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Assieme alla passione per la musica su vinile è tornata anche quella per la fotografia analogica: aumentano gli appassionati che scattano con vecchie macchine a pellicola e sui social (soprattutto Instagram e Flickr, ma anche Facebook) gruppi per la condivisione di immagini create chimicamente abbondano. Ma se ci punge la passione per lo scatto vintage, come fare poi a portarlo in digitale? Sono pochi gli scanner semiprofessionali di fascia media dai risultati soddisfacenti e prezzi contenuti (attorno ai 300 euro). Abbiamo provato il modello considerato il migliore in questo settore: l’Epson Perfection V600 Photo Scanner, in vendita a 250 euro circa. 

 

COME SI PRESENTA LO SCANNER  

Il Perfection V600 è uno scanner planare capace di digitalizzare sia le fotografie in formato 24 per 36 (negativi o diapositive) che il medio formato 6 per 6 centimetri. La digitalizzazione avviene utilizzando delle maschere di plastica che consentono di fermare la pellicola o i telai delle diapositive e di sfruttare il digitalizzatore superiore, come vedremo più avanti. La prima cosa da fare per utilizzare lo scanner però è installare il software. 

Abbiamo provato il Perfection V600 con un MacBook, ma può essere ovviamente utilizzato anche con un Pc con Windows. Consigliamo di scaricare i driver più aggiornati dal sito di Epson, partendo da qui per la versione Mac e da qui per la versione Windows (attenzione a selezionare la versione giusta per il vostro sistema).  

 

Dopo aver installato i driver e le Epson Scan Utility (software per la gestione della configurazione dello scanner che in realtà su Mac non sono serviti) si può installare dal Cd in dotazione altro software: per Mac e per Pc c’è Abbyy FineReader Sprint mentre per il solo Windows è disponibile anche ArcSoft Scan-n-Stitch Deluxe. 

 

 

COME FUNZIONA LO SCANNER  

Lo scanner di Epson può essere usato per la digitalizzazione di pellicola negativa o diapositiva piccolo e medio formato, oppure come scanner planare per l’acquisizione di fotografie stampate o di altri documenti tradizionali. Ha una tecnologia hardware per l’eliminazione di polvere e pelucchi (Digital ICE, che utilizza una sorgente di luce agli infrarossi) che però tende ad ammorbidire un po’ le immagini. 

Per proteggersi dalle ditate, polvere e altri corpuscoli consigliamo di manipolare la pellicola con dei guanti bianchi o semplicemente di gomma da cucina e di utilizzare una pompetta per soffiare via la polvere (mai farlo con la bocca), oltre a un panno in microfibra per pulire regolarmente il vetro dello scanner. I risultati migliorano in maniera insospettabile. 

 

GLI UTILIZZI TIPICI CON VECCHIE E NUOVE FOTOGRAFIE  

Per la fotografia abbiamo usato lo scanner per recuperare dai negativi alcune vecchie foto di famiglia le cui stampe (di trent’anni fa) erano molto ingiallite e piccole, e acquisire negativi di nuove immagini appena scattate e solo sviluppate, senza provini o stampa. I risultati sono stati sorprendenti: le vecchie foto acquistano una vitalità molto maggiore rispetto alle stampe degli anni Sessanta e Settanta, mentre le nuove sembrano immagini digitali ma con più profondità e, se amate il colore, tinte molto differenti da quelle che solitamente vengono catturate dalle macchine digitali. 

 

 

LA RISOLUZIONE DELLO SCANNER  

Lo scanner permette di digitalizzare una striscia di immagini di generose dimensioni, cioè 22 centimetri. Questo per il medio formato (che nel formato 6x6 consente dodici scatti per ogni rullino) di digitalizzare tre foto alla volta, oppure al massimo due se sono scatti in modalità panoramica (da 6x9 a 6x11). La difficoltà maggiore è l’inserimento della pellicola nelle piccole guide della mascherina di plastica, che sono particolarmente sottili, senza lasciare ditate (per questo servono i guanti) e poi tenere il film ben teso. Il posizionamento della mascherina è invece assolutamente intuitivo e, una volta chiuso il coperchio, lo scanner funziona senza problema. 

Lo stesso procedimento vale per il formato 35mm. Qui la modalità di inserimento più facile ovviamente è quella delle diapositive montate su telaietto, che tra le altre cose hanno una qualità superiore a quella dei negativi 35mm. Non importa quale lato si tiene verso l’alto, perché poi in post-produzione digitale è possibile ribaltare l’immagine come preferiamo (le bellezze del digitale). Il software di Espon si preoccupa non solo di fare l’acquisizione ma anche di selezionare il tipo di pellicola, per avere una inversione e correzione dei colori già elaborata.  

 

 

LA RISOLUZIONE IDEALE PER LE SCANSIONI  

La risoluzione a disposizione per la pellicola è molto elevata, nettamente superiore a quella degli scanner planari più economici (che peraltro non riescono a fare scansioni di pellicola perché la lampada e il sensore sono sullo stesso lato anziché ai due lati della pellicola da digitalizzare) e arriva sino a 6.400 x 9.600 pixel. Sono 60 Mb di informazioni per ogni scansione complessiva. Questo, assieme alla progressione di avanzamento del sensore per la scansione, sono le caratteristiche più importanti per riuscire a ridare vita digitale al negativo di una immagine. Un fotogramma formato 35mm ha dimensioni di 24x36 millimetri. La densità di pixel e la capacità di risolvere l’immagine sono la parte critica per avere una buona acquisizione 

Nelle nostre prove il risultato migliore, con un rapporto dimensione file/qualità dell’immagine (a fine di archiviazione) è di 1600 punti per pollice, mentre per un uso “da social” bastano 300/400 dpi per poter poi elaborare l’immagine e quindi condividerla a risoluzioni minori. Anche se la sempre maggiore diffusione di schermi ad alta risoluzione consiglia di non alleggerire troppo la definizione delle immagini. 

C’è una modalità di scansione completamente automatica, ma abbiamo preferito usare quella semi-automatica, impostando manualmente i parametri di base (tipo di originale, profondità della scansione) e selezionare con l’anteprima la parte della pellicola da digitalizzare. 

 

 

COME FUNZIONA NELLE NOSTRE PROVE  

Lo scanner ha sempre funzionato bene, ma con le sue piccole idiosincrasie (come tutti gli scanner che abbiamo potuto provare negli anni). Ad esempio: una scansione di una striscia di diapositive ad alta risoluzione richiede circa due minuti. Se lo scanner però va in pausa, al suo “risveglio” sono necessari tempi più lunghi, fino a cinque minuti. Spegnendolo e riaccendendolo si ritorna ai parametri di base. In un paio di casi lo scanner è letteralmente scomparso o ha smesso di effettuare scansioni, e solo un riavvio (del solo scanner) ha permesso di ritornare a un pieno funzionamento. Dal momento dell’accensione dell’apparecchio a quando è pronto per operare per fortuna passano pochi secondi, soprattutto grazie all’illuminazione led che non richiede riscaldamento.  

Lo scanner V600 di Epson funziona anche come scanner tradizionale. È uno scanner planare con un coperchio pesante e delicato (contiene il secondo scanner per le pellicole) e non può essere alimentato automaticamente: per questo, oltre alla scansione a risoluzione medio-alta di foto o altri documenti da conservare, non è l’ideale per un uso intensivo in ufficio. In ogni caso, le sue scansioni sono di qualità con una velocità più che accettabile: abbiamo scansionato alcuni fogli stampati in corpo 8 e poi utilizzato un software Ocr per digitalizzare il testo, senza problemi. Risultati più che dignitosi anche nella scansione di oggetti un po’ spessi che costringono a tenere il coperchio parzialmente alzato. 

 

 

IN CONCLUSIONE: PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZE  

I vantaggi di questo scanner rispetto ad altre soluzioni più economiche presenti sul mercato sono fondamentalmente tre: ha una qualità decisamente maggiore di tutti gli scanner di fascia bassa, permette di scannerizzare anche le pellicole medio formato e, a differenza degli scanner fotografici dedicati, permette anche di effettuare scansioni di immagini e documenti tradizionali in formato A4. La maggior parte degli scanner economici per la scansione di pellicola o diapositiva 35mm funzionano tramite un telatietto che si inserisce in un piccolo apparecchio di forma piramidale. La qualità dei tre apparecchi che nel tempo abbiamo potuto vedere è stata molto inferiore. Rispetto a scanner a cassetto dedicati alla pellicola 35mm e medio formato questo scanner planare di Epson ha il vantaggio di essere più economico, più semplice da usare e più flessibile, permettendo anche la scansione tradizionale di positivi, documenti o fotografie che siano. Se avete la passione per la fotografia analogica o pensate di dover digitalizzare il tesoretto dei negativi di famiglia, ci sentiamo di consigliarlo. Oltretutto costa meno che affidarsi a un servizio professionale esterno. 

 

QUANTO COSTA  

Lo scanner Epson Perfection V600 Photo Scanner attualmente costa attorno ai 250 euro su Amazon, ePrice e altri negozi online. 

 

@antoniodini  

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