino Formica, 9/12/2008).

• «Berlusconi ieri ha finalmente aperto il dialogo con Veltroni: "Vuoi che ti presti i miei avvocati?"» (Jena, 9/12/2008).

• «Se Berlusconi fosse mio padre, non gli avrei permesso di tingersi i capelli» (Mara Carfagna, 21/11/2008).

• «Berlusconi mi chiama Michela se la comunicazione riguarda fatti non rilevanti. Ma se le faccende sono serie preferisce Vittoria» (Michela Vittoria Brambilla, 23/12/2008).

• «Il governo Berlusconi è un governo di sinistra» (Maria Stella Gelmini, 1/12/2008).

• «Franco, schietto, sereno» (Maria Stella Gelmini, 1/12/2008).

• «Berlusconi è privo di pregiudizi, ha una fiducia enorme nel genere umano e nelle persone, sa motivarle, sa cogliere i talenti ed è molto liberale. intelligente, pragmatico, generoso e leale. Ama l’Italia ed è un servitore dello Stato» (Maria Stella Gelmini, 1/12/2008).

• «Berlusconi è come Videla» (Anotnio Di Pietro, 14/11/2008).

• «Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perchè la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perchè non ha una struttura partitica» (Licio Gelli, 1/11/2008).

• «Berlusconi è il mio presidente. Ha creduto in me. Mi ha permesso di fare politica. E’ un innovatore. Una persona che ha fiducia nei giovani e valorizza le loro competenze» (Laura Ravetto, 6/11/2008).

• «Comunque confesso. Sono attratta da Berlusconi. Ma dal suo cervello, non dal suo potere, giuro. Le ho detto la verità, oggi. (…) L.R. » (Laura Ravetto, 6/11/2008 in un sms a Pierluigi Diaco che l’aveva intervistata 6 ore prima).

• «Non sono fazioso è che tutte le notti sogno Berlusconi» (Emilio Fede, 15/10/2008).

• «Sono un saragatiano di ferro, se stimo Berlusconi è perché lo conosco. Dopo l’ultimo compleanno di sua madre, ci ha portato a passeggiare per Milano fino a tarda notte: ricordava i luoghi d’infanzia, parlava di fiori, sembrava un bambino. generoso, onesto. Si stanca per noi» (Emilio Fede, 15/10/2008).

• «Berlusconi ha cambiato la mia vita: ma lo sa quanto guadagnavo in Rai? 20 milioni, facevo le serate per arrotondare, Berlusconi me ne offrì 600. Gli chiesi: quanto devo lavorare? Un anno". Sospira: "Prima, quando non si occupava di politica, ci sentivamo, mi chiedeva consigli, ora lo sento poco, però mi chiama per il compleanno, se ne ricorda sempre. Spero di vederlo adesso che ha comprato la villa sul lago, è vicina alla mia» (Mike Bongiorno).

• «Io non sono moralista! Non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi... ma tu non puoi mettere alle pari opportunità una [Mara Carfagna] che sta là perché t’ha succhiato l’uccello... Se ne deve andare! Non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle pari opportunità. Perché questo è uno sfregio» (Sabina Guzzanti, 08/07/2008).

• «Se b. avesse voluto davvero fare lo spiritoso anziché lo sborone ignorante come al solito avrebbe detto che lui usa lo stesso fondo tinta di obama» (Sabina Guzzanti, 08/11/2008).

• «Io credo che sarebbe ora di dire che è semplicemente uno sciocco. [...] Fa il commento più sciocco, non voglio neanche dire che sia una gaffe: è il commento più frivolo, più superficiale, meno colto, meno politico, meno serio. È come... come quando fa le corna nelle fotografie di gruppo, è una persona che non è all’altezza di rappresentare un paese: ma non l’Italia, qualunque paese» (Michele Serra sul commento di silvio Berlusconi sull’abbronzatura di Obama, 06/11/2008).

• «Un non politico che si occupa del Paese come fosse la sua azienda. A Pratica di Mare ha messo la parola fine alla guerra fredda, l’Ue lo sta seguendo per uscire dalla crisi finanziaria, è stato decisivo per il conflitto in Georgia. La storia riconoscerà la sua grandezza» (Emilio Fede, 15/10/2008).

Berlusconi ha detto:

• «La mia presenza è stata determinante. Ci ho messo la faccia» (a Villa San Martino, mentre apparecchiava la tavola per Formigoni e la Moratti, commentando la vittoria in Sardegna).

• «Si è fatto fuori da solo» (dimissioni di Veltroni).

• «Volevo chiamarlo, poi m’è passata la voglia» (dimissioni di Veltroni e sue relative dichiarazioni contro il Cav).

• «In 15 anni mi sono confrontato con sette leader diversi e sono andati tutti a casa. Arriverà l’ottavo e non credo vorrà tradire la regola» (in attesa del nuovo segretario del Pd. I sette leader sono: Amato, D’Alema, Fassino, Occhetto, Prodi, Rutelli, Veltroni. Molte vignette ispirate alla frase).

• «Povero Veltroni? E l’altro che stava già con i chiodini in bocca pronto a crociffigermi?» (rispondendo a un “povero Veltroni” della Moratti. L’“altro in questione” è Fini).

• «La nazionalizzazione delle banche è tra le ipotesi su cui ci stiamo esercitando» (giovedì 19 febbraio, dopo l’incontro con Gordon Brown. Mentre la Borsa crollava, ha specificato che la questione non riguardava l’Italia).

• «Gran parte della crisi è per colpa vostra» (giovedì 19, rivolto ai giornalisti, accusati di esagerare nel dipingere a tinte fosche la situazione).

• «Non so niente di corvi. Io m’intendo solo di farfalle e pesciolini» (in margine all’accusa rivolta dal ministro Scajola alla Marcegaglia di essere un corvo che peggiora sempre i dati sulla situazione economica del Paese).

• «Non farò come quel dittatore che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi apriva lo sportello e diceva "C´è una bella giornata fuori, andate a giocare". Fa ridere ma è drammatico...» (il ministro degli Esteri argentino ha convocato Stefano Ronca, ambasciatore italiano a Buenos Aires, per esprimere «profonda preoccupazione»).

• «Non sono preoccupato perché in appello la sentenza sarà sicura al cento per cento» (dopo la condanna a quattro mesi dell’avvocato inglese David Mills per corruzione in atti giudiziari: la posizione di Berlusconi, accusato di aver versato 600 mila dollari all’avvocato, è stralciata per via del lodo Alfano).

• «I tempi del Parlamento si commentano da soli» (spiegazione del perché, relativamente alle norme anti-stupro varate venerdì 20, sia stata scelta ancora una volta la via del decreto-legge).

• «Lei vuole proprio ricordarmi che sono invecchiato! Presiedo il G8 per la terza volta, nessuno prima di me lo ha fatto»

• «Ho deciso di impegnare tutto me stesso in politica per preservare il mio Paese da un’ipotesi comunista»

• «In Italia la giustizia è negata. Nonostante una quantità impressionante d’indagini, perquisizioni e processi, sono sempre uscito innocente» (a Le Figaro alla vigilia dell’incontro con Sarkozy).

• «Aspetto dal 3 giugno del 2008, sarebbe ora d’approvare questa legge o no?» (ai suoi sulla legge sulle intercettazioni. Berlusconi voleva il voto di fiducia alla Camera, Alfano e Vito l’hanno dissuaso: troppe perplessità).

• «Questa Ue sta procedendo con politiche dell’altro secolo, è necessario cambiare le regole» (a Sarkozy sull’Unione europea).

• «Sapevo più parole delle canzoni francesi io che lui, una volta abbiamo fatto una gara e ho vinto» (a Sarkozy su Chirac).

• «Sentiamo adesso le domande che sono state combinate » (ai giornalisti dopo l’incontro con Sarkozy).

• «La nazionalizzazione delle banche italiane non è in alcun modo ipotizzabile » (la settimana scorsa ne aveva parlato con Gordon Brown. Dopo il crollo della Borsa di Milano aveva specificato che la sua proposta non riguardava l’Italia).

• «Io sono l’ultimo degli italiani, visto che lavoro giorno e notte» (al sindaco di Rieti che non l’aveva riconosciuto al telefono).

• «Per uscire dalla crisi bisogna essere ottimisti» (durante la «ricognizione» dei negozi romani).

• «La mia popolarità non può che diminuire» (a El Mundo).

• «Presenteremo una proposta di legge per dimezzare il numero dei parlamentari. La maggior parte delle votazioni dovrebbe tenersi nelle commissioni » (intervenendo all’assemblea Verso il Pdl).

• «Come mai insiste così sul Colle? Forse ci vuole andare lui» (sulle parole di Fini al El Pais).

• «Lavatevi bene i polpastrelli » (ai suoi sul voto sulla legge sulle intercettazioni).

• «Bra-vis-si-mo. Potrebbe essere il mio successore» (su Aflano).

• «Non ne posso più di vedere in tv le solite facce» (su Cicchitto, Bonaiuti, Bocchino).

• «Se non ci fosse, mollerei» (su Letta).

• «Va bene la trasparenza, ma devi fare qualcosa» (a Fini sul sistema anti pianisti durante il pranzo alla Camera. Prima di andare alla Camera Berlusconi è andato a vedere il plastico della Maddalena a Villa Doria Pamphili).

• «Laggiù ne abbiamo combinate di tutti i colori» (sulla Libia parlando dell’accordo con Gheddafi).

• «I tempi sono tali per avere percorsi più brevi e decisioni più immediate» (sulla lentezza del Parlamento).

• «Gioca da solo, non intendo seguirlo» (dopo la proposta di Tremonti di affidare alla Bce la vigilanza sulle banche).

• «Ottimo, sono molto soddisfatto» (a Fini dopo lo scioglimento di An).

• «Sono stato presidente – operaio, presidente – imprenditore, non avrei mai immaginato di essere presidente – ferroviere: adesso mi si regali il Frecciarossa» (nella cabina di guida del treno durante il viaggio inaugurale).

• «Bisognerebbe avere tutti la voglia di reagire, di impegnarsi e magari di lavorare anche di più» (sulla crisi economica).

• «Non mi considero immortale, spero anzi che si formi una classe dirigente di giovani che possa presto consentirci il meritato riposo» (sulla successione alla guida del Pdl).

• «È come una metastasi. Bisogna reagire perché altrimenti non ci saranno più imprese, italiane o straniere, disposte a lavorare nel nostro Paese» (sulla magistratura).

• «Il testo circolato non è quello a cui ho lavorato io. Conteneva cose complicate, sono intervenuto sfoltendo il tutto» (sul piano casa).

• «È persona per bene e di buon senso» (su Paolo Garimberti alla vigilia della sua elezione alla presidenza della Rai).

• «Chi perde il lavoro non stia con le mani in mano, si trovi qualcosa da fare. Se fossi licenziato, farei così» (a Napoli dopo l’incontro con i lavoratori della Fiat di Pomigliano d’Arco).

• «Siamo veramente indietro su tutto. In Parlamento (mima con le dita il gesto di spingere i tasti per votare, ndr) si è lì ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non si conosce nulla. Quando ho fatto il paradosso del capogruppo che vota per tutti era per dire che gli altri sono lì per fare numero» (ad Acerra sulle lungaggini burocratiche).

• «Non volevo offendere illavoro dei parlamentari, sono stato male interpretato » (a Fini poco dopo).

• «Per l’apertura avevo bisogno di ricordare che cosa è successo in questi 15 anni. Adesso dovrò rivolgermi a tutti gli elettori, dare loro un nuovo sogno» (ai suoi sul discorso da pronunciare in chiusura del congresso fondativo del Pdl).

• «Tutte le volte che si cambia la direzione del Corriere la colpa è sempre del premier» (la Repubblica 25/3).

• «Al premier vanno attribuiti maggiori poteri rispetto a quelli attuali di fatto inesistenti, finti».

• «Per le europee non ho esitazione a impegnarmi in prima persona. Sarebbe bello se anche il leader dell’opposizione, se esistesse, facesse altrettanto» (in chiusura del congresso fondativo del Pdl).

• «Dovrei fare un faccia a faccia con uno che sa solo insultarmi? Non esiste. E poi non ho ancora capito chi comanda a sinistra. Non credo che lui sia il vero leader. Dietro la sua faccia ci sono i soliti del Pci» (su Franceschini che gli aveva proposto un faccia a faccia in tre round).

• «Tutti possono essere miei successori. Spero che quando un successore avanzerà, io possa godermi qualche anno di riposo. Senza poteri, però, sto molto male» (sulla successione alla guida del Pdl).

• «Che ne pensate di Minzolini? È chiaro che l’ultima parola per quella posizione spetta a me» (durante la riunione a palazzo Grazioli sulle nomine Rai, “quella posizione” è la direzione del Tg1).

• «Prima non hanno previsto nulla. Poi fanno le previsioni un giorno sì e uno no. Ma statevi zitti!» (dopo le stime Ocse sulla disoccupazione).

• «Gli imprenditori devono lavorare di più. Se io stessi in cassa integrazione non starei in casa a girarmi i pollici» (alla vigilia del G20).

• «Non siamo qui per dividerci, l’obiettivo è arrivare a conclusioni condivise» (durante la discussione tra Sarkozy e Brown a proposito delle conclusioni del summit londinese).

• «Si deve tirare su le maniche per fare uscire il mondo dalla crisi visto che la crisi arriva proprio dall’America» (su Obama).

• «Ha lo sguardo acchiapponico» (su Obama. Una nota di palazzo Chigi ha poi spiegato che il premier parlava dell’inviato della Repubblica).

• «Mister Obamaaa», urla Berlusconi dopo la foto di gruppo a Buckingham Palace. Il presidente americano si gira e il premier insiste:«I’m mister Berlusconi». La regina si volta, allarga le braccia e chiede: «What is it? Why does he have to shout?».

• «Mio padre diceva che chi vuole fare il male ha tre scelte: il delinquente, il pm o il dentista» (il 19/4 durante la conferenza stampa all’Aquila. Il presidente dell’Anm, Luca Palamara, ha risposto: «Mio padre diceva di rispettare le regole e di avere fiducia in chi è chiamato a svolgere il controllo di legalità»).

• «Sto riflettendo. Probabilmente ci sarò anch’io» (dopo l’invito di Franceschini a partecipare alle celebrazioni per il 25 aprile).

• «Voglio giovani da mandare al Parlamento europeo» (sui candidati alle europee).

• «Credo ci sia bisogno di dire qualcosa perché di questa festa non se ne appropri soltanto una parte» (dopo l’annuncio di partecipare alle celebrazioni per il 25 aprile).

• «Sarei il più interessato al referendum perché in questo modo il Pdl potrebbe raggiungere il 55% ma non sarebbe esteticamente apprezzabile che io me ne interessassi» (sul referendum. La consultazione si terrà il 21 giugno).

• «Molte di voi non lo sanno, ma alcune saranno candidate» (alle 25 potenziali candidate alle prossime europee riunite in via dell’Umiltà. Tra loro Angela Sozio, la rossa del Grande Fratello che il settimanale Oggi immortalò a Villa Certosa mano nella mano con il Cavaliere, Camilla Ferranti, ex tronista di Uomini e Donne, Eleonora Gaggioli (Elisa di Rivombrosa), Barbara Matera, ex Letteronza di Mai dire goal ecc.).

• «So bene che quelle parole erano rivolte a me ma non voglio aprire un fronte con il Quirinale» (dopo la Lectio magistralis del Capo dello Stato al Regio di Torino).

• «Faremo qui, in questa caserma, il G8. I 220 milioni che risparmiamo li investiamo nella ricostruzione. I no global non avranno il coraggio di venire a fare casino qui» (al Governo riunito alla scuola ispettori della Guardia di finanza di Coppito).

• «Non c’è motivo, non serve più» (sulla possibilità di usare la parola “comunista” nel discorso sul 25 aprile).

• «Hanno pensato di sfidarmi, dovevo accettare» (ai suoi dopo la cerimonia del 25 aprile ad Onna).

• «Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge, sarà ritirato» (al Salone del Mobile di Milano sul disegno di legge che prevedeva la parificazione tra partigiani e repubblichini della Rsi).

• «Acerra funziona benissimo. Bisogna arrivare all’appalto di altri quattro termovalorizzatori in Campania e a una legge che impedisca di lordare i luoghi pubblici» (in Prefettura a Napoli a un mese dall’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra).

• «Il referendum dà un premio di maggioranza al partito più forte. Vi sembra che io possa votare no?» (sul suo voto al referendum per modificare l’attuale legge elettorale).

• «La signora è caduta nella trappola dei giornali della sinistra, mi spiace» (a Varsavia sulle parole di Veronica Lario a proposito della candidatura di veline e showgirls alle elezioni europee [vedi sotto, ndr]. Tra Berlusconi e la moglie non c’è stata alcuna telefonata di chiarimento).

• «Bloccate tutto. Togliete quei nomi, sostituiteli e poi mandatemi le liste per l’ok definitivo» (nella telefonata fatta da Varsavia a via dell’Umiltà alle 22.20 del 29/4 dopo le parole di Veronica Lario).

• «Vogliamo rinnovare la nostra classe politica con persone che siano colte e preparate. E che magari non siano maleodoranti e malvestite come altri personaggi che circolano nelle aule parlamentari» (sulle candidate alle europee. Nelle liste del Pdl ci saranno Lara Comi, Licia Ronzulli e Barbara Matera).

• «Io speriamo che me la cavo» (sulla ricostruzione in Abruzzo)

• «Dobbiamo essere durissimi e inflessibili» (al suo avvocato, Niccolò Ghedini, che alle 22 del 2/5 l’ha avvisato della decisione della moglie di chiedere il divorzio).

• «Dovrà chiedermi scusa pubblicamente. È la terza volta che in campagna elettorale mi gioca uno scherzo di questo tipo» (sulla moglie dopo la richiesta di divorzio).

• «Non possiamo candidare tutte Rosy Bindi» (sulle candidate alle europee nelle liste Pdl).

• «È una vicenda personale che mi addolora, mi pare doveroso non parlarne» (ufficializzando la rottura con «la signora»).

• «Temo che questa storia possa farmi perdere voti» (ai suoi. Il premier teme che un secondo divorzio possa avere un effetto boomerang sugli elettori cattolici).

• Sono molto orgoglioso di uno dei miei nipotini. A un anno sa contare fino a 15, conosce i nomi di tutti i fiori. Io lo chiamo il mio piccolo Dalai Lama» (il 5/5 a Bruno Vespa a Porta a Porta [trasmesso in prima serata, ndr] sul nipotino Alessandro).

• «Amo la Finlandia e le finlandesi, purché siano maggiorenni» (durante la cerimonia per Roma Capitale in Campidoglio).

• «Presidente, posso assicurarle che è tutta una montatura» (a Giorgio Napolitano sul suo divorzio. Il capo dello Stato non ha risposto).

• «La sinistra aveva aperto le porte, la nostra idea è invece accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico» (presentando il bilancio della politica estera del Governo. Roberto Calderoli ha proposto di consegnare al Cavaliere «la tessera della Lega perché si è “pontidizzato”»).

• «A Fini sta stretto il ruolo di presidente della Camera, coglie ogni occasione per ritagliarsi uno spazio» (ai suoi dopo che il presidente della Camera aveva detto che «l’Italia deve stabilire se tra chi viene respinto c’è qualcuno che ha diritto a chiedere asilo»).

• «Di solito su questi barconi di gente che ha diritto d’asilo non ce n’è» (da Sharm El Sheik commentando la lettera che l’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu ha inviato all’Italia per esprimere «grave preoccupazione» sul rinvio in Libia di migranti intercettati o soccorsi in mare).

• «Entro il I novembre saranno realizzate abitazioni per 13mila persone» (sulla ricostruzione in Abruzzo).

• «Siete veline? Allora facciamo la foto. Domani diranno che sono venuto qui a trovare una spasimante» (sabato 16 mentre si trovava a Taormina con i figli Piersilvio, Marina e Luigi a due ragazze che insistevano per fotografarlo).

• «Stavolta Ignazio ha proprio esagerato. Deve smetterla» (a Frattini dopo che La Russa aveva detto che l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati «non conta un fico secco» e che la sua portavoce italiana Laura Boldrini è «disumana o criminale»).

• «Cosa vorrebbero, che morissi in un attentato? Cosa dovrei fare, scomparire? Vogliono che molli tutto e che mi dimetta?» (ai suoi dopo la deposizione delle motivazioni che hanno portato alla condanna dell’avvocato Mills).

• «È mia intenzione intervenire in Parlamento appena avrò tempo. In quella sede dirò finalmente quello che penso a proposito di certa magistratura» (in conferenza stampa all’Aquila sul caso Mills. Il premier riferirà dopo le europee).

• «Non rispondo, almeno sino a quando il suo giornale non cambia atteggiamento» (nella stessa occasione all’inviato della Repubblica).

• «Non perdo tempo a parlare con lei: lei è in una posizione di pregiudizio: o vado via io o va via lei...» (nella stessa occasione all’inviata dell’Unità).

• «Ci sono 630 deputati, ne basterebbero 100 […] Dovremo arrivare a un ddl di iniziativa popolare: non si può chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale» (all’assemblea annuale di Confindustria sul numero dei parlamentari. Prima dell’intervento Berlusconi si è tamponato il viso con il fondotinta).

• «La doppietta Noemi-Mills elettoralmente farà male a chi l’ha sparata» (il 24/5 a Gaetano Pedullà, direttore della tv romana T9).

• «È il liquidatore del Pd. Quando va in giro, nessuno gli va incontro, io sono sommerso da manifestazioni d’affetto» (su Dario Franceschini).

• «Tra un po’ questa storia non interesserà più a nessuno, rimarranno loro a farsi quelle dieci domande» (ai suoi sui quesiti della Repubblica).

• «Non c’è nulla, nulla di nulla che sia minimamente negativo» (alla Cnn sui suoi rapporti con la giovane Noemi Letizia).

• «Le ministre non mi difendono» (ai suoi lamentando l’atteggiamento delle donne del Governo).

• «Ho sempre cercato di tenervi fuori dalla politica. Stavolta vi chiedo uno sforzo. Dovete rispondere voi a questa cosa tanto ignobile» (ai suoi figli dopo le parole di Franceschini).

• «Mai avuti rapporti piccanti con le minorenni. Se fosse successo, mi sarei dimesso immediatamente» (su Noemi in conferenza stampa dopo l’incontro con il presidente dell’Abruzzo, Gianni Chiodi).

• «Sono il campione degli imputati. Nella magistratura ci sono grumi eversivi» (all’assemblea di Confesercenti).

• «Quando si vuole ribaltare la decisione popolare e sostituire chi è stato eletto dal popolo, questo si chiama con una parola sola: volontà eversiva ed eversione» (All’Aquila sulla magistratura).

• «Non vorrei entrare nell’argomento. Si è veramente toccato il fondo con questa intrusione nel privato» (il 30/5 a Bari sulle foto scattate nella sua villa di Porto Rotondo).

• «La carta dei valori della sinistra è Novella 2000» (intervistato da Barbara Palombelli su Radio2).

• «Presidente, a destra non posso guardare, a sinistra mi è sempre risultato difficile» (parlando del suo torcicollo al presidente Napolitano durante il ricevimento per la festa della Repubblica).

• «Ha creato enormi problemi agli imprenditori, andrebbe riformata creando un vero presidente del Consiglio europeo» (a Firenze sull’Unione Europea).

• «Ti ringrazio ma, sai, andare alle feste di compleanno in questo periodo non butta bene» (a un bambino che durante la parata del 2/6 l’aveva invitato alla sua festa di compleanno).

• «Sono nella tranquillità più assoluta, abbiamo seguito la regole» (il 3/6 a Porta a Porta a proposito dell’apertura di un fascicolo al Tribunale dei ministri sui voli di Stato).

• «Camminando per strada, per il numero di persone non italiane, sembra di essere in una città africana» (al Palaghiaccio di Milano sugli stranieri in città).

• «Franceschini chiede la pace fra palestinesi e israeliani al genio della lampada. Il genio risponde: è irrealizzabile, fammi una seconda richiesta. Fammi diventare intelligente come Berlusconi. Replica il genio: torniamo alla prima richiesta» (Berlusconi l’ha raccontata il 2/6 a Prato).

• «Qualcuno pensava di mettermi in difficoltà con la storia di Noemi, poi ci hanno provato i giornali stranieri. Non riusciranno a scalzarmi» (nella notte tra domenica e lunedì mentre seguiva i risultati delle europee).

• «In Sicilia abbiamo perso più di 800mila voti per colpa dei nostri che si sono messi a litigare. Il resto me l’ha fatto perdere mia moglie» (commentando i risultati elettorali).

• «Non è opportuno un sostegno diretto» (in una nota della presidenza del Consiglio a proposito del referendum sulla legge elettorale).

• «Ho fatto tutto io. Se non mi fossi candidato, sarebbe andato peggio. E ora si lamentano pure» (al suo staff sul risultato delle elezioni).

• «Oggi si è chiusa una lunga pagina dolorosa» (accogliendo Gheddafi all’aereoporto di Ciampino).

• «Siamo un governo di poche parole e molti fatti» (all’assemblea di Confartigianato).

• «È un gesto dovuto» (sulla scelta di Fini di annullare il convegno alla Camera cui avrebbe dovuto partecipare anche il leader libico).

• «Scappo perché sto combinando un matrimonio tra Noemi e l’avvocato Mills. Porterò come dono un viaggio sui voli di Stato, naturalmente gratis» (l’11/6 all’assemblea di Confartigianato).

• «Su quattro calunnie messe in fila contro di me, le veline, le minorenni, Mills, i voli di Stato, hanno costituito una campagna di scandalo. Credo sia un comportamento colpevole, un progetto eversivo: la finalità è costringere a far decadere un presidente eletto dagli italiani» (ai giovani di Confindustria riuniti a Santa Margherita Ligure).

• «È come il nonno: gli piacciono le minorenni» (a Portofino sul nipote Alessandro, 18 mesi).

• «Avete qualcosa da dire a Obama? Io vado, bello e abbronzato» (all’aeroporto di Genova prima di partire per Washington).

• «È un grande amico, a me piace personalmente e i nostri popoli si amano» (su Obama dopo dopo l’incontro alla Casa Bianca. Berlusconi e il presidente americano hanno parlato del G8, dei detenuti di Guantanamo e del rinnovo dell’impegno internazionale in Afghanistan e Pakistan).

• «Spazzatura. Tutto si svolge secondo una cronologia molto chiara. Io comunque vado avanti: sono il presidente del Consiglio voluto dagli italiani, nessuno può pensare di azzopparmi» (ai suoi dopo le notizie sull’inchiesta di Bari).

• «Non c’è niente da chiarire, è tutta spazzatura. Io di spazzatura me ne intendo. A Napoli già l’ho fatta fuori, farò fuori anche questa» (sull’inchiesta in Puglia, alla fine del Consiglio europeo).

• «Mi fate disgusto. Siete dei poveri comunisti» (ai contestatori di inisello Balsamo chiudendo la campagna elettorale).

• «Non la vendo. Lo dicono i giornali, io non li leggo» (sulla possibilità di vendere villa Certosa).

• «Pensavano di spazzarmi via. Invece anche stavolta gli Italiani si sono schierati dalla mia parte» (ai suoi dopo i ballottaggi).

• «Non m’interessa. Se e quando verrà il momento, il nostro candidato sarà Gianni» (ai suoi sulla presidenza della Repubblica. Letta ha risposto: «Silvio, parliamo d’altro»).

• «C’è qualcuno che conosceva molto bene la data delle elezioni a Bari e che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora» (ad Alfonso Signorini su Patrizia D’Addario).

• «Non cambio. Gli italiani mi vogliono così: ho il 61% di gradimento. Sentono che sono buono, generoso, sincero, leale e che mantengo le promesse» (in conferenza stampa a L’Aquila).

• «Bisogna chiudere la bocca ai catastrofisti» (illustrando il nuovo pacchetto di misure anti-crisi).

• «Non c’è alcun motivo per pensare al perdurare della crisi» (a Corfù dopo il Consiglio Nato – Russia).

• «Prima, con Prodi, sui voli di Stato pagavate, ora con me viaggiate gratis… La prossima volta (alle feste, ndr) invito anche voi, così potrete apprezzare la qualità degli spettacoli» (nella stessa occasione ai giornalisti italiani).

• «Il mio governo è il più stabile e sicuro di tutto l’Occidente. Non vedete che la gente è con me? Dovunque io vada si fermano le strade» (a Napoli presentando il programma del G8).

• «Penso che sia logico che un capo dello Stato rivolga un invito del genere e mi sembra che sia logico che venga anche accolto» (dopo l’appello del presidente della Repubblica che ha chiesto una tregua nelle polemiche politiche in vista del G8).

• «L’Iran sarà il primo argomento del G8» (sulla possibilità che a L’Aquila si decidano sanzioni contro l’Iran).

• «È gente organizzata dalla sinistra, è la Cgil a mandarli. La stragrande maggioranza degli italiani è con me. L’opposizione non esiste» (ai suoi dopo le contestazioni di Viareggio).

• «L’ho voluta fortemente per dare sicurezza ai cittadini» (dopo che il ddl sulla sicurezza è diventato legge).

• «Accompagnerò il cancelliere Angela Merkel in visita a Onna e il presidente Barack Obama alla Chiesa di Santa Maria della Concezione in Paganica e nel centro della città perché vedano i danni del terre moto» (sul programma del G8).

• «Le imprese non devono dare pubblicità a quotidiani che alimentano la paura della crisi» (al workshop del Tesoro all’Aquila sulla stampa).

• «È chiusa per invidia. Non ho più voglia di stare lì» (su villa Certosa. Dopo il G8, il premier ha trascorso un giorno di riposo ad Arcore. Ha risposto al telefono soltanto al presidente russo Medvedev).

• «Quel provvedimento serve. Quelle risorse sono indispensabili. Giulio trovi il modo di reperirle. Decida lui come» (sullo scudo fiscale).

• «La missione di pace in Afghanistan è necessaria per la stabilità di un’area strategica» (dopo la morte del caporal maggiore Alessandro Di Lisio, vittima a Farah di un attentato mentre era a bordo di un mezzo blindato).

• «La stabilità dei conti pubblici, la coesione sociale, la garanzia della liquidità e del credito alle imprese erano gli obiettivi del governo per questo primo anno di legislatura: sono stati in gran parte raggiunti e resteranno nei prossimi tre anni» (dopo il varo del Documento di programmazione economica e finanziaria 2010 2013).

• «Me l’aspettavo. Lui annuncia la tregua per il G8 e poi la rompe. Cerca in tutti i modi di condizionare la nostra azione politica. Lo ha già fatto con le intercettazioni. Ma noi andremo avanti lo stesso. Intanto un provvedimento come questo, fortemente voluto dalla gente che non ne più degli immigrati e della mancanza di sicurezza, è comunque diventato legge» (ai suoi dopo la lettera con cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso perplessità su alcune parti del testo sulla sicurezza).

• «Il nostro gradimento è tornato altissimo, siamo al 57% come governo, nessuno fra i paesi occidentali sta a questo livello. Il presidente del Consiglio è arrivato addirittura al 68,4%. Adesso dobbiamo pensare a un nuovo programma per il prossimo anno» (annunciando il conclave di governo della durata di due giorni che si terrà la prima settimana di agosto nella caserma della Guardia di Finanza a Coppito).

• «Ci diciamo tutto in maniera esplicita, c’è un rapporto assolutamente positivo e di estrema cordialità» (parlando del suo rapporto con il capo dello Stato).

• «Se restate qui a lavorare con i muratori sarebbe la prima cosa buona che fate nella vita» (ai giornalisti che lo accompagnavano nella visita di un cantiere a L’Aquila. Il premier ha assicurato che prima dell’inverno 15mila sfollati riceveranno una casa).

• «A Milano ci sono troppi graffiti, troppa sporcizia. Io ho girato il mondo, ho fatto parecchi G8 e ho verificato che gli altri Paesi hanno una fortissima cura per la città» (al sindaco di Milano Letizia Moratti intervenendo telefonicamente agli Stati generali dell’Expo 2015).

• «Non ho cambiato idea, vado per controllare dei lavori e per chiudere» (su Villa Certosa. Il premier trascorrerà le vacanze tra Arcore e la caserma di Coppito. A settembre andrà in pellegrinaggio da Padre Pio).

• «Idea eccellente, spero venga ripresa da tutte le amministrazioni» (sull’ordinanza di Letizia Moratti, sindaco di Milano, che vieta vendita e consumo di alcol ai minori di 16 anni).

• «Lasciamo che questa cosa, questa infamia, si spenga da sola. Io di certo non mi farò condizionare

• ignoriamoli» (al suo avvocato, Niccolò Ghedini, dopo la pubblicazione sull’Espresso e sul sito web della Repubblica delle registrazioni fatte da Patrizia D’Addario a palazzo Grazioli).

• «A casa mia non sono venute solo veline, ma anche famiglie e capi di Governo. È vero, non ho fatto togliere i cellulari ai miei ospiti perché finché ci sono io non possono accadere cose ineleganti, perché io sono una persona di cultura, di buon gusto e di eleganza. E non si dica che a casa mia si facevano cose disdicevoli» (nella stessa giornata a Roma prima di parlare alla Camera alla direzione del Pdl).

• «Siamo l’unico governo nella storia del Paese che ha aumentato il proprio consenso grazie alle cose fatte: io sono al 68%, il governo al 56. In Abruzzo abbiamo fatto miracoli, fra poco saranno pronte le prime case. In quei giorni non ho dormito per 44 ore di fila e ho preso 21 caffè» (nel suo discorso di 45 minuti davanti ai vertici del partito. Il premier è poi tornato a palazzo Grazioli per ricevere Emma Marcegaglia. Prima ha mangiato un gelato al Pantheon. Gusto caffè).

• «Si diano tutti una calmata, sono io che garantisco per tutti, io rappresento il punto di mediazione» (dopo che Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Comitato interministeriale per la programmazione economica, aveva ipotizzato la nascita di Forza Sud).

• «Con Bossi ci parlo io ma va dato immediatamente un segnale agli americani, a Obama» (al ministro Franco Frattini dopo che il leader del Carroccio a proposito dei soldati italiani impegnati in missione aveva detto: «Li riporterei tutti a casa»).

• «Non prenderemo più giocatori sopra i 30 anni anche perché guadagnano molto. Punteremo su chi ha meno di 23 anni» (a Daniele Marantelli, deputato del Pd tifoso del Milan, sui prossimi acquisti della squadra)

• «Ho questo male che mi affligge da tempo, andrò nove giorni da quelli che fanno dimagrire» (il 29/7 ai senatori del Pdl sulle sue vacanze)

• «Prepareremo un piano Berlusconi per il Sud. Lo annunceremo nel prossimo Consiglio dei ministri, poi lo presenteremo in tutte le sue particolarità al ritorno dal periodo feriale» (dopo lo sblocco da parte del Cipe di quattro miliardi di euro per la Sicilia. Alcuni ministri hanno chiesto risorse anche per altre aree, il premier ha risposto

• «La priorità è la Sicilia»)

• «Il mondo dello spettacolo deve uscire dall’assistenzialismo e dall’elemosina pubblica. Deve vivere con le proprie forze, non possiamo però nel frattempo far chiudere la Scala e altri teatri. Prometto che il fondo sarà incrementato» (annunciando che il Governo interverrà con un decreto per incrementare i fondi Fus. La somma sarà lontana dai 60 milioni richiesti dai lavoratori del mondo dello spettacolo)

• «Le abitazioni saranno immerse nel verde, con torte gelato nei frigoriferi e lenzuola cifrate» (parlando a Radio Gioventù delle case che saranno consegnate ai terremotati dell’Aquila).

• «Extra ecclesiam nulla salus: fuori dal Pdl non c’è salvezza» (a Coppito sul partito del Sud ipotizzato da Miccichè)

• «Avete sentito l’ultima della D’Addario? Sostiene che Berlusconi non sia affatto un angelo, però scopi da Dio!» (il 30/7 ai deputati del Pdl ricevuti a Palazzo Grazioli)

• «Coinvolgeremo massicciamente anche le televisioni, dovranno trasmettere spot e documentari per far conoscere la storia d’Italia agli Italiani» (sui festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia).

• «Giulio, da settembre dobbiamo dare al governo un altro segno, imprimere un altro passo. E la svolta la marchiamo proprio con un grande piano per il Mezzogiorno. Dunque, fa’ qualcosa, trova una soluzione, soprattutto trova i soldi, non m’importa come» (il 3/8 al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante un faccia a faccia ad Arcore).

• «Che amarezza, nessuno mi ha avvertito. Un colpo al cuore» (dopo l’intervista della figlia Barbara [vedi sotto, ndr] al settimanale Vanity Fair).

• «Siete più bravi dei giornalisti politici che insistono sempre per fare domande» (il 5/8 ai cronisti sportivi nel corso di una conferenza stampa a Milanello).

• «Ho seguito passo passo la costruzione di questi accordi. Accordi che per l’Italia sono un successo particolare ma che sono importanti per tutta l’Europa. (…) Ho una conoscenza personale con tutti i leader del Mediterraneo, dalla Tunisia alla Libia, dall’Algeria all’Egitto, fino alla Turchia. Anche queste relazioni contano» (il 6/8 ad Ankara dopo la firma dell’accordo bilaterale tra Turchia e Federazione Russa su South Stream, il gasdotto che trasporterà il gas russo in Europa passando per le acque territoriali turche. Alla sua costruzione parteciperà anche l’Eni).

• «Credo che nessun governo ha mai fatto tanto nei primi 14 mesi di vita (…) Mia figlia mi vuole un bene dell’anima e il suo papà non ha nulla di cui deve rimproverarsi né ha qualcosa di cui doversi scusare (...) Non dobbiamo più sopportare, non possiamo più sopportare che la Rai sia l’unica televisione pubblica al mondo che attacchi il governo. La Rai faccia il servizio pubblico e non attacchi né governo né opposizione (...) I giornali continuano a dire che odio le donne. Se c’è qualcosa che adoro sono le donne, anche ministre» (in conferenza stampa a Palazzo Chigi parlando dei primi quattordici mesi della legislatura).

• «Tutti condividono l’esigenza di rapportare retribuzione e costo della vita al territorio. Legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra Sud e Nord risponde a criteri di razionalità economica e di giustizia» (in un’intervista al Mattino sull’ipotesi avanzata dalla Lega di reintrodurre le gabbie salariali).

• «Non esiste da nessuna parte un servizio pubblico pagato dai cittadini che critica il governo e anche il Pd dovrebbe apprezzare un’azienda che non attacca né il governo né l’opposizione. La Rai deve prima di tutto informare, formare e come terzo obiettivo divertire» (intervistato dal nuovo direttore del Gr1 Rai Antonio Preziosi).

• «Se fosse andato lei a Viale Mazzini...» (all’amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi, in una telefonata di cortesia prima delle vacanze).

• «Rendiamocene conto, non esiste più il privato, per nessuno. Io, per quanto mi riguarda, ho fatto tanto e continuo a lavorare nell’interesse del Paese. Merito, sinceramente, di essere lasciato un po’ in pace» (in un’intervista al Giornale).

• «Sulle gabbie salariali non ho mai detto sì. È la solita storia. Si monta una polemica assurda sul nulla. E so anche che adesso diranno che ho fatto retromarcia».

• «Sono dimagrito già cinque chili» (parlando della cura dimagrante che sta portando avanti a Villa Certosa. Assistito dal preparatore atletico del Milan, Giorgio Puricelli, tutte le mattine corre per un’ora, poi fa un stretching e resistenza passiva e infine nuota per 35 minuti in una grotta marina con acqua riscaldata).

• «Il governo metterà in atto un piano a lungo termine e si spera definitivo contro le forze del male, non solo contro la delinquenza diffusa ma anche contro la criminalità organizzata» (il 15/8 a Roma, presentando con il ministro dell’Interno Maroni il risultato ottenuti dal governo nella lotta contro la criminalità).

• «Lo so, lo so che è sua moglie, non si preoccupi che non gliela tocco...» (nella stessa giornata a L’Aquila a un uomo mentre si faceva fotografare con la sua consorte).

• «Bossi fa delle carezze ai suoi elettori. Dobbiamo considerare queste cose come dei messaggi d’amore ai suoi elettori» (dopo le critiche del ministro delle Riforme all’inno di Mameli).

• «Siamo a posto così. Ci sono altre cose da aggiustare, ne ho parlato con Galliani e con Leonardo» (durante la partita tra Milan e Juventus per il Trofeo Luigi Berlusconi).

• «Silvio Berlusconi è una persona come le altre, con un po’ più di lavoro (…) È difficile prendere atto che dopo trent’anni molto è cambiato nella propria vita privata. Soprattutto quando si è vissuta una vera storia d’amore» (sul divorzio da Veronica Lario, ndr) (…) Sono i miei nipoti gli indiscussi amministratori del mio tempo libero. Per loro sono un Nonno Superman (…) Ad Avvenire sono caduti nel tranello delle calunnie contro di me, prendendo per vere notizie false. Io non ho mai intrattenuto relazioni con minorenni e non ho mai organizzato festini. Ho partecipato soltanto a cene certamente simpatiche, ma assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell’eleganza (in un’intervista al settimanale Chi).

• «I compensi dei giocatori sono inammissibili, lontanissimi dalla realtà economica in cui viviamo. Sono fuori da ogni parametro» (sugli stipendi dei calciatori).

• «Mi pare proprio un’altra polemica agostana, io sono il primo a fare le battute e so ridere anche su me stesso. Non drammatizziamo» (dopo che cinque ministri avevano rifiutato l’invito a partecipare alla Festa Democratica in corso a Genova per la battuta su festa e festini di Lino Paganelli).

• «In Italia si può andare allo scontro con tutti, tranne che con la Chiesa» (ai ministri leghisti chiedendo spiegazioni sulla proposta di rivedere Concordato e patti lateranensi per le presunte ingerenze della Chiesa in materia d’immigrazione).

• «Fini? Non ha detto nulla di nuovo, quella è la sua linea» (dopo le parole del presidente della Camera sul testamento biologico e sulla necessità di contrastare le politiche della Lega sull’immigrazione). (Per il caso Boffo e l’annullamento dell’incontro Berlusconi-Bertone vedi Inserto I).

• «In questi giorni non ho mai avuto alcuna conversazione telefonica né con il direttore del Giornale né con altri suoi collaboratori» (il 30/8 prima di volare in Libia per ricordare con il colonnello Gheddafi l’anniversario del trattato italo – libico, a proposito dell’articolo su Dino Boffo pubblicato dal Giornale).

• «Leggo di distanze tra il governo e la Santa Sede: nulla di vero, i nostri dialoghi sono quotidiani» (l’1/9 a Danzica prima della celebrazione del 70˚ anniversario dell’attacco nazista alla Polonia).

• «Non daremo più il nostro voto, bloccando di fatto il funzionamento del Consiglio, ove non si determini che nessun Commissario e nessun portavoce di Commissione possa intervenire più pubblicamente su alcun tema» (a Danzica dopo i rilievi mossi dalla Commissione europea all’Italia sul contrasto all’immigrazione clandestina).

• «Alle dieci domande non rispondo. Se me le avesse poste un giornale che non fosse un superpartito politico, con un editore svizzero e un direttore dichiaratamente evasore fiscale, avrei risposto. In questo caso no. Sulla questione, se io sia malato o meno, beh, basterebbe vedere le cose che ho fatto in questi 15 mesi di governo. Altro che malato, io sono Superman» (a Danzica sulle dieci domande della Repubblica).

• «Trovo disgustosa l’invasione della sfera privata. Quello che non voglio sia fatto a me, non voglio sia fatto ad altri» (dopo le dimissioni di Dino Boffo).

• «Credo possiate leggere sui giornali tutto il contrario della realtà. Abbeveratevi della disinformazione di cui siete protagonisti. Povera Italia, con un sistema informativo come questo» (il 4/9 al termine di una visita al Centro operativo interforze di Centocelle a Roma).

• «A Gianfranco, questa volta, non darò l’occasione per dirmi ancora un no» (il 12/9 prima di entrare al ristorante Biffi di Milano per il pranzo con Fedele Confalonieri e col parlamentare Gregorio Fontana. Il premier ha rinunciato al suo intervento telefonico al seminario della scuola di formazione del Pdl a Gubbio, cui invece ha partecipato Fini. Berlusconi e il presidente della Camera si sono incontrati quella stessa sera a Villa Madama, a Roma, per la cena in onore dei presidenti delle Camere del G8. Tra i due solo una stretta di mano).

• «In tutti questi anni mi ha sostenuto nella mia fatica al servizio degli italiani» (il 12/9 al funerale di Mike Bongiorno).

• «Non c’entro nulla con quello che ha scritto Feltri ma non potevo dissociarmi in pubblico per l’ennesima volta, sarebbe stato ridicolo» (ai suoi dopo l’articolo del Giornale in cui si faceva riferimento a un presunto dossier a luci rosse che coinvolgerebbe collaboratori dell’allora presidente di An. Fini ha querelato il quotidiano e il suo direttore).

• «Consegno a lei la chiave con l’augurio che questo sia un nido d’amore per una nuova vita. Qui avete tutto quello che potrà servirvi per crescere i vostri figli finché non sarà ricostruita Onna» (il 15/9 inaugurando il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal terremoto del 6 aprile).

• «È delinquenziale parlare di rischio per la libertà di stampa. Siamo circondati da troppi farabutti nella politica, nella stampa e nella televisione. La vera distorsione dell’informazione sta nel fatto che la Rai, pagata con i soldi dei cittadini, è l’unica azienda televisiva al mondo che attacca la maggioranza di governo. Io non guardo la tv perché accendendo la Rai c’è solo Berlusconi che è il simbolo del male, ma gli italiani lo sanno e mi danno il 68% dei consensi» (il 15/9 a Porta a Porta).

• «Tutti i Paesi Ue hanno convenuto che dobbiamo riunirci per parlare di Afghanistan e farci carico dello stesso peso per aiutare questo Paese (…) Avevamo già previsto una forte riduzione: proseguiremo in questa direzione» (dopo la morte dei sei parà italiani uccisi in un attentato in Afghanistan).

• «Siamo gli unici in grado di governare, saremo qui per sempre (…) Togliete quel cartello! Non volete far vedere che sono bello? Volete limitare il potenziale delle mie fidanzate (…) Vado avanti a parlare, se avete pazienza e culo (…) Abbiamo un’opposizione che inneggia a meno 6, che brucia la bandiera americana e la bandiera di Israele: vergogna, vergogna, vergogna» (il 27/9 a Milano alla prima Festa della Libertà. Il portavoce di Palazzo Chigi, Paolo Bonaiuti, ha poi spiegato che Berlusconi faceva riferimento alle frange extraparlamentari. Sulla questione il presidente della Repubblica ha detto: «C’è un larghissimo sostegno alle missioni di pace all’estero e ne sono parte integrante le forze fondamentali dell’opposizione»).

• «Chiamatemi più spesso, così mi sento meno solo» (il 29/9 a Unomattina. Stefano Ziantoni gli ha risposto

• «Siamo qui ogni mattina, questa è anche casa sua»)

• «Signora, in bagno le abbiamo messo anche il phon. Ma solo per lei, io sono a posto» (consegnando le chiavi di una delle 500 case antisismiche di Bazzano).

• «Avete lavorato su tre turni. Adesso potete riposarvi ma fate l’amore sempre su tre turni al giorno […] Lo sapete come fa l’amore Bossi con una donna? La lega […] Una signora in America mi ha detto che dimostro 50 anni. La sto cercando» (durante il pranzo nella caserma di Coppito con Protezione Civile e operai)

• «Grazie a Santoro e Repubblica godiamo di buona salute. Bisogna dargli tutto lo spazio possibile» (nel corso della cena a Villa Aurelia. Su Annozero il viceministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani, d’intesa con il ministro Claudio Scajola, ha aperto un’istruttoria).

• «Sarà una farsa» (sulla manifestazione organizzata dalla FNSI).

• «È una vergogna, non si può accettare che una tv del servizio pubblico inviti in trasmissione una prostituta e le affidi un contraddittorio per gettare fango sul presidente del Consiglio» (così a Raffaele Fitto dopo aver saputo che Patrizia D’Addario l’1/10 sarebbe stata ospite di Annozero. La trasmissione ha avuto il 29% di share).

• «Un colpo basso» (dopo che Fini, querelato dal magistrato Henry John Woodcock, ha rinunciato al Lodo Alfano).

• «Il nostro popolo ci vuole al governo fino alla fine della legislatura» (il 2/10 al convegno promosso dalla componente democristiana del Pdl).

• «Alla fine ci saranno almeno 50 morti» (sul nubifragio di Messina).

• «Faremo tutto in pochissimo tempo […] Il ponte sullo Stretto si farà» (a Messina prima del funerale delle vittime della frana di Giampilieri. In chiesa il premier era seduto a tre seggiole di distanza da Gaetano Silvestri, giudice della Corte Costituzionale. Tra i due non c’è stata alcuna stretta di mano).

• «Ci sono giornali stranieri che muovono accuse assurde e ridicole, che sputtanano non solo il presidente del Consiglio ma il nostro Paese […] Ci sono frange della magistratura politicizzate ma io sono l’eletto del popolo e non finirà come nel ’94» (durante la festa del Pdl a Benevento. Nel suo comizio, durato due ore, il premier ha parlato anche di Consulta, capo dello Stato, gruppo Espresso, lodo Mondadori ecc.).

• «Non mi fermerà nessuno, alla democrazia ghe pensi mi» (durante l’assemblea generale di Confindustria Brianza)

• «Abbiamo litigato. Giulio minaccia di dimettersi ogni giorno» (dopo l’incontro con Tremonti successivo alla pubblicazione sul Giornale della lettera d’invito al convegno Aspen, di cui il ministro è presidente, dedicato al rinnovo della leadership nel Paese).

• «A dicembre-gennaio cominceremo a realizzare l’infrastruttura del ponte sullo stretto di Messina» (ai vertici di Sea e Adr riuniti a Villa Madama per presentare i piani di sviluppo degli aeroporti di Malpensa e Fiumicino).

• «Quando si parla di Letta ormai vivo una crisi di identità. È sempre più bravo di me» (sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio che il 14/10, dopo la riunione di Villa Madama, ha favorito la stretta di mano tra il premier e Massimo D’Alema).

• «Sono una persona buona, forse troppo, sicuramente giusta e vorrei che questo fosse riconosciuto da tutti. A volte i giornali sono troppo cattivi con me» (in conferenza stampa a Sofia).

• «Ci siamo detti di mettere la questione all’ordine del giorno prossimamente» (nella stessa occasione sull’innalzamento dell’età pensionabile).

• «Credo che a questo punto valga la pena di prendere il toro per le corna e di rivisitare la Costituzione. Se avremo i numeri per farlo in Parlamento bene, se no lo faremo con un ricorso agli elettori» (da Sofia sulla riforma della giustizia).

• «Ehi! Chi mi sta toccando il culo?» (ai volontari di Coppito prima della consegna di 240 nuovi appartamenti).

• «Facciano quello che vogliono: non mi fanno paura, non sono preoccupato e questa volta non mi fermeranno. Vado avanti, a cominciare dalla separazione delle carriere» (dopo la proclamazione, da parte dell’Anm, dello stato di agitazione 17/10/2009).

• «Confermo la mia completa sintonia con il ministro Tremonti» (il dopo la difesa di Tremonti del posto fisso 20(10/2009).

• «Me ne vado in Russia perché lì sì che mi capiscono e mi apprezzano» (prima di partire per la visita privata al Primo ministro russo Vladimir Putin).

• «Abbiamo allo studio interventi per ridurre la pressione fiscale, aumentare i consumi e agevolare gli investimenti, tra questi il taglio graduale dell’Irap fino alla sua soppressione» (nel messaggio inviato dalla Russia e riferito da Gianni Letta all’assemblea degli artigiani della Cna. Poco dopo Giulio Tremonti ha minacciato le dimissioni).

• «Vicepremier? Non esiste. E poi cosa dico a quelli di An? Stai esagerando. Con te non ce la faccio più» (a Tremonti che gli aveva telefonato confermando le sue dimissioni

• «Stanno sulla tua scrivania di Palazzo Chigi. Tocca a te decidere. Ma per un modo per arrivare al chiarimento c’è. Nominami vicepresidente con deleghe piene»).

• «Ma vi rendete conto? Prima mi ha posto un diktat inaccettabile con questa storia del vicepremier, poi mi ha messo con le spalle al muro negando il taglio sull’Irap. Così non si può più andare avanti. Io prendo un tecnico qualsiasi e lo mando a casa» (a Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi durante il vertice ad Arcore del 26/10)

• «Ho assistito agli interventi degli esponenti della sinistra, ho assistito al festival delle falsità e della calunnia […] Fatemi dire tutto e poi rispondo alle domande. L’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi (parla di sé in terza persona, ndr), lo sono i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano. Solo da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica e ha sottratto il potere ai comunisti, ha subito 103 processi […] Lei (a Giovanni Floris, ndr) mi lasci parlare. Perché lei, con i soldi di tutti, fa dei processi pubblici. È una cosa inaccettabile. Ora, però, io parlo e poi lei mi fa le domande. Ora non sono a sua disposizione. La tv non è sua anche se le trasmissioni sono tutte di sinistra» (poco dopo le 23 del 27/10 intervenendo telefonicamente alla trasmissione Ballarò. Alle sue parole sui pm di Milano, Alfredo Robledo, procuratore aggiunto della città, ha risposto: «Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità».)

• «Ho ampia fiducia in te» (a Tremonti convocato il 27/10 ad Arcore per un incontro privato. Il ministro non avrà nuovi incarichi nel governo ma nel partito: a lui sarà affidato il Comitato di politica economica del Pdl)

• «Sembra che il peggio sia alle nostre spalle e che sia iniziata lentamente la ripresa» (nel messaggio ai banchieri riuniti per la 85esima giornata del risparmio)

• «Il governo valuterà con serietà le candidature capaci di assicurare all’Italia un incarico di così alto prestigio» (sulla candidatura di Massimo D’Alema al ruolo di ministro degli Esteri dell’Ue)

• «Se ci fosse una condanna in processi come questi sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia» (nel nuovo libro di Bruno Vespa parlando di un’eventuale condanna nei processi a suo carico ancora in corso).

• «Nessuno più di me è predisposto al dialogo. Ma per dialogare è necessario essere in due e soprattutto avere rispetto dell’avversario [...] Nessuno dispone di armi di ricatto nei miei confronti. La risposta vale per oggi come per il passato» (in Donne di cuori, nuovo libro di Bruno Vespa).

• «Non c’era nulla di urgente e l’abbiamo rimandato alla prossima settimana» (il 4/11 a L’Aquila parlando del vertice con Fini e Bossi in programma per la sera precedente e poi annullato. Poco prima il premier aveva telefonato a Pierferdinando Casini dicendo: «Vedi Pier, ho disdetto l’appuntamento apposta per te. Prima dobbiamo metterci d’accordo noi due»).

• «Sui giornali c’è un’Italia diversa dalla realtà. C’è, insomma, l’Italia della realtà e l’Italia dei giornali» (prima della consegna di nuovi appartamenti ai terremotati d’Abruzzo. Ad alcuni giornalisti la polizia ha impedito di seguire il premier durante la visita).

• «Ciò che conta è che il titolare del potere esecutivo venga scelto direttamente dal popolo» (a Vespa su una possibile modifica della Costituzione).

• «Per noi è una decisione assolutamente imprevista, imprevedibile ed inaccettabile. Siamo in un Paese dove non possiamo non dirci cristiani» (sulla sentenza della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo che ha definito il crocifisso nelle classi una violazione alla libertà di religione degli alunni. Il Consiglio dei ministri ha presentato ricorso).

• «Sono amareggiato, io non c’entro nulla. Dal caso Boffo in poi sono stato solo danneggiato al punto che ho chiesto a mio fratello di vendere il quotidiano» (sul Giornale che il 5/11 titolava «Caro Fini, adesso parla chiaro» e accusava il presidente della Camera di ostacolare il premier).

• «Non ho mai pensato di candidarmi alla presidenza della Repubblica. Ho ripetutamente indicato a titolo di suggerimento un candidato che ritengo il migliore in assoluto» (a Vespa sul prossimo presidente della Repubblica).

• «Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi (…) Ho proposto incarichi di responsabilità soltanto a donne con un profilo morale, intellettuale, culturale e professionale di alto livello (…) Le mie condizioni di salute sono quelle che mi hanno permesso di proseguire e completare sedici mesi di fittissimi impegni» (a Vespa rispondendo a otto delle dieci domande che la Repubblica gli rivolge dal 26 giugno).

• «L’Italia è la sesta nazione più ricca del mondo» (sui dati Ocse che definiscono in espansione l’economia italiana).

• «Pier, il tuo posto è qui» (a Casini).

• «Spero che si vada verso una scelta che non sia una scelta di persone non conosciute e senza esperienza» (il 9/9 a Berlino durante le celebrazioni del 20esimo anniversario della caduta del Muro parlando della candidatura di Massimo D’Alema a ministro degli Esteri europeo).

• «È andata bene» (dopo il faccia a faccia di due ore a Montecitorio con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. I due hanno raggiunto un accordo sulla riforma che abbrevia a sei anni complessivi la durata dei processi, con una norma transitoria che prevede la decadenza del giudizio se si sono superati i due anni per il primo grado e se l’imputato è incensurato. La norma non potrà essere applicata per reati di terrorismo, mafia o grave allarme sociale come rapina, omicidio, estorsione ecc.).

• «Dopo la bocciatura del lodo Alfano in molte procure stanno lavorando su di me e presto ne vedremo i frutti. Fini non si rende conto della situazione: non capisce che, se tutto precipita, anche per lui non ci sarà futuro» (l’11/11 prima di partecipare alla riunione del Consiglio Supremo di Difesa. Il premier si è presentato per ultimo ed è andato via per primo, senza parlare col capo dello Stato).

• «Lei è troppo alto, non può restare qui» (al ministro alla Difesa serbo, Milan Sutanovic, prima della foto ricordo del vertice intergovernativo italo-serbo).

• «C’è qualcuno che vorrebbe farmi saltare per aria» (dopo aver dormito, per ragioni di sicurezza, per alcune notti a Palazzo Chigi. I controlli nei pressi di Palazzo Grazioli sono stati potenziati).

• «Ha deciso che vuole stare dalla mia parte e aiutarmi? Sono disposto a credergli ma traduca le sue dichiarazioni in fatti» (dopo aver ascoltato le parole di Gianfranco Fini ospite di In mezz’ora di Lucia Annunziata).

• «Anche a me piacerebbe poter arrivare a riforme condivise, ma con questi come si fa?» (dopo che Fini aveva parlato della necessità di riforme condivise).

• «Marx torna sulla terra e chiede al Soviet di parlare per un mese. Il Soviet si rifiuta e allora Marx chiede di parlare per una settimana. Al diniego chiede un giorno. Poi un’ora. Alla fine si accordano per tre minuti. Marx va in tv e dice: “Lavoratori di tutto il mondo, scusatemi”» (sul palco nel primo giorno del vertice Fao. La platea internazionale è rimasta tiepida).

• «Naturalmente cinque minuti per il colonnello Gheddafi mi sembrano una pia speranza ma mi rivolgo a lui e alla sua benevolenza» (nella stessa occasione per introdurre l’intervento del leader libico).

• «Abbiamo registrato un record di brevità del colonnello che resterà negli annali delle sue apparizioni» (dopo il discorso di Gheddafi).

• «Non basta il consenso popolare. Verrebbe voglia di dimettersi» (ai suoi dopo che Renato Schifani aveva detto che senza una maggioranza compatta si dovrebbe tornare alle urne).

• «Vedo che si moltiplicano notizie di un imminente ricorso alle elezioni. Io non ci ho mai pensato» (in una nota ufficiale diffusa a meno di 24 ore dalle parole di Schifani).

• «Con Feltri non parlo ormai da molte settimane. Lui fa quello che gli pare, mica chiede il permesso a me. Ma bisogna aggiungere che, da quando c’è lui, le copie si sono impennate» (ai suoi nei corridoi di Montecitorio commentando il Giornale che il 18/11 aveva titolato “Berlusconi deciso: tutti a casa”).

• «Mi impegnerò al massimo, i giochi forse non sono chiusi» (prima di partecipare a Bruxelles al vertice Ue a proposito della candidatura di Massimo D’Alema a ministro degli Esteri europeo. La carica è andata alla britannica Catherine Ashton).

• «Dobbiamo arrivare fino in fondo. E in fretta: non c’è più tempo da perdere» (sul processo breve: il Cav. lo vuole approvato prima delle regionali di marzo).

• «Se trovo chi va in giro a fare nuove serie sulla Piovra e a scrivere libri sulla mafia che hanno dato al mondo questa immagine dell’Italia, li strozzo» (al convegno Enac all’aeroporto di Olbia 28/11/2009).

• «Da quando è nata Forza Italia sono la persona più indagata dell’universo» (al convegno Enac all’aeroporto di Olbia ai ragazzi del Pdl gallurese 28/11/2009).

• «Se c’è una persona che per indole, sensibilità, mentalità, formazione, cultura, impegno politico è lontanissima dalla mafia, questa persona sono io» (in una nota dettata alle agenzie. Il premier ha annunciato nuove denunce contro il gruppo Repubblica - Espresso per avere collegato lui, la sua famiglia e le sue aziende alle stragi di mafia su cui indagano i pm di Firenze e Palermo 29/11/2009).

• «Quell’ingrato si permette di parlare di me in quei termini» (ai suoi su Fini dopo aver ascoltato le parole del fuorionda del 6/11/2009: «Scusate, parlo poco, ho fretta, devo fare le valigie perché vado a Panama. Mi mancherà un poco Repubblica, l’Unità, Annozero, anche i pm. Ma sono sicuro che sopravviverò ugualmente. Tu, caro Ricardo [Martinelli, presidente di Panama, ndr], preparami un’accoglienza degna» (alla Conferenza Italia-America Latina 11/2009).

• «Non c’è nessuna competizione. Sono spiaciuto che i giornali continuino a riportare affermazioni che non ho mai pronunciato e nemmeno pensato» (sul suo rapporto con Fini 11/2009).

• «Applicando l’insegnamento della mia zia Marina le dico di essere stato e di essere di gran lunga il migliore presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere nei suoi 150 anni di storia». (Il Sole 24 Ore 10/9/2009).

• «Sarebbe veramente grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l’unto dal Signore, perché c’è qualcosa di divino dall’essere scelto dalla gente, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini» (convention Udc 7/2009).

• «Io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti» (Febbraio 2006).

• «Andatevi a godere la notte. Io ormai sono un santo» (davanti a Palazzo Grazioli 10/7/2008)

Hanno detto di Berlusconi:

• «E meno male che la stampa continua a dire che non sei un politico professionista, pensa se lo fossi! È una fortuna che tu sia in politica da quindici anni. Complimenti per aver sfidato il politicamente corretto, la stampa, i luoghi comuni e per aver dimostrato a tutti, in Europa, come si pià fare a vincere per 15 anni di seguito» (Sarkozy a Berlusconi).

• «È troppo ricco» (Di Pietro).

• «Signor No, vive in un bunker dorato» (Franceschini).

• «Non è un re con un erede al trono» (Fini a El Pais).

• «Ogni volta che governa succedono disgrazie » (D’Alema).

• «Istituzioni e partiti per lui sono un impiccio» (Casini).

• «Mi sono innamorato di lui guardandolo alla tv» (Alfano).

• «All’istituto Trivulzio di Milano, all’apertura di un reparto intitolato a mamma Rosa, sono andato a salutare un’anziana e le ho detto: “Signora, che età ha?” e lei: “Siamo coetanei!”. Madonna! Sono stato un quarto d’ora a guardarmi le rughe».

• «Alle riunioni europee ci vorrebbe una webcam per vedere i leader quando racconta le sue st... storielle» (Dario Franceschini).

• «Sono stato io che l’ho battuto due volte. Da dove salta fuori che io sarei tra gli sconfitti?» (Romano Prodi sulla matrioska che rappresenta il Cavaliere e che contiene i leader del centrosinistra da lui battuti. Tra questi è stato inserito anche Prodi).

• «Ha valorizzato l’elaborazione culturale di grandi intellettuali » (Fabrizio Cicchitto).

• «È un individuo geniale, strabiliante» (Nichi Vendola).

«È vecchio dentro e non può ringiovanire» (Franceschini).

• «È stato eletto tre volte democraticamente dal popolo italiano. Nessuna ombra di fascismo sul suo governo» (Giancarlo Aragona, ambasciatore italiano a Londra, dopo l’editoriale del Guardian in cui si commentava la nascita del Pdl sottolineando una certa continuità con la tradizione fascista);

• «Mi ha chiesto: ci tieni proprio? Allora va bene… È un grande» (Umberto Bossi dopo il sì del premier ai candidati leghisti alla presidenza delle province di Bergamo, Sondrio e Brescia).

• «Usa e Russia sono molto più vicine grazie a lui» (Carlo Rossella sulla foto di Berlusconi, Obama e Medvedev).

• «Smuove le montagne, da solo» (Sabrina Ferilli).

• Martedì 31 Berlusconi è andato a fare acquisti da Raisa, un piccolo negozio di pietre colorate, ciondoli, bracciali e collane in corso Vittorio Emanuele II a Roma. Rashid, il proprietario: «Ha fatto richieste molto particolari. È un vero esperto. Gli piacciono l’ambra e la perla di Fiume». Il premier ha speso circa mille euro (Ester Mieli,  2/4/2009).

• «Il 25 aprile sarò prima a Onna e poi a Milano. Mi auguro che ci sia anche lui» (Franceschini).

• «Farebbe bene a non andarci» (La Russa sull’invito del segretario del Pd).

• «Partecipare gli conviene: se lo contestano, guadagnerà ancora più consensi» (Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl).

• «Meglio tardi che mai» (Franceschini dopo la decisione di Berlusconi di celebrare il 25 aprile).

• «Non è populista, è popolare che è diverso» (Giulio Andreotti).

• «E bravo Silvio. Buttali in mezzo alle tende ‘sti potenti» (Il ministro Meloni dopo l’annuncio che il G8 si farà in Abruzzo).

• «All’Aquila ci troverà perché siamo presenti sin dal giorno del terremoto» (Il leader dei no-global Francesco Caruso).

«Sono stata e in cuor mio sono ancora una donna di sinistra. Oggi indubbiamente apprezzo l’operato di Berlusconi e auspico che tenga duro» (Franca Sozzani);

• «Vai a casa, non tornare in Abruzzo, ci stai rovinando» (due cittadini abruzzesi in piazza del Plebiscito a Napoli mentre Berlusconi parlava del termovalorizzatore di Acerra);

• «Papi mi vuole bene come una figlia. E anche io, noi tutti gli siamo legati. Come si fa a non volergli bene? È un mito» (Noemi Letizia. Il premier ha partecipato alla sua festa di compleanno [vedi sotto, ndr]), Veronica Lario ha commentato: «Non è mai venuto a nessun diciottesimo compleanno dei suoi figli pur essendo stato invitato»).

• «Non conosce la fatica delle donne» (Dario Franceschini).

• «Un genio. Il mio punto di riferimento politico e personale: mi dà un sacco di consigli» (Laura Comi, neocandidata Pdl alle europee).

• A proposito della candidatura nelle liste del Pdl di veline e showgirl, in una mail inviata all’Ansa alle 22.38 del 28/4 Veronica Lario ha scritto: «Quello che emerge dai giornali è ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere. Io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire».

• «Per lui la famiglia è un grande rifugio» (Stefania Prestigiacomo).

• «Io lo conosco bene, non ama le frivolezze» (Don Zuliani, confessore del premier, dopo il richiamo di Avvenire).

• «Non vogliamo un premier che fa cucù alla Merkel. Che dice che la Thatcher da giovane era una gran gnocca. Non è necessario essere giullari» (Emma Bonino).

• «Dovrà stare attento, al primo scivolone gli italiani gli faranno pagare anche questa vicenda, e con gli interessi» (Francesco Cossiga).

• «Lui al Quirinale? Mi fa venire i brividi alla schiena» (Dario Franceschini).

• «È un grande uomo, di straordinaria umanità, certe cose non si dimenticano» (Daniela Santanchè);

• «È un pluridotato» (don Antonio Zuliani, guida spirituale

del premier).

• «Mi sembra così solo» (Mike Bongiorno dopo la cena col premier ad Arcore).

• «È semplicemente fatto così. Va alle feste ed è irrefrenabile. Decide le cose all’improvviso. Tante volte è successo alle due di notte che dice: “Va là, andiamo a mangiare una pizza”. Così» (Niccolò Ghedini).

• «Un libro da donare a Berlusconi? Viste le ultime notizie, Lolita di Nabokov» (Umberto Eco);

• «La sentenza dimostra in modo incontestabile il coinvolgimento del presidente del Consiglio, la “legge Alfano” è stata fatta apposta per sottrarlo al giudizio» (Dario Franceschini)@@

• «Non è stato Berlusconi a darmi quei soldi» (David Mills);

• «Mussolini è stato il primo politico che si è servito della sua immagine per imporsi. Anche oggi è così: se Berlusconi controlla i mezzi di informazione ha lo stesso potere» (Marco Bellocchio);

• «È un attacco politico ma il premier Silvio Berlusconi risponde con il calore e l’umanità che gli sono propri» (Paolo Bonaiuti);

• «Presidente, ha un consenso straordinario: lo usi per fare le riforme» (Emma Marcegaglia).

• «Mi fido di lui, non è mica un cretino» (Umberto Bossi sulla riduzione del numero dei parlamentari)@@

• «Lui un genio del male? Non diciamo cazzate» (Marco Pannella).

• «Ha tirato fuori il peggio di questo Paese» (Dario Fo).

• «È oggetto di un’operazione di destabilizzazione» (Gianfranco Rotondi);

• «Fa come i mecenati che cercavano gli artisti e li facevano crescere alla propria corte» (Roberto Calderoli).

• «Fareste educare i vostri figli da quest’uomo?» (Dario Franceschini. Al leader del Pd hanno risposto i figli del premier. Pier Silvio: «Ma come si permette? Io sono stato educato da Silvio Berlusconi e i miei valori sono i suoi: amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto per gli altri. Quel rispetto che Franceschini dimostra di non conoscere». Marina: «Dovrebbe vergognarsi, chi gli dà il diritto di giudicarlo come padre?» Luigi: «La politica non giudichi Berlusconi come padre»).

• «Sono innamorata pazza di lui. È bellissimo» (una ragazza della tendopoli di Sant’Elia).

• «È un miliardario irresponsabile» (Pierluigi Bersani).

• «Ha un gran cuore, un equilibrio fuori dal comune, sa essere molto paterno» (Virginia Sanjust, l’ex annunciatrice Rai il cui ex marito nel gennaio 2008 accusò il premier di abuso d’ufficio e mobbing).

• «Dal 1994 dice sempre le stesse cose» (Dario Franceschini).

• «Ha fatto campagna per il Pdl e per la Lega esagerando

e facendo arrabbiare i nostri del Veneto» (Ignazio La Russa).

• «Non rappresenta la metà del Paese e men che meno la maggioranza » (Massimo D’Alema).

• «Ho battuto Papi in Friuli Venezia Giulia» (Debora Serracchiani

sul suo blog. La candidata del Pd ha avuto nella sua regione 9.624 voti in più del premier).

• «È un uomo di ferro» (Gheddafi).

• «Sono frasi senza senso» (Rupert Murdoch sulle accuse che Berlusconi gli aveva rivolto dopo il caso Noemi).

• «Mica è scemo a seguire il referendum» (Umberto Bossi).

• «Io e Berlusconi stiamo bene insieme. E poi come faccio io senza di loro, e, soprattutto, come fanno loro senza di me?» (Gianfranco Fini).

• «L’ho sempre amato. Ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia» (Veronica Lario).

«Non ho paura di lui, ne stia certo» (Dario Franceschini).

• «La vicenda italiana potrà conoscere delle scosse, dei momenti di conflitto, di difficoltà imprevedibili. Il che richiede un’opposizione in grado di assumersi le sua responsabilità. Spero che saremo presto in grado di farlo» (Massimo D’Alema).

• «Sul palco recito il V canto della Commedia, quello che parla dei lussuriosi, del sesso, dell’erotismo. Praticamente la prima parte del mio spettacolo si chiama “Tutto Berlusconi”» (Roberto Benigni).

• «Non lo conosco intimamente: ho già più di 18 anni» (Michelle Hunziker).

• «Certamente non può essere un’inchiesta nei confronti del presidente del Consiglio. Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile» (Niccolò Ghedini).

• «È un galante nato» (Mariarosaria Rossi).

• «Il punto centrale è la necessità di arrivare il più presto possibile a un chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti» (Avvenire).

• «È un puttaniere» (una giovane al seggio di Milano in cui il premier era andato a votare).

• «Dedico questa vittoria a lui» (Guido Podestà dopo l’elezione alla presidenza della provincia di Milano).

• «Aveva tantissimo trucco, sembrava arancione. Quando rideva si vedevano le rughe » (Patrizia D’Addario).

• «In altre nazioni, se i politici vengono meno alle regole o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia?» (padre Antonio Sciortino rispondendo alle domande dei lettori di Famiglia Cristiana);

• «I principali alleati di Berlusconi stanno già contemplando un futuro senza il loro leader» (il Financial Times citando un’alta fonte governativa italiana anonima).

• «Ho avuto più donne di lui» (Franco Califano).

• «Gli voglio bene, ma deve stare più attento» (Umberto Bossi).

• «L’esecutivo finirà la legislatura con un crescendo di forze che corrisponde al crescendo di debolezza dell’opposizione» (Giulio Tremonti alla trasmissione di Lucia Annunziata In mezz’ora).

• «Era instancabile» (Patrizia D’Addario al Sunday Times),

• «È perfetto, è il più grande dei clown. Ho dovuto mettermi a recitare la Divina Commedia perché non posso competere con lui» (Roberto Benigni).

• «I suoi comportamenti sono un affare privato. E ognuno risponde alla propria coscienza e ai propri elettori» (Gianfranco Fini alla tv di Stato spagnola).

• «Buffone, vai via, buuu, buuu, che ci vieni a fare qui, vergogna!», «Silvio, Silvio, bravo Silvio, grazie di essere qui, pensaci tu» (due gruppi di manifestanti al suo arrivo a Viareggio).

• «La mia modesta opinione è che ci sia accanimento verso il presidente Berlusconi, che al contrario, secondo me, andrebbe protetto. Dovrebbero smettere di occuparsi della sua vita privata» (Manuela Arcuri).

• «Intimidisce i giornali» (Dario Franceschini).

• il G8 «rappresenta indubbiamente un riconoscimento e un successo per il presidente del Consiglio» (Giorgio Napolitano).

• «Basta con le donne, compra i giocatori» (un tifoso del Milan allo stadio di Varese poco prima del fischio d’inizio della prima amichevole stagionale dei rossoneri).

• «Penso che dovrebbe rispondere. Quando un uomo di Stato è invitato a dare spiegazioni in Parlamento su comportamenti che possono apparire privati ma lasciano ampi margini alla discussione pubblica, l’appello non può restare inascoltato» (il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro sulle dieci domande della Repubblica).

• «Ciao supernonno!» (Michela Vittoria Brambilla. Il Cavaliere le ha risposto: «Finché non divento bis-nonno vado alla grande»).

• «L’anno scorso è venuto due volte, quest’anno mai. Il privè è mezzo vuoto» (un pr della discoteca Country di Porto Rotondo); «Se avesse risposto mesi fa non si sarebbe arrivati a questo punto» (Pier Ferdinando Casini).

• «Mi ha detto: “Ho visto che hai dato la notizia della mia presenza”. Io allora gli ho chiesto se verrà. Mi ha detto sì» (Nunzia De Girolamo sul pellegrinaggio del premier a Pietrelcina).

• «Si è imprigionato nel reality che si è costruito» (Dario Franceschini).

• «È impareggiabile sul piano degli annunci. Il problema è che, di solito, restano solo chiacchiere, fuochi d’artificio che si spengono da soli. Staremo a vedere» (Pierferdinando Casini).

• «Bene le parole, adesso passi ai fatti. Altrimenti andiamo avanti con il partito del Sud» (Gianfranco Miccichè dopo l’annuncio di un piano d’investimenti per la Sicilia).

• «Non vorrei che fossi diventato come il conte Ugolino, che mangiava i suoi figli» (così Micciché in una lettera al premier).

• «Il problema vero del nostro Paese è che quest’uomo non si è imposto con la forza ma è stato liberamente eletto e continua a piacere agli italiani» (Andrea Camilleri).

• «Che devo fare, lo prendo a botte?» (Antonio Di Pietro)

• «Mi dà sempre consigli. L’ultimo è quello di tingermi i capelli: dice che un politico del mio spessore deve avere un look più curato ma io non sono adatto a queste cose. Lo scandalo escort? La gente è invidiosa perché lui si dà da fare, certo che la chimica lo sta aiutando molto» (Umberto Bossi);

• «A oggi non c’è nessuna lotta (per il patrimonio, ndr). Se mio padre è uomo giusto ed equo, non ce ne saranno nemmeno in futuro (...) Non credo che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata (...) Non ho mai frequentato uomini anziani. Sono legami psicologici di cui non ho esperienza» (la figlia Barbara in un’intervista a Vanity Fair);

• «È un gran porco e una persona che ha corrotto la femminilità italiana schiudendo carriere impensabili a ragazze carine che hanno imparato solo quanto sia importante darla alla persona giusta al momento giusto, sollecitate in questo anche dalle madri, quando necessario. Quest’uomo ai miei occhi corrompe la gioventù e mina le basi della società minando il rispetto nei confronti della donna» (Paolo Guzzanti).

• «Berlusconi? Il principe da sempre fa quel che vuole. Ma la regola aurea è che non si sappia mai quel che fa…» (un alto prelato del Vaticano).

• «Qualcuno sostiene che sarebbe stato ricattato dalla Lega e ciò significa non sapere e non capire. Perché il premier in realtà profitta con intelligenza della fucina di idee che la Lega mette in campo, e lo fa amabilmente» (Roberto Calderoli riguardo all’apertura di Berlusconi sulle gabbie salariali).

• «Questione di principio, Berlusconi è un perseguitato della privacy» (l’avvocato del premier Niccolò Ghedini sulla decisione di querelare il quotidiano inglese Daily Mail che ha messo on line tre foto del premier in accappatoio sul pontile di Villa Certosa mentre saluta la figlia Marina, appena sbarcata).

• «La gente ha capito il disagio, la mortificazione, la sofferenza che una tracotante messa in mora di uno stile sobrio ci ha causato» (il direttore di Avvenire Dino Boffo, in risposta ad una lettera di un don Matteo Panzeri sulle vicende personali di Berlusconi).

• «Mi detesta. Gli fotografo i tacchi delle scarpe e le orecchie. Gliele hai mai viste?» (il paparazzo Umberto Pizzi).

«Il male sei tu» (Antonio Di Pietro dopo le parole di Berlusconi sulla criminalità).

• «A Ferragosto è venuto Berlusconi ma non mi hanno avvertito. Se fossi venuto anch’io ci sarebbe stato un altro terremoto. Verdone, Berlusconi e Benigni: i tre più grandi comici italiani all’Aquila. […] Sbagliato o sbagliato che sia, Berlusconi è il mio presidente. Ma non vi preoccupate, manterrà le promesse: io e Bertolaso siamo andati a trovarlo, vestiti di nero, con poco trucco, come piace a lui, e ci siamo raccomandati» (Roberto Benigni in Abruzzo).

• «Berlusconi? Non è invitato, questa è una festa, non un festino» (Lino Paganelli, storico organizzatore della Festa dell’Unità, ora Feste Democratiche. I ministri La Russa, Frattini e Matteoli hanno fatto sapere che, se non arriveranno scuse ufficiali da Franceschini, declineranno l’invito a partecipare. Il ministro Carfagna ha risposto: «Se è sgradita la presenza di Berlusconi non c’è ragione affinché vi siano i componenti del suo governo»).

• «Non tutto il male è colpa di Berlusconi» (Walter Veltroni).

• «È una brava persona. Mi dispiace per tutto il casino che gli è scoppiato. Mi dispiace per la famiglia, per i figli. È caduto in un trappolone. Sì degli errori li ha fatti. È stato ingenuo. Altri più furbi di lui non ci sarebbero cascati. Chi le fa le organizza bene. Ma Silvio è odiato dalla mafia che, se non sta attento, può fargli del male. La storia delle donne in cui è coinvolto puzza» (Umberto Bossi).

• «Silvio, dai retta, (...) fìdati soltanto di noi. Sia chiaro, vogliamo mandarti a casa, anzi possibilmente al fresco. Ma almeno lo sai già: te lo diciamo da sempre, con franchezza, senza tramare alle tue spalle. E non ti costiamo un euro. Dai falsi amici ti guardi Iddio. E ricordati dei nemici veri che, in fondo in fondo, ti hanno sempre voluto bene» (Marco Travaglio, antefatto.it 29/8).

• «L’unico che non dà problemi al Vaticano, anzi lo asseconda, è lui» (Francesco Cossiga)

• «È pronto ad andare in aula e a spiegare che non è un gran porco e nemmeno impotente. Perché mai non dovrebbe poter spiegare a venti milioni di italiani, suoi affezionati elettori, che è perfettamente funzionante?» (Nicolò Ghedini)

• «Silvio, ci sono i disoccupati: dagli qualche escort anche a loro» (Roberto Benigni).

• «Ha usato il suo potere politico, mediatico e finanziario per perseguitare e colpire le voci critiche. Si è creata una situazione pesante e allarmante» (Massimo D’Alema).

• «Era molto affettuoso, ora dice che mi manda in galera per 18 anni. Voglio che me lo dica in faccia» (Patrizia D’Addario).

• «Se dice che puntiamo alle clientele vuol dire che non faremo alleanze con il Pdl alle Regionali» (Pierferdinando Casini intervenendo telefonicamente a Porta a Porta. Il premier ha risposto: «Auguri»)

• «Presto ci sarà la sua implosione. Cadrà col dito alzato, facendo finta di niente fino all’ultimo minuto. Esattamente come Saddam Hussein» (Di Pietro).

• «Stesse grida e insulti ripetuti da 15 anni» (Dario Franceschini).

• «Alla prova dei fatti perde sempre l’occasione di dar seguito ai buoni propositi» (Gianfranco Fini).

• «Sarà colpa di Berlusconi ma la moda milanese è roba da veline» (Suzy Menkes sull’Herald Tribune e Vanessa Friedman sul Financial Times).

• «Quando parla dell’informazione troppo spesso non riesce a trattenersi dall’offendere» (la FNSI).

• «Se l’ha avuto è stato bravo a uscirne fuori completamente. Mi congratulo con lui per la sua buona sorte» (Antonio Di Pietro parlando del suo tumore alla prostata).

• «Sapeva che ero una escort. E non ero l’unica quella sera e la sera precedente» (Patrizia D’Addario ad Annozero).

• «Rimetti a posto l’Italia, sei l’unico che può farlo (…) Vergogna, buffone, sparisci, vai via» (sostenitori e contestatori a Messina dopo i funerali delle vittime dell’alluvione).

• «Pensa di essere meglio degli altri ma non lo è» (Milva).

• «Rimbalzi le polemiche, non se ne occupi, vada avanti. Faccia le riforme e su questo la giudicheremo» (Emma Marcegaglia)

• «Sono convinto che sia cotto» (Giampaolo Pansa)

• «Finché c’è lui possiamo stare tranquilli, senza di lui certamente no» (Sandro Bondi).

• «Sta cercando di farsi carico delle richieste di tutti, per tenere insieme l’alleanza» (Gianfranco Fini)

• «Che abbia un’agenda privata è sorprendente. Che cancelli la colazione ufficiale con il re di Giordania accampando un torcicollo e pochi minuti dopo parta per un viaggio in Russia non è un elemento di trasparenza» (Francesco Rutelli).

• «Sa che deve passare sul mio corpo per andare alle elezioni anticipate, ma sa anche che di me può fidarsi» (Gianfranco Fini)

• «La gente vota per lui, mica per Tremonti» (Renato Schifani)

• «Io so come un fatto matematico che doctor Berlusconi non c’entra in questa cosa» (l’avvocato inglese David Mills a proposito del processo che lo vede coimputato col premier per corruzione in atti giudiziari)

• «Io non so che cosa ha in testa. Una cosa è certa: io non gli chiedo niente. È lui che deve valutare se un italiano, seduto su quella poltrona, è una cosa buona per il nostro Paese» (Massimo D’Alema sulla sua candidatura a ministro degli Esteri dell’Ue).

• «La D’Addario mente. Il presidente era all’oscuro di tutto. Non immaginava che io potessi retribuire le ragazze» (Gianpaolo Tarantini nel libro di Vespa).

• «È evidente che un presidente del Consiglio condannato per un grave reato non può restare al suo posto in nessun Paese democratico. Nell’interesse del Paese è auspicabile che Berlusconi sia scagionato» (Luciano Violante).

• «Talvolta accade che confonda la leadership con la monarchia assoluta» (Fini).

• «Io ho sempre rispettato il presidente del Consiglio, non so se Berlusconi ha sempre attenzione e riguardo per il ruolo che ricopre» (Bersani)

• «È una benedizione per il Paese, un dono di Dio all’Italia» (don Luigi Verzè).

• «Abbiamo ribadito a Berlusconi che alle regionali andremo da soli» (Casini dopo l’incontro col premier. I due non si vedevano da un anno e mezzo).

• «È giusto che governi ma deve farlo nel pieno rispetto di altri organismi previsti dalla Costituzione» (Gianfranco Fini).

• «Caro Silvio, cacciare Paolo Ruffini da Raitre è ingiusto» (Licia Colò).

• «Con Berlusconi siamo alle solite: fallisce una strada e ne prova un’altra. Ma l’obiettivo rimane sempre lo stesso: sottrarsi ai processi che lo attendono» (Rosy Bindi).

• «Si faccia processare» (Pier Luigi Bersani).

• «Presidente, sarebbe opportuno se, per qualche giorno, ti trasferissi a Palazzo Chigi. È per la tua sicurezza» (Gianni Letta dopo il ritrovamento di un dossier sul premier nel computer del kamikaze libico Mohamed Game, l’uomo che il 12 ottobre ha compiuto un attentato alla caserma Santa Barbara di Milano).

• «Alla prima bocciatura in aula del ddl sul processo breve, grazie al voto dei finiani, il premier dovrebbe provocare la crisi, impedire la formazione di un nuovo governo e portare il Paese a nuove elezioni» (Francesco Cossiga).

• «Vada a processo. Non possono esserci scialuppe di salvataggio, per lui» (Anna Finocchiaro).

• «Sono certo che saprà gestire anche questo momento doloroso del divorzio con grande equità e con grande rispetto» (Claudio Scajola).

• «Se ha qualcosa di rilevante da dire, lo faccia. E magari lo faccia in Parlamento. Sarebbe un modo per sottolineare il rispetto che deve avere del Parlamento e della sua centralità. Soprattutto se deve presentare una riforma della Costituzione» (Fini).

• «È stato scelto dagli elettori, ogni ipotesi alternativa sarebbe un suicidio politico e personale» (Gianni Alemanno).

• «Il verbo mollare non fa parte del vocabolario di mio padre. Lui non mollerà mai» (Piersilvio Berlusconi).

• «A odiare Berlusconi che cosa ci si guadagna, a parte il fremito e il parossismo che ogni odio gratuito comporta? Niente» (Giuliano Ferrara su Panorama, 23/12/2009).

• Una sera di pochi mesi fa davanti a un minestrone con lui, Mike, che era andato ad Arcore per farsi consolare e finì quasi per consolare Silvio: «Eravamo noi due, soli, nella grande sala vuota. Era stanchissimo. Davanti a quel minestrone, cucchiaiata dopo cucchiaiata, diceva: “Sono teso, dormo pochissimo, quattro ore per notte. Mi attaccano da tutte le parti". E pensavo: “Ma guarda un po’ , sono qui con l’ uomo più potente d’ Italia, il più acclamato, una cena che tutti m’ invidieranno e mi viene una gran tristezza. Quest’ uomo mi sembra così solo!"...» (Mike Bongiorno pochi mesi prima di morire).

• «Berlusconi si scopa tutte queste ragazze in nome di tutti gli italiani, e questi lo devono ringraziare perché per governare bene bisogna scopare bene» (Vittorio Sgarbi).

• Bruno Vespa: «Come tutti i grandi imprenditori, Berlusconi non ha la purezza di San Francesco». (Panorama, 12/10/2009).

• Michele Serra: «Il berlusconismo riassume così perfettamente ciò che le persone di sinistra non sopportano (ricchezza offensiva, ignoranza del limite, spregio per la cultura, clericalismo in campo etico e classismo anticristiano in campo sociale, più il resto che non sono spiccioli) da rendere ovvia la speranza che prima o poi questo momento deprimente e pericoloso della storia italiana finisca». (23 febbraio 2009).

• Eugenio Scalfari: «Berlusconi è un uomo di gomma laddove Mussolini si atteggiava a uomo di ferro. Berlusconi galleggia e padroneggia la democrazia cercando di renderla invertebrata: Mussolini distrusse la democrazia. Mussolini volle lo Stato etico, Berlusconi appoggia il suo potere sull’incompatibilità degli italiani nei confronti dello Stato, salvo adottare lo statalismo quando una società impaurita lo invoca come il protettore di ultima istanza. Si tratta, come si vede, di differenze profonde anche se il fine è analogo: un Capo carismatico, plebiscitato da un popolo che ha rinunciato ad esser popolo ed ha trasferito in blocco la sua sovranità al Capo». (da La nuova destra che forse non nascerà, la Repubblica, 22/3/2009).

• Fini: «Talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta» (Corsera 3/11/2009).

• «È deprimente. La mafia è un problema del Paese, non un argomento su cui scherzare» (Sandro Petraglia, autore della Piovra).

• «Lo controlliamo bene» (Umberto Bossi)

• «Noi pensiamo sia vittima di una persecuzione. Se Fini la pensa diversamente, lo dica» (Maurizio Gasparri).

• «È assolutamente sereno. Teme più la moglie che Spatuzza» (Marcello Dell’Utri prima della deposizione del pentito Gaspare Spatuzza).

• «Confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità [...] Confonde la leadership con la monarchia assoluta. In privato gli ho detto: ricordati che gli hanno tagliato la testa quindi statte quieto». Il presidente della Camera ha anche parlato del pentito Spatuzza, definendo le sue parole «una bomba atomica». (Fini parlando di Berlusconi. Dalla conversazione fuorionda tra il presidente della Camera  e il procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, registrata durante la giornata conclusiva del Premio Borsellino a Pescara 6/11/2009).

Berlusconi ha detto:

• «Il mio gradimento al 67%, mentre il consenso del governo è al 50%» (14/1/2010).

• «Mi hanno attaccato anche sul piano patrimoniale, non resta anche che attaccarmi sul piano fisico, come hanno cominciato a fare… Ma “non praevalebunt”» (14/1/2010).

• «I miei avvocati mi sconsigliano di presenziare ai miei processi, mi dicono che la mia presenza in aula trasformerebbe i giudici in veri e propri plotoni di esecuzione» (21/1/2010).

• «Eluana Englaro doveva essere salvata» (10/2/2010).

• «Quelli che si leggono sono tutti nomi inventati: nelle liste non ci saranno né veline né parenti» (10/2/2010).

• «Sugli sbarchi dall’Albania faremo un’eccezione per chi porta belle ragazze» (12/2/2010).

• «Il male terribile dell’Italia, la prima patologia è la politicizzazione della magistratura, questo è il primo male vero della nostra democrazia, l’uso politico della giustizia, peggio della corruzione e del crimine organizzato. Per fortuna la grande maggioranza dei giudici non appartengono a questa banda di magistrati talebani» (27/2/2010).

• «In questi giorni mi hanno dato del Paperone. Io sarò pure Paperone, ma la sinistra è la Banda Bassotti» (18/3/2010).

• «Mi permettete di essere inelegante? Mara Carfagna, una donna bella, dolce e intelligente, ma una donna con le palle» (18/3/2010).

• «I pm mi spiano, in modo illegale, per cercare inesistenti ipotesi di reato e impedirmi di lavorare e governare il Paese» (23/3/2010).

• «Mercedes Bresso quando si alza la mattina e si guarda allo specchio si è già rovinata la giornata» (23/3/2010).

• «Se vuoi fare politica, non puoi fare il presidente della Camera» (a Gianfranco Fini 22/4/2010).

• «Con me è difficilissimo litigare. Però, per divorziare, mi è stato detto da qualcuno che conoscete, basta essere in uno. Devo anche dire che sono esperto in molti settori: urbanistica, editoria, televisione, sport, amministrazione pubblica. Non ho invece felici risultati riguardo i matrimoni. Quindi, mi astengo dal dare suggerimenti al riguardo» (27/4/2010).

• «Contro di me un inaccettabile killeraggio mediatico» (14/5/2010).

• «Non c’è un solo italiano, uno solo che possa dire di avere subito qualche danno da me e dai miei governi, tranne mafiosi e camorristi» (26/5/2010).

• «Come primo ministro non ho mai avuto la sensazione di essere al potere, l’avevo quando ero un imprenditore. Oso citarvi una frase di colui che era considerato come un grande dittatore, e cioè Benito Mussolini. Nei suoi diari ho letto recentemente questa frase: dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l’hanno i gerarchi ma non lo so. Io so che posso solo ordinare al mio cavallo di andare a destra o di andare a sinistra e di questo posso essere contento (28/5/2010).

• «Da parte mia non c’è mai stato un sostegno all’ evasione fiscale, sono il primo contribuente d’ Italia e il mio governo ha aumentato gli introiti provenienti dalla lotta all’ evasione» (1/6/2010).

• «Ho le mani legate per colpa di Fini» (18/6/2010).

• «Bisognerebbe fare uno sciopero dei lettori per insegnare ai nostri giornali a non prendere in giro i lettori. Raccontano solo frottole, la loro disinformazione è una ferita sociale. E io sono una loro vittima, perché mi attribuiscono virgolettati che non ho mai né detto né pensato» (29/6/2010).

• «Io conoscevo un interista, amico mio e suo, che aveva un cane interista. Il cane quando l’Inter pareggiava guaiva e quando perdeva si infilava sotto il letto e non c’era verso di farlo uscire. Quando io chiedevo che fa il cane se l’Inter vince, questo amico mi rispondeva: non lo so, ce l’ho da quindici anni» (16/6/2010).

• «Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: “Presidente, ma se lo abbiamo fatto un’ora fa...”. Vedete che scherzi che fa l’età? (l’Unità 4/7/2010).

• «In democrazia non esistono diritti assoluti, perché ciascun diritto incontra il proprio limite negli altri diritti egualmente meritevoli di tutela che, in caso della privacy, sono prioritariamente meritevoli di tutela. [...] Un principio elementare della democrazia ma che la stampa italiana, nella sua maggioranza, ha deciso di ignorare» (10/7/2010).

• «Sono fatto così da sempre, qualche volta mi capita di guardare in faccia una bella ragazza, ma è meglio essere appassionato di belle ragazze che gay» (2/11/2010).

• «I veri studenti sono a casa studiare. In piazza ci sono solo i centri sociali e gli studenti fuori corso (30/11/2010).

• «Wikileaks? È solo gossip» (4/12/2010).

• «Sono assolutamente consapevole che ho una certa età e che dovrò lasciare prima o poi, ma passerò il testimone quando avrò terminato il programma e comunque mai a maneggioni della vecchia politica che hanno a cuore solo le loro ambizioni personali, semmai a una nuova generazione di politici, seri e preparati» (6/12/2010).

• «Susanna Camusso? Ho apprezzato i suoi interventi televisivi, tantissimi auguri. Più cattiva della Bindi non riuscirà ad essere...» (26/11/2010).

• «La politica è un grande atto di carità, diceva un famoso pontefice, e credo che interpretandola in questo modo si sia nel giusto» (28/11/2010).

• «Non mi dimetterò mai. Fini? Se vuole, mi sfiduci» (12/11/2010).

• «Intercettazioni? Chiudere i giornali per trenta giorni» (3/11/2010).

• «A casa mia entrano solo persone perbene che si comportano correttamente. Quanto alla mia capacità di essere ospite e di essere un ospite abbastanza irripetibile, unico, ne sono molto orgoglioso» (30/11/2010).

• «Se mi si domanda di indicare una persona necessaria per avere un affidamento, sento la persona che potrebbe farlo e dico che questa persona sta arrivando in Questura. Non ho assolutamente influenzato nessuno, anche perché so bene quali sono i poteri del primo ministro, che in Italia non ne ha nessuno. Quindi, non avrei potuto esercitare un potere che non ho» (30/11/2010).

• «Se io ogni tanto sento il bisogno di una serata distensiva, come quando racconto una storiella, per terapia mentale, per pulire il cervello da tutte le preoccupazioni; questo fa parte della mia personalità e non c’ è nessuno che potrà farmi cambiare la mentalità che ho e il mio stile di vita» (30/11/2010).

• «Il bunga-bunga è solo una vecchia storiella e lo sapete. Una storiella bellissima, di tanti anni fa, che mi ha fatto ridere molto» (30/11/2010).

• «Avevo già programmato di ritirarmi dalla vita politica tra tre anni ma con questo obbligo di essere qui per festeggiare il nuovo canale mi vedo costretto a continuare» (1/7/2010).

• «Ghe pensi mi...» (3/7/2010).

• «Bisogna tenere duro: i cimiteri sono pieni di gente che si considerava indispensabile» (15/8/2010).

• «Tre giorni e Napoli sarà libera dalla spazzatura» (29/10/2010).

• «A Cesena il Milan ci ha dato dei dolori, ma non ha giocato male. Il problema è che spesso il Milan si imbatte in arbitri di sinistra» (13/9/2010).

• «Il problema è che il sottoscritto sia l’unico capo di governo del mondo a non avere diritto a una privacy» (29/10/2010).

Hanno detto di Berlusconi:

• «Come mai 918 giudici del nostro Paese si sono occupati di Berlusconi da quando è entrato in politica?» (Stefania Craxi, 4/1/2010).

• «In realtà a Berlusconi non interessa il bene della collettività ma soltanto la sua impunità» (Antonio Di Pietro, 7/1/2010).

• «Il network che ha ucciso Bettino Craxi - Procure, comunisti giustizialisti, editoria di sinistra - è tuttora in azione contro Silvio Berlusconi, e anche contro un esito riformista e ragionevole del Pd. Il primo obiettivo del circo mediatico-giudiziario è il presidente del Consiglio; il secondo sono D’ Alema e Bersani» (Fabrizio Cicchitto, 17/1/2010).

• «Ho sempre escluso, avendolo appreso da mio padre, ogni coinvolgimento diretto di Berlusconi con ambienti mafiosi» (Massimo Ciancimino, 11/2/2010).

• «Mi è simpatico. Non nega se stesso, parla un linguaggio franco, non si è piegato alle forche caudine dell’ ipocrisia. Ma non è un leader politico. È un miliardario che investe i suoi denari nella politica» (Jean-Marie Le Pen, 23/3/2010).

• «Che fai, mi cacci?» (Gianfranco Fini a Silvio Berlusconi, 22/4/2010).

• «Berlusconi? Mi chiama ogni settimana: vuole sapere come sto, che cosa faccio, insomma mi controlla ancora» (Noemi Letizia, 18/5/2010).

• «Berlusconi vuole la Repubblica presidenziale. Ma per averla non continui a inquinare il Parlamento con i suoi fisioterapisti, sovvertendo i principi costituzionali. Si chiama eversione, colpo di Stato» (Sabina Guzzanti, 14/5/2010).

• «Berlusconi e Mussolini sono l’incarnazione dell’uomo forte, di potere. Mussolini aveva il cinema come forma di controllo e propaganda, Berlusconi la tv. Mussolini non si è arricchito nel suo governo, Berlusconi è l’uomo più ricco d’ Europa» (Marco Bellocchio, 20/5/2010).

• «Chi non direbbe che l’ Italia è meravigliosa per i suoi paesaggi, il suo grande fascino? Però, all’ estero, seguiamo anche la situazione politica e non deve essere facile vivere nel paese del Signor Berlusconi che ormai sembra possedere tutto. È una cosa assolutamente incomprensibile» (Herta Müller, 16/6/2010).

• «È un uomo allo sbando» (Pier Ferdinando Casini, 6/12/2010).

• «So di dispiacere i molti avvoltoi che si spendono in vili attacchi, ma il suo stato di salute è eccellente: il presidente è dotato di un profilo ematochimico paragonabile a quello di un giovane adulto del tutto sano. Se appare stanco è perché mentre gli altri dormono lui lavora. È persino irrispettoso della mia autorevolezza, quando gli consiglio riposo. Con un’ quipe medica, lo accompagno all’estero da anni e posso assicurare che al termine dei summit tutti sono stravolti mentre lui è sorprendentemente fresco. Io, al suo posto, sarei già morto dieci volte» (Alberto Zangrillo, suo medico personale, 3/12/2010).

• «Gli Stati Uniti non hanno amico migliore. Non c’è nessuno che appoggia la politica americana consistentemente come il primo ministro Silvio Berlusconi» (Hillary Clinton, 2/12/2010).

• «Non c’è nessuno che appoggia la politica americana consistentemente come il primo ministro Silvio Berlusconi» (Umberto Bossi, 1/12/2010).

• «La Lega Nord sarà con Berlusconi fino a quando non abbiamo fatto le riforme» (Umberto Bossi, 20/11/2010).

• «Silvio Berlusconi? Non è il mio tipo di uomo, umanamente, politicamente e fisicamente. Ho un debole per gli uomini belli, mentre lui è brutto, basso, pelato e vecchio» (Daniela Melchiorre, 24/11/2010).

• «Conosco la difficoltà di governare e di farlo in Italia. Ma mi sono molto sorpreso, infatti, quando il governo Berlusconi diceva che era tutto facile, che tutto si faceva con la bacchetta magica. Invece non ne hanno indovinata una» (Romano Prodi, 28/11/2010).

• «A tutti capita l’ora del cretino. Quella di Berlusconi? Aver intrattenuto rapporti con quelle ragazze e averli esibiti» (Vittorio Feltri, 17/11/2010).

• «Mio padre mi diede un solo consiglio: entra in Marina. Non l’ho deluso: ho fatto il cantante sulle navi da crociera, come Berlusconi» (Sting, 13/11/2010).

• «Altro che ipotesi ribaltone, piuttosto conviene continuare a fidarsi delle grandi capacità empiriche di Silvio Berlusconi» (Maria Stella Gelmini, 13/11/2010).

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